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Progetto Lia, perplessità e critiche: "Nega la libera fruibilità della conoscenza"

Dure critiche al progetto Libri accessibili dell'Aie, sostenuto dal ministero per i Beni culturali, da parte di Alfio Desogus, presidente della Biblioteca multimediale di Sardegna: "Requisito dell'accessibilità discutibile, e supremazia del diritto d'autore sul diritto all'accesso autonomo alla conoscenza". Un "freno per lo sviluppo di una cultura universale"

8 agosto 2013

ROMA - Un progetto all'insegna del pieno rispetto del principio dell'accessibilità e della piena e autonoma fruibilità di lettura per i disabili visivi. Così è stato presentato il progetto Lia, Libri italiani accessibili, che ha come obiettivo dichiarato la creazione di un servizio in grado di aumentare la disponibilità sul mercato di titoli accessibili di narrativa e saggistica in formato digitale (ebook) per le persone non vedenti e ipovedenti. Realizzato da una società dell'Associazione italiana editori (Aie). Un progetto realizzato con il finanziamento del ministero per i Beni e le attività culturali e che ha il supporto dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti onlus.

Ma l'iniziativa non convince tutti. In particolare, si registra la voce di Alfio Desogus, presidente della Biblioteca multimediale della Sardegna e presidente di Fish Sardegna, che affida a una nota le sue perplessità. In sostanza il progetto sarebbe "una fatica per gli amanti della lettura e la negazione della libera fruibilità della conoscenza". Argomenta Desogus: "Si trattava in sostanza di creare le soluzioni adeguate per l'accesso autonomo alla lettura che contemporaneamente fossero rispettose del diritto di autore. Le perplessità e le osservazioni che avanzammo due anni fa sul progetto Lia nascevano dal conflitto di interessi creatosi per la coincidenza sulla titolarità del progetto realizzato dalla Ediser, società controllata dall'Aie. Era in discussione la difficoltà di trovare l'equilibrio, piuttosto controverso, tra diritto di autore e il diritto alla conoscenza, e si intendeva richiamare l'attenzione delle istituzioni e dei potenziali lettori sulle caratteristiche e sulla tipologia di formato del "libro accessibile". Già due anni fa, quando Lia fu annunciato, la Biblioteca multimediale di Sardegna mise in evidenza "la mancata scelta progettuale di mettere a disposizione il libro in formato digitale testuale come premessa per l'allargamento della platea dei lettori e per il rilancio dell'universalità dei contenuti culturali e narrativi, ma anche l'esigenza di avvalersi di una specifica tipologia di formato essenziale per ogni successivo adattamento. Infatti è unanimemente accettato che il vero libro digitale universalmente accessibile è senza ombra di dubbio il formato digitale testuale".

Insomma, in sintesi estrema, non un semplice libro in formato digitale come sarebbero gli ebook del progetto Lia, ma un formato digitale testuale con approfondite caratteristiche di interattività e di multimedialità e soprattutto di adattamento a diversi dispositivi. "Esiste, diritto fondamentale, l'accessibilità alla conoscenza e cioè al contenuto culturale librario per le azioni di interoperabilità e interattività. Il formato in questione non rende possibile queste operazioni. In proposito, per definire meglio la dimensione delle perplessità, non è difficile immaginare le limitazioni al diritto allo studio e all'integrazione scolastica, o le difficoltà che incontreranno gli studenti universitari nella redazione di tesi o gli allievi delle scuole dove saranno utilizzate le lavagne interattive multimediali". In sostanza, nel caso specifico verrebbe negata la possibilità per uno studente di avvalersi di un testo digitalizzato testuale il cui rilevante vantaggio è di essere duttile e fruibile in modo multisensoriale poiché personalizzabile sulla propria modalità di accesso multicanale. Lo stesso documento di testo può essere trasformato in audio o può diventare stampa in Braille, può subire variazioni in fase di stampa e può diventare trasportabile o mobile. Può inoltre interfacciarsi con ausili informatici di diverso tipo se progettato in modo accessibile secondo le linee guida sviluppate dal World Wide Web Consortium (W3C). Viene anche spiegato in dettaglio "il problema della trasferibilità del documento tra dispositivi perché nel caso del formato acsm, il libro scaricato mantiene la fruibilità soltanto nella macchina originaria in cui è stato salvato la prima volta". Dunque, "le soluzioni del progetto Lia limitano i diritti delle persone con disabilità e risultano un freno per lo sviluppo di una cultura universale, finora negata, proprio nell'era della società della conoscenza".

"L'azienda controllata dall'Aie ha predisposto il sito web Lia rendendo disponibili 2.500 libri - dice Desogus -. Al progetto non danno l'adesione molte case editrici rendendo parziale la varietà delle proposte editoriali, ma soprattutto non vengono resi disponibili molti libri entro il limite dei 72 giorni previsti dal decreto Rutelli del 2007. Infatti, non è la disposizione ministeriale sui tempi che caratterizza il prodotto e il servizio - dice Desogus - ma, al contrario, la scelta dirimente è l'esistenza del diritto di autore e la relativa data di pubblicazione. L'analisi e l'osservazione pratica del sito confermano le perplessità che la soluzione adottata punti a garantire non già l'esigibilità del diritto autonomo all'accesso, all'usabilità e la fruibilità del libro ma la supremazia dei titolari del diritto di autore". Per il presidente della Biblioteca multimediale sarda "nel sito vi sono numerose sovrapposizioni, difficoltà, rinvii e compilazioni che limitano il requisito dell'accessibilità per la quale la nota legge Stanca del 2004 aveva dato indicazioni specifiche per i siti che svolgono un servizio pubblico. Infatti, il primo requisito dell'accessibilità è la facilità di navigazione e il limitato numero di passaggi o di adempimenti da effettuare per raggiungere un risultato. Esiste quindi un primo aspetto da evidenziare e chiarire sul principio e il requisito dell'accessibilità riguardante la configurazione delle pagine web relative alle indicazioni, alle descrizioni guida e al numero dei passaggi. Esiste peraltro per il lettore con disabilità visiva la necessità del possesso o della dotazione dei diversi dispositivi o programmi adatti per fruire dei prodotti culturali del sito, tra cui l'ePub. Tra l'altro insorge l'esigenza di conoscere operativamente i dispositivi prescelti per il loro corretto utilizzo e per il quale il progetto Lia intenderebbe (condizionale d'obbligo) svolgere attività addestrativa a favore degli utenti".

"Il mancato rispetto dei requisiti obbligatori nel sito e nel formato Lia risponde ad obiettivi commerciali" è la conclusione di Desogus. Cosa che troverebbe "conferme nelle prese di posizione assunte dalle stesse case editrici. È noto infatti che le aziende editoriali, poche settimane prima della presentazione del progetto Lia, hanno annunciato ricorso contro l'iniziativa dell'allora ministro Profumo che aveva previsto l'adozione nelle scuole del libro digitale testuale fin dai prossimi anni scolastici. Gli effetti sono evidenti a tutti: verranno ritardate le scelte innovative sulla scuola digitale. È l'ennesimo ostacolo che viene frapposto sul libro digitale accessibile da parte di quegli editori che, ricorrendo a moratorie di tempo, impongono ai docenti la scelta del libro sussidiario cartaceo limitando per gli alunni non vedenti il diritto allo studio e le attività didattiche".

(9 agosto 2013)

di d.marsicano

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