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Salute, arriva nel Lazio la campagna "Diamo voce al futuro"' su tumori onco-ematologici

Promossa da Janssen oncology e Ail punta i riflettori sulla leucemia linfatica cronica riportando le esperienze dei pazienti

9 giugno 2022

ROMA - Arriva nel Lazio, in occasione della Giornata mondiale sui tumori ematologici, la seconda edizione della campagna di sensibilizzazione "Diamo voce al futuro", promossa da Janssen Oncology e patrocinata dall'Associazione italiana contro leucemie-linfomi e mieloma (Ail). La tappa laziale è stata presentata oggi con una conferenza stampa tenutasi a Roma.

L'edizione 2022 della campagna si pone come obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sui tumori del sangue e portare alla luce le sfide di coloro che ogni giorno devono lottare contro queste malattie: dai clinici, ricercatori, pazienti ai caregiver, con una nuova attenzione ai tumori ematologici rari, tra cui l'amiloidosi da catene leggere e la macroglobulinemia di Waldenström, e alle forme di leucemia nell'adulto, come la leucemia linfatica cronica.

I tumori ematologici, tra cui leucemie, linfomi e mielomi, rappresentano quasi l'8% di tutti i tumori maligni e secondo le stime del 2021, riferite al 2020, sono stati responsabili di circa 29.000 nuovi casi nel nostro Paese. Secondo i dati più recenti raccolti da www.opensalutelazio.it, database informativo del sistema sanitario della regione Lazio, nel 2017 sono stati diagnosticati oltre 2.300 casi di tumori ematologici.
Tra i tumori del sangue, le leucemie sono sicuramente quelle più conosciute. In Italia, nel 2020 erano attese circa 8.000 nuove diagnosi di leucemia, di cui 4.700 uomini e 3.200 donne. Meno noti sono linfomi e mielomi. I primi sono suddivisi in due gruppi: linfoma di Hodgkin, la forma più rara che colpisce ogni anno circa 4 persone ogni 100.000 abitanti e nel 2020 erano attese circa 2.150 nuove diagnosi, di cui 1.220 uomini e 930 donne; linfomi non Hodgkin, uno dei primi 10 tumori per frequenza in Italia in uguale misura per uomini e donne, con 13.200 nuovi casi attesi nel 2020. Per quanto riguarda i mielomi, infine, nel 2020 erano stimati 3.019 nuovi casi negli uomini e 2.740 nelle donne.

"La leucemia linfatica cronica è la forma più frequente di leucemia nell'adulto nei Paesi occidentali e colpisce principalmente l'anziano, l'età mediana di diagnosi è infatti 72 anni. Parliamo di circa 1.600 nuovi casi ogni anno in Italia tra gli uomini e 1.150 nelle donne. Si tratta di una neoplasia ematologica caratterizzata dall'accumulo di piccoli linfociti nel sangue, nel midollo osseo e negli organi linfoidi periferici- spiega Luca Laurenti, professore associato Istituto ematologia, università Cattolica del Sacro Cuore- In più della metà dei pazienti, la patologia viene diagnosticata per caso, nel corso di esami di routine, oppure perché si nota un linfonodo ingrossato. Con l'evolversi della malattia, possono presentarsi sintomi aspecifici, tipici anche delle altre forme di leucemia. Dopo la diagnosi, sono tre i possibili scenari che si aprono davanti ai pazienti- ha chiarito l'esperto- un terzo di essi non inizia la terapia ed esegue il follow up con una frequenza che dipende dalla indolenza della malattia; un terzo inizia la terapia dopo un certo tempo dal momento della diagnosi e il restante terzo la inizia immediatamente. Si tratta dei pazienti con linfonodi o alcuni organi ingrossati, anemia e piastrinopenia".
Al centro della campagna ci sono ancora una volta i racconti di coloro che sono in prima linea nella lotta ai tumori ematologici, attraverso i podcast in onda sul portale informativo lmcome.it, sulle relative pagine Facebook e Instagram e sui canali YouTube e Spotify. Le puntate, articolate in due serie e che si aggiungono alle tre dell'edizione precedente, fanno emergere il punto di vista della scienza e della ricerca e dei pazienti.

"L'Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma- ha ricordato Luisa Clausi Schettino, direttore Ail Roma Odv, sezione provinciale dell'associazione- da oltre 50 anni è al fianco dei pazienti ematologici e delle loro famiglie con l'obiettivo di sostenere la ricerca scientifica, l'assistenza e sensibilizzare l'opinione pubblica contro i tumori del sangue. L'obiettivo di Ail è affiancare i pazienti ematologici durante il lungo e complesso percorso di cura contribuendo al miglioramento della loro qualità di vita, anche attraverso l'erogazione di servizi di assistenza gratuiti come, ad esempio, le case di accoglienza, le cure domiciliari, gli ambulatori di psico-oncologia ematologica. Abbiamo accolto, ancora una volta, l'invito di Janssen a patrocinare la campagna 'Diamo Voce al Futuro' perché si metta sempre più in primo piano la ricerca scientifica".

"Janssen Oncology, oltre al suo impegno nella ricerca scientifica per lo sviluppo di farmaci innovativi, vuole essere al fianco dei pazienti e dei loro caregiver in modo concreto anche attraverso attività di sensibilizzazione e supporto. Per questo e per far conoscere a un pubblico più vasto le malattie ematologiche, abbiamo rinnovato il nostro impegno, insieme a un partner autorevole come Ail, per la campagna 'Diamo Voce al Futuro' che abbiamo deciso di presentare e lanciare in occasione della giornata mondiale sui tumori ematologici-ha affermato Danilo Arienti, Therapeutic area hematology medical manager Janssen Italia-Le serie di podcast della campagna sono ospitate su www.lmcome.it, il portale nato per fornire informazioni, servizi e una linea diretta con esperti e centri accreditati per la cura dei tumori ematologi".

"Questa campagna ha un importante valore aggiunto: quello di tenere insieme il mondo della scienza e della clinica, le associazioni e le aziende farmaceutiche. Uno sforzo di sintesi che dovremmo costantemente fare anche noi legislatori-ha sottolineato Annamaria Parente, presidente della XII commissione Igiene e sanità del Senato- In Parlamento stiamo affrontando un discorso sui farmaci innovativi cercando di far passare il messaggio che la spesa per questi farmaci è un investimento. Per renderli più accessibili, però, sarebbe necessario semplificare e abbreviare gli iter autorizzativi da parte di Aifa. Anche riguardo all'assistenza domiciliare, fondamentale per i pazienti oncoematologici, il Parlamento può fare molto per promuovere e sostenere le reti già esistenti, messe in piedi e gestite dalle associazioni, per consentire al Governo di realizzare la riforma della domiciliarità sfruttando anche ciò che esiste già. Anche il mondo dell'oncoematologia- ha sottolineato Parente- soffre delle troppe differenze regionali in sanità. Su questo auspichiamo che la prossima legislatura sia occasione per rimettere mano a quella parte della riforma e garantire così la piena garanzia dei diritti sanciti dall'articolo 32 della Costituzione. Dobbiamo considerare il Servizio sanitario nazionale una difesa per tutto il Paese", ha concluso.

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