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Uganda, Emergency apre il centro pediatrico firmato Renzo Piano

Si chiamano Ramadhan, Topista, Justine, Katongole, Matovu e Jordan i primi pazienti tra i 3 e gli 11 anni accolti nel nuovo Centro di chirurgia pediatrica di Emergency in Uganda, a Entebbe, sulle rive del Lago Vittoria. Il fondatore Gino Strada: cure gratuite e di qualità, come in Italia

29 aprile 2021

ROMA - Si chiamano Ramadhan, Topista, Justine, Katongole, Matovu e Jordan i primi pazienti tra i 3 e gli 11 anni accolti nel nuovo Centro di chirurgia pediatrica di Emergency in Uganda, a Entebbe, sulle rive del Lago Vittoria. Il progetto, come riferisce l'ong in una nota, ha aperto le sue porte ieri anche grazie al sostegno del ministero della Salute ugandese - che si è fatto carico del 20% dei lavori e dei costi di gestione - ed è nato da un incontro, quello tra Gino Strada, chirurgo e fondatore di Emergency, e Renzo Piano, uno dei più importanti architetti al mondo. Due uomini che hanno condiviso un sogno: quello di costruire un "ospedale scandalosamente bello" nel cuore dell'Africa che potesse unire la chirurgia pediatrica con il più alto livello di architettura per divenire un centro di riferimento per i bambini di tutto il continente.

L'ospedale di Entebbe curerà gratuitamente bambini e ragazzi di età inferiore ai 18 anni affetti da malformazioni congenite, problemi urologici e ginecologici, anomalie del tratto gastro-intestinale, patologie del sistema biliare, cheiloschisi.

"Il modo migliore per aiutare l'Africa è fare lì quelle stesse cose che vorremmo avere anche qui da noi, in Italia" ha dichiarato Gino Strada, che ha aggiunto: "Siamo andati in Uganda con tutte le competenze, gli equipaggiamenti, le tecnologie necessarie a fare una chirurgia di alto livello e con una struttura straordinaria".

In Uganda, ricorda Emergency, la mortalità infantile sotto i cinque anni è di 49 morti su 1.000 nati e il 30% di questi decessi è causato dalla mancanza di cure chirurgiche adeguate.

Il Centro di Entebbe, riporta ancora Emergency nella nota, triplica la disponibilità di posti letto chirurgici per i bambini in Uganda e diventerà un punto di riferimento per le necessità chirurgiche di tutto il continente africano. Dopo il Centro Salam di cardiochirurgia aperto a Khartoum, in Sudan, nel 2007, quello ugandese è il secondo centro dell'Anme, la Rete sanitaria di eccellenza in Africa nata nel 2010 su iniziativa di Emergency, a cui hanno aderito 11 Paesi africani per sviluppare una rete di strutture sanitarie di eccellenza e rispondere a bisogni sanitari specifici su base regionale.

La struttura si estende su 9.700 metri quadri e dispone di 3 sale operatorie, 72 posti letto, di cui sei di terapia intensiva e sedici di terapia sub-intensiva, una sala di osservazione e stabilizzazione, 6 ambulatori, una radiologia, un laboratorio con banca del sangue, una TAC, farmacia, amministrazione, servizi ausiliari, foresteria per i pazienti stranieri, area di accoglienza ed educazione sanitaria e una area gioco esterna.

L'intero progetto è stato realizzato pro bono dallo studio Renzo Piano Building Workshop, in collaborazione con TAMassociati e la Building division di Emergency.

L'architetto Renzo Piano ha detto: "Mi piace pensare all'Africa come un laboratorio per il futuro e non solo come uno scenario di sofferenza e di guerre dimenticate. Gino mi ha sempre chiesto di disegnare un ospedale 'scandalosamente bellò. Parla dello scandalo della bellezza perché per certe persone è uno scandalo offrire bellezza ed eccellenza a tutti, in particolare ai più svantaggiati ed emarginati. D'altronde- osserva Piano- è risaputo che in tutte le lingue africane, lo swahili per primo, l'idea di bello è sempre accompagnata all'idea di buono: non c'è bellezza senza bontà".

I muri dell'ospedale sono stati edificati in pisè, una tecnica di costruzione tradizionale che utilizza la terra cruda, garantendo un'inerzia termica che mantiene costanti la temperatura e l'umidità nell'edificio. Un'attenzione particolare è stata destinata alla sostenibilità ambientale, con una dotazione di circa 2.500 pannelli solari fotovoltaici in copertura di una parte del fabbisogno energetico del Centro.

Tra gli obiettivi del Centro, la formazione di medici e infermieri che possano contribuire a migliorare la chirurgia pediatrica in Uganda: "Il Paese- ha aggiunto Rossella Miccio, Presidente di Emergency- non è del tutto sprovvisto di strutture sanitarie, nè di cultura medica, ma necessita della collaborazione internazionale per garantire a fasce più ampie della popolazione la continuità di cure mediche di secondo e terzo livello e la formazione di specialisti".

A regime, lo staff è composto da 385 addetti, di questi 179 sono personale sanitario. Chirurghi, pediatri, anestesisti, fisioterapisti, infermieri, farmacisti e tecnici sono per l'80% circa professionisti locali e per il 20% professionisti di provenienza internazionale. Lo staff non medico è costituito da internazionali per il 5% e da nazionali per il 95%.

"L'apertura dell'ospedale rappresenta un punto di svolta per i bambini dell'Uganda e della regione dell'Est Africa, grazie alla sua offerta di prestazioni di chirurgia pediatrica di alta qualità, senza alcun costo per i pazienti" ha dichiarato Ruth Aceng Ocero, ministra della sanità dell'Uganda. "Questa iniziativa- ha continuato la ministra- è parte dello sforzo del governo di rafforzare il sistema sanitario nazionale, riducendo i trasferimenti medici all'estero e potenziando i servizi sanitari per i nostri bambini. Il Centro permetterà inoltre all'Uganda di diventare meta di turismo sanitario per quanto concerne le prestazioni pediatriche e una istituzione centrale nella formazione del personale sanitario locale".

Hanno contribuito inoltre al progetto: Fondazione Prosolidar, RPBW - Renzo Piano Building Workshop, Stavros Niarcos Foundation, Fondazione Ravasi Garzanti.

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