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Disabilità visiva in Ruanda, progetto per "curare 200 mila persone entro il 2026"

Al via l'iniziativa quinquennale di Cbm negli ospedali Kabgayi e Gahin: si punta su formazione e potenziamento dei servizi oculistici. Nel paese 1,2 milioni di persone con disabilità visive, di cui 23 mila cieche

24 febbraio 2022

ROMA - Un nuovo progetto quinquennale di inclusive eye health in Ruanda, per portare prevenzione e cure anche nelle zone rurali, dove le persone, soprattutto i bambini, con disabilità visiva sono tra le più emarginate. Lo promuove il Cbm, che punta sul potenziamento dell’Ospedale Kabgayi e l’attività di formazione all’Ospedale Gahini, per raggiungere l'obiettivo di curare 200 mila persone entro il 2026.
"Immerso nell’Africa Orientale, il Ruanda conta 13 milioni di abitanti, di cui - secondo Iapb (Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità) - sono 1,2 milioni le persone con disabilità visive, di cui 23.000 cieche", sottolinea Cbm. L’ospedale Kabgayi è il principale centro oculistico pediatrico del Ruanda, situato nella zona sud del Paese e punto di riferimento per le cure oculistiche nazionale oltre che dei Paesi limitrofi come Repubblica Democratica del Congo e Burundi. L’80% degli interventi agli occhi in Ruanda sono eseguiti qui, spiega Cbm. Gestito dalla diocesi cattolica di Kabgayi, l’ospedale collabora fin dalla sua nascita nel 1993 con il ministero della Salute ruandese e con Cbm, impegnata a rendere i servizi oculistici disponibili e accessibili alla popolazione povera. "L’ospedale - sottolinea l'organizzazione - è specializzato nell’oculistica pediatrica e nelle cliniche oculistiche mobili, che raggiungono i villaggi più lontani per individuare le persone, soprattutto i bambini, più vulnerabili. Inoltre al proprio interno ha anche un laboratorio ottico dove vengono realizzati occhiali da vista per pazienti con difetti refrattivi".

Il progetto prevede da un lato di estendere i servizi oculistici integrati e di qualità (medicine, strumenti, ausili e occhiali, visite, screening e sensibilizzazione nelle scuole e nelle comunità) - con l’obiettivo, appunto, di curare 200 mila persone entro al fine del quinquennio - e dall’altro di promuove la formazione del personale medico locale anche nella parte orientale del paese, dove vive un quarto dell’intera popolazione ruandese e dove sorge un altro ospedale importante, il Gahini Hospital, che al momento non ha neanche un oculista. "Avere chirurghi specializzati e stanziali è fondamentale per aumentare il numero di persone operate ogni giorno", spiega Cbm che per questo promuove l’attività di mentoring e formazione da parte dei medici del Kabgayi che periodicamente si recheranno al Gahini per erogare cure e formare il personale.

“Questo ambizioso ma necessario progetto che abbiamo avviato in Ruanda è in linea con il Piano strategico sulla salute del Ministero della Salute ruandese (2018-2024) che ha l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno nell’accesso ai servizi di salute visiva” commenta Massimo Maggio, direttore di CBM Italia. “Sappiamo che nei Paesi in Via di Sviluppo si concentra l’80% del miliardo di persone con disabilità presenti al mondo, il che significa che esiste un ciclo che lega povertà e disabilità che è necessario spezzare. Cbm cerca di farlo operando ogni giorno attraverso progetti di salute, educazione, vita indipendente che mettono al centro le persone con disabilità”.

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