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La mia sfida? Navigare sul web senza ostacoli

Sogna un mondo dell'informatica privo di barriere. Vincenzo Rubàno, non vedente dalla nascita, dice ai programmatori: "Vi tengo d'occhio. L'informazione non accessibile è una discriminazione"

1 settembre 2013

LECCE - "Parliamoci chiaro, il problema esiste. La vista non c'è, alcune barriere non si possono superare senza aiuti". Vincenzo Rubàno, salentino di 18 anni, non vedente dalla nascita, è da poco rientrato in Italia da Portland, negli Stati Uniti, dove ha partecipato al congresso della Drupal Community insieme a informatici sviluppatori come lui, in arrivo da ogni parte del mondo. Drupal è una delle più importanti piattaforme oggi in circolazione per dare vita a siti web e gestirne i contenuti. Un viaggio, quello di Vincenzo, ma soprattutto una prova con se stesso. «Non sono mai andato da solo fuori dall'Italia, è stato indispensabile il servizio di assistenza delle compagnie aree sia per gli spostamenti che per muoversi in aeroporto. Non è facile camminare senza riferimenti in un luogo sconosciuto», racconta. Così come non è facile superare le barriere che rendono inaccessibile il mondo dell'informatica, nata in lui come una vera e propria passione quando aveva soli nove anni. Da allora - anche grazie al costante sostegno della famiglia - è un crescendo, si interessa ai linguaggi di programmazione, studia da autodidatta, sceglie come scuola superiore l'istituto tecnico "Costa" a Lecce per seguire l'indirizzo informatico. "Molti pensano all'accessibilità da un punto di vista puramente teorico - fa notare Vincenzo - ma occorre ragionare da un punto di vista pratico".

La voce di chi non vede. Di fatto, nel momento in cui un programma, un sito web o un'applicazione presentano contenuti inaccessibili, viene completamente vanificata la funzione dello screen rider, strumento a disposizione delle persone non vedenti che legge a voce ciò che appare sullo schermo, così come le informazioni nei testi. Se un sito è inaccessibile, dunque, lo screen rider non può materialmente funzionare. Così è grazie a "M'illumino di meno", la famosa giornata del risparmio energetico promossa dalla trasmissione Caterpillar su Rai Radio2, che nel 2011 scatta l'idea di gridare pubblicamente il problema dell'accessibilità e della fruizione del computer da parte delle persone non vedenti. Vincenzo, accompagnato da circa un anno dalla fedele Marisol, splendido esemplare di Labrador cane guida, nonostante la giovane età ha ben chiaro il suo obiettivo: far ragionare, innescare discussioni, tenere alta l'attenzione sul tema dell'accessibilità informatica, che tende a rimanere nell'ombra. «Se tutti spengono le luci, io accendo una pagina web con un sondaggio rivolto a chi non vede - spiega - per capire abitudini, problemi e difficoltà nell'accesso al web e alle tecnologie». Così "M'illumino di meno... ma ‘ci vedo' di più" raccoglie circa 370 voci di persone disabili che immaginano di rivolgersi a progettisti e programmatori per spronarli a non trascurare la questione accessibilità. I risultati del sondaggio confluiscono nel sito di denuncia Titengodocchio. it, creato da Vincenzo proprio attraverso Drupal. Nella "lista nera" on line cominciano a confluire segnalazioni di programmi e siti non accessibili, che vengono verificate e rese pubbliche attraverso un report.

"Le segnalazioni sono molto più numerose di quelle che riesco a verificare - aggiunge l'informatico -. Ma la mia sfida è sollecitare l'opinione pubblica. Alcuni sviluppatori sono più sensibili al problema, altri meno, spesso non è questione di cattiva volontà, manca proprio la conoscenza della tematica. Bisognerebbe far comprendere che lavorare sull'accessibilità non è un peso: l'informazione non fruibile è di fatto una discriminazione, e come sempre il modo migliore per combatterla è lavorare sulla cultura, in questo caso sulla formazione di chi programma".
Nella rete, si sa, l'informazione corre veloce: dal Salento agli Stati Uniti il passo è breve. Grazie all'utilizzo della piattaforma Drupal, Rubàno comincia a collaborare on line con gli sviluppatori del software open source, quindi aperto a proposte, miglioramenti, modifiche. Si fa notare e viene invitato a Portland, al congresso ufficiale, per lavorare sul fronte accessibilità. "Nel caso di Vincenzo è come se paradossalmente l'handicap si fosse tradotto in risorsa - spiegano gli insegnanti del "Costa" -, portandolo a sviluppare intelligenza, memoria, capacità di analisi e sintesi molto maggiori dei suoi coetanei. Se tutti i docenti di informatica nelle scuole italiane inserissero l'accessibilità nei programmi, sarebbe già uno strumento per educare futuri sviluppatori". E cosa c'è nel futuro di Vincenzo? Anzitutto il diploma: "Non cerco gloria, ma tutte le barriere che si possono superare dovrebbero essere superate".

Yes you can: storie di ordinaria disabilità su YouTube. «Non siamo speciali, siamo normali». Come normali sono le storie di Giuliano, Ornella, Lorenza, Davide, alcuni dei protagonisti dei video che ha pubblicato su YouTube la Fondazione Lucia Goderzo, impegnata a Loreggia (Pordenone) accanto alle persone con disabilità. Esperienze di non vedenti che ogni giorno affrontano i problemi di tutti: il lavoro, la famiglia, una casa e vari impegni. "Quelle che si raccontano sono storie di normalità: a dimostrazione che se si vuole si può arrivare - scrive Giuliano Beltrami, uno dei protagonisti, giornalista del quotidiano L'Adige -, pur partendo da situazioni non facili. Perché non è facile per una mamma non vedente allevare figli e gestire la casa o per un cieco navigare in Internet, fare l'imprenditore, scrivere per un giornale, fare il programmatore. Però lo possono fare e lo fanno". (Sara Mannocci)

(3 settembre 2013)

di g.augello

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