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Basilicata, da 132 a 11 sedi per gli screening oncologici delle donne

Il quadro illustrato dalla commissaria responsabile per la Salute e medicina di genere della Regione, Angela Lavalle: "Situazione imbarazzante"

21 dicembre 2020

ROMA - "In Basilicata, purtroppo la situazione è davvero imbarazzante. Le sedi deputate all'effettuazione dello screening sono passate da 132 a 11, mentre solo per lo screening del collo dell'utero mancano circa 14.000 esami, infatti sono stati eseguiti ad oggi circa 5.100 esami di screening, rispetto ai 19.000 del 2018 e del 2019. Mancherebbero, invece, circa 20.000 mammografie". È il quadro sugli screening oncologici in Basilicata illustrato dalla commissaria responsabile per la Salute e medicina di genere della Regione, Angela Lavalle, nel corso della seduta recente della quarta Commissione consiliare (Politica sociale), convocata su richiesta della presidente della Commissione regionale pari opportunità Margherita Perretti.

"Vorremmo delle spiegazioni proprio in merito a questi ritardi - ha aggiunto Lavalle - e soprattutto un'assunzione di responsabilità. Ad ottobre l'Ons (l'Osservatorio nazionale screening, ndr) ha avviato un'altra indagine e ci auguriamo che questa volta i nostri responsabili regionali degli screening abbiano inviato i dati richiesti".

Intanto il presidente della commissione, Massimo Zullino (Lega), ha garantito la presenza nel corso di una seduta in modalità telematica di tutti i responsabili degli screening, di quelli delle due Aziende sanitarie (Asp e Asm), del Crob, del Fora, società che gestirà il programma di screening fino a gennaio in Basilicata, dei coordinatori scientifici con la partecipazione dell'assessore e del dirigente generale del dipartimento Politiche della persona.

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