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Ucraina, Cnop: psicologi mobilitati per il sostegno ai rifugiati

Il Consiglio nazionale dell'Ordine ha riattivato la Task force delle società di psicologia dell'emergenza. Il presidente Lazzari: "La guerra avrà un impatto anche sulla popolazione italiana"

8 marzo 2022

ROMA - "La Comunità professionale degli Psicologi si sta attivando per dare il suo contributo in relazione alla situazione di guerra. L'Esecutivo del Consiglio nazionale dell'Ordine degli Psicologi ha riattivato la Task force delle società di psicologia dell'emergenza accreditate alla Protezione civile nazionale e ha chiesto al dipartimento della Protezione civile di prevedere il coinvolgimento delle associazioni psicologiche nelle attività di sostegno che saranno attivate per i rifugiati e per tutti i soggetti interessati. Allo stesso tempo si stanno raccogliendo le iniziative promosse dalle società scientifiche nell'ambito della Consulta Cnop delle società di area psicologica. È stata data la disponibilità ai ministeri interessati per fornire il contributo alle decisioni da adottare per il necessario aiuto psicologico alle persone, soprattutto minori, provenienti dalle zone di guerra, ma anche per la popolazione di origine ucraina residente in Italia". È quanto si legge in una nota del Consiglio nazionale dell'Ordine degli Psicologi.

"Il Cnop- prosegue la nota- attiverà l'iniziativa 'Psicologi per emergenza guerra' mettendo a disposizione sul sito nazionale www.psy.it informazioni e materiali utili, per la popolazione, i professionisti e gli operatori, sia relativamente a indirizzi di riferimento, iniziative di aiuto e documentazione. Ci saranno materiali in lingua italiana, ucraina, inglese, ai quali si aggiungeranno altre lingue straniere. Le iniziative intraprese coprono diversi ambiti, dal supporto agli psicologi dei Paesi coinvolti, all'aiuto ai rifugiati e alla popolazione originaria dell'Ucraina, ma anche strumenti utili alla popolazione italiana per affrontare questa ennesima emergenza. In particolare, sarà promosso un evento sul tema delle ricadute psicologiche sui bambini e sugli adolescenti con le agenzie internazionali che intervengono nel campo".

"Gli Psicologi sono consapevoli che questa sarà un'emergenza soprattutto umanitaria e psicologica, sia per i traumi delle popolazioni coinvolte direttamente nel conflitto che per l'impatto che questa guerra ha nella popolazione italiana, che spesso ha rilevanza traumatica nei minori- commenta David Lazzari, presidente nazionale dell'Ordine- È necessario che, accanto alle iniziative promosse dalla professione, ci siano adeguati interventi da parte delle istituzioni per assicurare il necessario aiuto psicologico ai soggetti più esposti", conclude.

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