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DPCM 12 gennaio 2017. Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza. Capo II - Art. 2 "Aree di attività della prevenzione collettiva e sanità pubblica"

L'art. 2 "Aree di attività della prevenzione collettiva e sanità pubblica" del Decreto modifica la precedente denominazione “Assistenza sanitaria collettiva in ambienti di vita e di lavoro”. Si è ritenuto, infatti, con la nuova denominazione rendere più chiara la fisionomia dell’attività.

8 settembre 2020

L'art. 2 "Aree di attività della prevenzione collettiva e sanità pubblica" del Decreto modifica la precedente denominazione “Assistenza sanitaria collettiva in ambienti di vita e di lavoro”. Infatti, con la nuova denominazione si è voluto rendere più chiara la fisionomia dell’attività, e in particolare:
  • indicare la missione del livello cioè la salute della collettività;
  • affermare il principio di prevenzione, secondo il quale i servizi di questo livello privilegiano gli interventi volti ad evitare l’insorgenza delle malattie nella collettività, affiancando sinergicamente gli interventi di prevenzione individuale o clinica attuati in tutti gli altri livelli di assistenza e in particolare dai medici e dai pediatri di base.
Le principali attività descritte in questo livello sono:
a) sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive e parassitarie, inclusi i programmi vaccinali;
b) tutela della salute e della sicurezza degli ambienti aperti e confinati;
c) sorveglianza, prevenzione e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
d) salute animale e igiene urbana veterinaria;
e) sicurezza alimentare – Tutela della salute dei consumatori;
f) sorveglianza e prevenzione delle malattie croniche, inclusi la promozione di stili di vita sani ed i programmi organizzati di screening; sorveglianza e prevenzione nutrizionale
g) attività medico legali per finalità pubbliche
 
Nell'art. 2 è presente l'Allegato 1, nel quale si elencano, per ciascuna attività, i programmi e le prestazioni garantiti dal Ssn.
Il provvedimento non contiene sostanziali novità rispetto alla previsione del DPCM 2001, salvo una diversa aggregazione delle attività, una maggiore specificazione dei programmi, una più accentuata attenzione alla “sorveglianza e prevenzione primaria delle malattie croniche, inclusi gli stili di vita sani ed i programmi organizzati di screening”. Tra le vaccinazioni sono inserite le vaccinazioni già indicate dal Piano nazionale della prevenzione vaccinale 2012- 2014, integrate con ulteriori  vaccinazioni (anti Pneumococco, anti Meningococco, anti Varicella, Rotavirus e anti Papillomavirus umano agli adolescenti) e con quelle previste dal Piano nazionale della prevenzione 2014-2018.

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