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Tornare a lavoro dopo un carcinoma: il progetto della Regione Marche

Tornare a lavorare dopo un carcinoma mammario. Ha questo fine il progetto della Regione Marche, finanziato con 150mila euro dei 750mila euro di risorse a disposizione e presentato a Palazzo Raffaello

3 agosto 2021

ANCONA - Tornare a lavorare dopo un carcinoma mammario. Ha questo fine il progetto della Regione Marche, finanziato con 150mila euro dei 750mila euro di risorse a disposizione e presentato a Palazzo Raffaello. Capofila del progetto è l'Area Vasta2 di Ancona, in collaborazione con l'Aof Associazione oncologica fabrianese e l'agenzia del lavoro During. Alla realizzazione contribuiranno Meccano Spa in rappresentanza delle imprese, l'Associazione Kulturando di Fabriano esperta di pari opportunità, orientamento e formazione, Digital Smart e Progetto Crescita di Fano, il Centro Papa Giovanni XXIII ed il Polo9 di Ancona.

"L'iniziativa è studiata per promuovere e sostenere la sperimentazione di interventi che possano rafforzare la ripresa psicologica, motivazionale e fisica delle donne affette da pregresso carcinoma mammario, finalizzata al pieno recupero della loro autostima e delle condizioni necessarie per proiettarsi nuovamente con successo nella vita sociale e nel mondo del lavoro", sottolinea l'assessore alla Sanità Filippo Saltamartini. Si tratta di un percorso "importante che nei prossimi anni intendiamo corroborare con finanziamenti aggiuntivi". Lo scopo della Regione è dunque garantire non solo la prevenzione e le cure, ma anche il "dopo", a partire dal benessere psicologico dei pazienti. "E' questo il salto di qualità che vorrei facesse il sistema sanitario regionale e sono convinto che raggiungere questo obiettivo sia possibile", prosegue Saltamartini che ringrazia tutte le aziende che accoglieranno queste donne.

"E' importante non solo curare- aggiunge la direttrice dell'Asur Nadia Storti- ma anche prendersi cura delle persone. Progetti sperimentali come questi sono fondamentali anche perché costituiscono esempi di buone pratiche che possiamo replicare su tutto il territorio regionale. Nelle Marche, fa notare il direttore del Dipartimento Specialità mediche AV2 e primario di Oncologia a Fabriano Rosa Rita Silva, nei 3 anni di osservazione (2010-2012) del registro tumori della Regione, è stata osservata una incidenza di 3616 casi osservati con una media di 1.305 casi anno. A fronte di 3.600.000 persone vive in Italia dopo la diagnosi di cancro, corrispondente al 5,7% della popolazione italiana, sono 834.200 le donne viventi in Italia dopo una diagnosi di tumore della mammella. "Il miglioramento della sopravvivenza, quindi l'aumento del numero di guariti ha portato a nuovi bisogni come il reinserimento lavorativo che risulta spesso molto difficile. Le statistiche ci dicono che questa percentuale è in media del 64%, e con un elevato range di disoccupazione. Gli interventi che promuovono il ritorno al lavoro sono rivolti al miglioramento dello stato fisico e psicosociale della paziente, alla valutazione delle abilità lavorative, delle richieste lavorative, attraverso un training, la formazione non solo della lavoratrice ma anche del datore di lavoro", conclude Silva.

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