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“Re-Care”: cura e presa in carico delle persone senza dimora nell’ambito della salute mentale

Parte il progetto a Palermo finanziato dalla Fondazione con il Sud e portato avanti da 9 realtà pubbliche e private. L’obiettivo è attuare percorsi di accompagnamento all’autonomia

15 giugno 2022

PALERMO - Mettere al centro la cura e la presa in carico delle persone senza dimora nell’ambito della salute mentale. Complessivamente, saranno 240 le persone che saranno individuate ed accompagnate, 60 delle quali, con un Pti (Progetto Terapeutico Individualizzato), saranno prese in carico. E' l'obiettivo del progetto Re-Care, Ricostruire Cura e Salute finanziato da Fondazione con il Sud nell'ambito della povertà socio-sanitaria. Portato avanti da  9 realtà pubbliche e private, a coordinarlo come ente capofila, è uno dei bracci operativi della Caritas di Palermo la coop. sociale La Panormitana. Tra le altre realtà ci sono: Caritas diocesana Palermo con Panormitana e San Giuseppe dei Fallegnami,  Fiopsd, Centro Astalli,  associazione Nahuel, Comune di Palermo, Città Metropolitana di Palermo, Asp Palermo e  Università di Palermo (dipartimento di Scienze Politiche e delle relazioni internazionali).
Il progetto, della durata di 4 anni, intende consolidare in città una rete territoriale in grado di rispondere, con tempi e  servizi adeguati, ai bisogni di cura delle persone senza dimora, con specifica attenzione alla tutela  della salute mentale, favorendo percorsi di accompagnamento all'autonomia. L’iniziativa prende forma  da una riflessione e collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale e alcune realtà del privato sociale e  del pubblico nel contesto della complessità, della promozione e cura della salute mentale.
Il progetto intende rafforzare l'impegno sinergico tra pubblico e privato sociale proprio al fine di realizzare e consolidare percorsi  assistenziali, di cura e i metodi di intervento in un’ottica comunitaria, come prevede il Piano Strategico  Regionale per la Salute Mentale.
Tra gli obiettivi ci sono anche il contrasto e la prevenzione degli esiti invalidanti  delle malattie approntando, integrando competenze e metodologie plurime secondo l’ottica  dell’integrazione socio-sanitaria. Nello specifico, a partire dall’aggancio, attraverso 3 unità di strada e 4 presidi  territoriali, presso i luoghi frequentati dai senza dimora ed attraverso la distribuzione di beni di prima  necessita (kit igienico-sanitari ed alimentari), si attiveranno interventi di mediazione, ascolto e  dialogo con le persone beneficiarie al fine di avviare percorsi di autonomia e di  miglioramento delle loro condizioni di vita. 


Qualora lo si ritenesse necessario, le persone individuate verranno inviate presso i servizi territoriali per screening  generali e visite specialistiche oppure per una successiva presa in carico da parte di un’equipe multidisciplinare. Quest'ultima è  composta dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Asp, dai servizi sociali e dai referenti di terzo settore  coinvolti nel progetto. Per ogni persona presa in carico sarà preparato un Pti  per l’erogazione di  trattamenti socio-riabilitativi a valenza terapeutica, pedagogica, farmacologica, relazionale e  socializzante.
Inoltre, a fronte del percorso di cura, verranno elaborati percorsi di accompagnamento  all’autonomia, volti a riconoscere concreta dignità e diritti alle persone senza dimora. Pertanto si faciliteranno  interventi di supporto all’abitare per 15 persone, secondo il paradigma Housing First, all’interno di 3 poli  riservati a persone con limitate capacità di autogestione ed inserimenti in appartamento per massimo 3  persone in compresenza. Si integrerà il Pti con attività di inclusione sociale e  lavorativa, prevedendo la realizzazione di 12 tirocini formativi. Parallelamente, si lavorerà all’informazione e sensibilizzazione della comunità, coinvolgendo in maniera attiva le persone beneficiarie.
"Il progetto può senz'altro considerarsi una sfida rispetto al tema della salute mentale delle persone - che vivono forti situazioni di emarginazione sociale - che è molto delicato e sempre, per certi versi, mai risolto pienamente - dice Nadia Sabatino, presidente de La Panormitana -. Siamo sempre più consapevoli, occupandoci di accoglienza nei poli notturni e diurni, di quante difficoltà esistano nel prendere in carico le persone che presentano problematiche di natura psichiatrica. Pertanto, il progetto da una parte si rivolge a loro ma dall'altra è dedicato anche a coloro che, purtroppo, vivono ancora in strada e sono fuori dalla rete dei circuiti di accoglienza. L'obiettivo centrale resta quello di riuscire, quindi, a dare risposte concrete a chi ha bisogno attraverso un progetto che è duttile e si muove in una prospettiva ampia. Considerato che le problematiche della persona sono di tipo diverso, si prevede per alcuni la possibilità, nell'ambito dell'Housing First, di sperimentare forme di autonomia abitativa. Inoltre, con il Dipartimento di scienze politiche e la Fiopsd si organizzeranno momenti formativi per gli operatori volontari e nello stesso tempo iniziative di sensibilizzazione sociale con le testimonianze dei beneficiari dentro le aule universitarie".

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