SuperAbile






In Salute e ricerca

Notizie


Ucraina, Magi (Omceo Roma): aiutiamo i profughi e diamo tranquillità sanitaria

Come stanno rispondendo i medici romani e del Lazio all'arrivo in Italia dei profughi ucraini? Ne ha parlato il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi

29 marzo 2022

ROMA - Come stanno rispondendo i medici romani e del Lazio all'arrivo in Italia dei profughi ucraini? È lecito preoccuparsi della eventuale comparsa di malattie come la tubercolosi, considerando che l'Ucraina è uno dei Paesi con il livello di vaccinazione più basso? Ne ha parlato il presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Antonio Magi. "Tutti i medici sono stati allertati- ha affermato- e ci comporteremo come abbiamo sempre fatto, perché ogni cittadino, ogni uomo, ha diritto ad essere seguito a livello sanitario e ha diritto ad essere curato in presenza di patologie".

"Dunque- ha sottolineato il presidente Omceo Roma- quando prenderemo in carico questi pazienti, queste persone che arrivano in Italia dopo essere state costrette ad andare via dal proprio Paese a causa della guerra, saremo pronti a verificare e a mettere in campo tutte le misure necessarie, come d'altronde facciamo da tempo anche per gli altri immigrati".

"Allo stesso tempo- ha dichiarato poi Magi- il nostro compito sarà anche quello di evitare che si verifichino situazioni che possano interessare la nostra comunità, la nostra società. Ecco perché i medici, si prenderanno cura di tutti i pazienti in maniera uguale, indipendentemente dalla provenienza o dal grado sociale, garantendo alla popolazione la tranquillità sanitaria. È chiaro che facendo discriminazioni, tutto questo non si otterrebbe. Per noi, dunque, cambia poco il fatto che chi arriva in Italia sia di nazionalità ucraina, perché come medici dobbiamo fare il nostro lavoro e dobbiamo garantire loro, ma anche a tutti i cittadini italiani, la maggiore sicurezza sanitaria possibile".

Per quanto riguarda la tubercolosi, Magi ha ricordato che in Italia questa malattia è già presente e ha affermato che "non c'è motivo di un maggiore allarme perché la stiamo monitorando".

Magi ritiene però che non si tratti di un problema di tubercolosi, quanto piuttosto di una questione legata alla mancanza di vaccinazioni. "I bambini- ha spiegato- non hanno le vaccinazioni obbligatorie come invece abbiamo noi. I nostri bimbi ce l'hanno, quindi su di loro possiamo stare tranquilli proprio perché sono stati vaccinati. Chiaramente cercheremo di vaccinare anche i loro, proprio per dare le coperture di cui hanno bisogno".

Secondo il presidente dell'Ordine dei medici di Roma la motivazione va cercata, però, non solo nelle scelte individuali. "In Italia possiamo fare affidamento su una cosa meravigliosa, che è il nostro Servizio sanitario nazionale, mentre la popolazione ucraina non può contare su un servizio sanitario altrettanto valido. È una situazione completamente differente", ha concluso.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati