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Il Veneto sviluppa un nuovo modello per gestire le gravidanze

Basato su 16 punti, prevede nuovi servizi e banche dati. L'assessore regionale a Sanità e Sociale Manuela Lanzarin: "Agire per garantire la salute e il miglior sviluppo possibile ai bambini, componente sempre più preziosa non solo per le singole famiglie ma per la società tutta"

11 gennaio 2022

VENEZIA - La Regione Veneto si è dotata di un nuovo modello gestazionale organizzativo dell'area materno infantile che va dal pre-concepimento fino all'età prescolare e che si articola in 16 punti. "La scelta di diventare genitori e tutto il percorso che segue dal concepimento alla nascita e alla crescita del bimbo sono estremamente delicati e richiedono una presa in carico attenta con atti mirati e all'avanguardia", afferma l'assessore regionale a Sanità e Sociale Manuela Lanzarin. "Questa considerazione giustifica l'interesse primario a scelte che possano da un lato supportare le coppie e le famiglie a concepire, far nascere e crescere figli, dall'altro ad agire per garantire la salute e il miglior sviluppo possibile ai bambini, componente sempre più preziosa non solo per le singole famiglie ma per la società tutta".

In concreto i 16 punti sono: la definizione di un unico macro ambito che comprende tutte le azioni, i percorsi, i servizi sanitari e sociosanitari presenti in Regione, attivi dal pre-concepimento all'età prescolare, seguendo un'unica visione; la strutturazione di un unico sistema di monitoraggio che, poggiandosi sulla base di sistemi informativi già esistenti che trattano l'assistenza al parto e alla gravida, venga sviluppato in modo da censire le nuove gravide collegandole alla specifica esenzione e all'anagrafe unica regionale degli assistiti, definisca immediatamente l'agenda della gravidanza fisiologica per ciascuna donna in base a quanto previsto nei Livelli essenziali di assistenza e fissi le relative prestazioni; il supporto attivo alle famiglie; l'acquisizione e l'implementazione di tutti gli strumenti che potranno facilitare e migliorare la qualità dell'assistenza prestata; la strutturazione di specifici percorsi per le gravidanze a basso rischio; la revisione della rete dei punti nascita; il mantenimento a regime del programma di contrasto alla depressione materna; la creazione di una cartella clinica della gravida; l'istituzione di un servizio codificato di trasporto della gravida verso i cinque hub, con attivazione del trasporto da parte dell'ospedale spoke; la rivalutazione del sistema di trasporto neonatale, con eventuale potenziamento dell'esistente; l'implementazione di screening neonatali metabolici allargati e screening neonatali uditivo e visivo, con la creazione di un sistema veneto di bio banca del materiale biologico ottenuto dai cartoncini di prelievo dai nati; la creazione di un registro delle malformazioni congenite tenuto dal Coordinamento regionale malattie rare; il ripristino e l'implementazione dei programmi di sensibilizzazione, informazione e supporto delle famiglie e dei nuovi genitori per temi rilevanti per la salute del nato; il follow up dei neonati prematuri e ad alto rischio, con la costituzione di appositi ambulatori integrati nei punti nascita di terzo livello; l'implementazione di un percorso disordini dello sviluppo e diagnosi precoce sindromi autistiche basato sul costante monitoraggio delle tappe di sviluppo complessiva del lattante e del bambino in età prescolare, ripetute ai controlli vaccinali; un programma di visite domiciliari esteso a tutte le puerpere nel corso della seconda - terza settimana dal parto o dal ritorno a domicilio, con personale ostetrico o infermieristico appositamente formato.

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