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Per i ciechi arriva il telecomando a infrarossi che "sente" il percorso del bus

Dal Friuli Venezia Giulia, dove sono già 250 i mezzi attrezzati, il sistema sarà esportato in tutta Italia grazie a un accordo tra l'Unione dei ciechi e degli ipovedenti e la ditta di Udine che lo produce

15 febbraio 2009

TRIESTE - Vedere un autobus che avanza verso la fermata, capire di che linea si tratta, che direzione prenderà, quali saranno le fermate intermedie è un processo assolutamente naturale per chi si sposta più o meno regolarmente con i mezzi pubblici. Ma per un non vedente tutto diventa più difficile, perché si può fidare solo del rumore dell'autobus che avanza, ma non ha possibilità di conoscere tutte le altre informazioni necessarie. Da qualche tempo, però, questa diffusa barriera è stata abbattuta: in Friuli Venezia Giulia sono già oltre 250 i mezzi dotati di un innovativo sistema a infrarossi che, dialogando con un telecomando, consente al non vedente di avere accesso a tutte le informazioni necessarie. Adesso questa tecnologia sarà esportata in tutta Italia: l'Unione italiana ciechi sta infatti firmando una convenzione con la ditta Solari di Udine, leader a livello nazionale, per l'ampliamento del parco macchine. 

Ma come possono gli infrarossi essere d'aiuto a un non vedente? "Il sistema è semplice da usare - spiega Hubert Perfler, presidente della sezione triestina dell'Unione italiana ciechi e dell'istituto regionale Rittmeyer per i ciechi -: l'utente ha a disposizione un telecomando che funziona in modo direzionale. Quando sente l'autobus avvicinarsi, lo punta in direzione del suono e subito gli arrivano le informazioni sul numero dell'autobus, il percorso e la destinazione, le fermate intermedie, dove si trova la porta di accesso. Il telecomando recepisce le informazioni fino a una distanza di 80 metri dall'autobus". Ma non finisce qui: una volta a bordo l'innovativo strumento continua ad aggiornare sulle fermate che si susseguono, sostituendo così le informazioni che appaiono sul display del mezzo.   

In Friuli Venezia Giulia questo sistema all'avanguardia - finanziato in toto dalla regione autonoma - è già operativo su oltre 250 mezzi, circa 100 dei quali a Trieste e 90 a Udine. "Man mano che il parco macchine viene rinnovato, gli autobus vecchi vengono sostituiti da quelli con gli infrarossi - continua Perfler -. Il costo di tutto questo è piuttosto limitato, se si pensa che per ogni veicolo il surplus è di circa 4mila euro. Una pedana per disabili motori ne costa all'incirca venti-venticinquemila". Questo ausilio, come detto, è stato scelto dall'Unione italiana ciechi per essere esportato al di fuori dei confini friulani: a breve in tutte le regioni per i ciechi diventerà più facile avere accesso ai mezzi pubblici e l'autonomia negli spostamenti sarà di gran lunga maggiore. (Gig)

(15 febbraio 2009)

di s.caredda

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