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"Innovabilia", la parola passa alle regioni

Si chiude a Foggia il Festival dell'innovazione tecnologica per persone con disabilità. Durante la manifestazione, spazio al confronto tra le regioni: Puglia, Emilia Romagna,Friuli Venezia Giulia e Marche discutono di ricerca, innovazione e demotica sociale, riportando le esperienze messe in campo negli ultimi anni. Da tutte, il riconoscimento del ruolo cruciale delle nuove tecnologie al servizio del lavoro di cura. Dalla Puglia, l'esperienza dei "Living labs"

21 maggio 2012

FOGGIA - Le regioni italiane si sono ritrovate nell'ambito della seconda edizione di Innovabilia, festival delle innovazioni tecnologiche che si è chiuso a Foggia il 19 maggio, a discutere di ricerca, innovazione e demotica sociale, riportando le esperienze messe in campo negli ultimi anni.

A partecipare all'incontro della seconda giornata, la Puglia, regione ospitante, con la regione Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia e la regione Marche. Un connubio necessario quello delle nuove tecnologie per la sostenibilità della non autosufficienza, ma anche un momento indispensabile dal punto di vista delle attività economiche, come possibilità di sviluppo complessivo. Il secondo rapporto sulla non autosufficienza stima nel 13% la possibilità di risparmio della spesa di cura nei contesti domiciliari, semi residenziali, e residenziali attraverso l'utilizzo delle tecnologie di supporto al lavoro di cura. "Se avessimo il coraggio di investire di più in questo settore - ha detto Anna Maria Candela, dirigente regionale del servizio programmazione e integrazione sociosanitaria - nella ricerca al servizio dell'autonomia individuandolo come area di sviluppo delle nostre politiche, riusciremmo a ridefinire la composizione della spesa regionale in maniera certamente più congruente ed efficace".

L'importanza di creare delle sinergie tra le regioni per pensare anche ad una programmazione congiunta, è quello che ha sottolineato Patrizia Sopranzi, dirigente della P.F. Innovazione, Ricerca, Distretti Tecnologici e Competitività dei settori produttivi della Regione Marche. Il modello marchigiano è quello dell'anziano che vive prevalentemente nella propria abitazione assistito da care giver. "Abbiamo cercato di migliorare l'abitabilità ambientale attraverso tecnologie assistive e sensoristiche. Nell'ultimo bando sono stati finanziati 40 progetti con partneriati pubblico-privato, con la nascita di diversi spin off accademici, con un approccio sempre più orientato all'approccio industriale. Due i progetti presentati nell'ambito della seconda edizione di Innovabilia: uno riguarda l'ambient assisted living e l'altro l'efficienza energetica e ambientale nelle abitazioni delle persone anziane. I progetti hanno permesso di individuare i punti di forza e debolezza della realtà regionale. "Questo  - ha spiegato la Sopranzi - ha portato la nostra regione ad indirizzare le risorse regionali in questa direzione e abbiamo stanziato 8 milioni di euro, mentre sono previsti 4 milioni all'anno per questo settore. L'obiettivo dell'amministrazione regionale è di creare delle case della longevità che facilitino e migliorino le condizioni di vita delle persone, con particolare attenzione alle tecnologie assistive per la prevenzione delle patologie e per l'accrescimento della sicurezza e del comfort".

"Molte sono le sfide comuni tra le regioni", ha sottolineato Giulio Antonini, dirigente dell'area Welfare della Regione Friuli Venezia Giulia "tra cui quella dell'integrazione delle politiche. Siamo la seconda regione d'Italia, dopo la Liguria, per invecchiamento della popolazione con il 23% della popolazione ultra sessantacinquenne". Davvero numerosi i progetti che la regione Friuli ha attivato negli ultimi anni per la riduzione dell'istituzionalizzazione ancora molto alta sul territorio regionale con l'attivazione di reti su tutti i livelli: da quello della ricerca a quello dell'innovazione a quello della interdisciplinarità intersettoriale.

"Questa manifestazione è segno di una intelligenza di questo territorio, grazie alla capacità anche del Terzo settore, con esperienze molto significative e alle innovative politiche di welfare che da anni in Puglia sono state attivate" ha sottolineato Adriana Agrimi, dirigente del servizio ricerca industriale e innovazione della Regione Puglia. "Rispetto a queste capacità abbiamo cercato di supportare le imprese affinché si possano cimentare in questo ambito di intervento e abbiamo cercato di mettere al centro anche il design per la creazione di prodotti che si possano affermare anche sul mercato, oltre che per la loro utilizzabilità anche per il prodotto in sè. La nostra sfida è coniugare la domanda pubblica con la sperimentazione tecnologica attraverso gli appalti pubblici pre commerciali, attraverso un'utile specializzazione che sia complementare al sistema". In questa direzione vanno i Living labs avviati il mese scorso in Puglia. La Regione Puglia ha deciso di avvalersi di questa metodologia per sondare gli utenti e capire quali siano le problematiche più significative in attesa di soluzioni Ict (Information Communication Technology - l'insieme delle tecnologie che consentono il trattamento e lo scambio delle informazioni) negli otto settori selezionati: ambiente, sicurezza e tutela territoriale, Beni culturali e turismo, governo elettronico per la Pa, Inclusione sociale e invecchiamento attivo e in salute, Energia, Istruzione ed Educazione, Trasporti e mobilità, Industria creativa. (Serenella Pascali)

(21 maggio 2012)

di c.ludovisi

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