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Sanità, in Piemonte una app per migliorare l'accesso dei sordi

Nella sezione torinese dell'Ente nazionale sordi questa mattina è stato presentato il servizio Comunic@ens Pro, che farà in modo che in 10 ospedali i sordi possano comunicare in modo immediato col personale sanitario

4 ottobre 2022

TORINO - Un servizio per rendere più autonome le le persone sorde che devono accedere ai servizi sanitari piemontesi. Nella sezione torinese dell'Ente nazionale sordi questa mattina è stato presentato il servizio Comunic@ens Pro, che farà in modo che in 10 ospedali del Piemonte i sordi possano comunicare in modo immediato col personale sanitario. Grazie a operatori che saranno immediatamente a disposizione, il sordo potrà comunicargli le sue necessità in linguaggio dei segni, e l'assistente sociale riferirà poi il messaggio al personale sanitario dell'ospedale.

La piattaforma è un'evoluzione del servizio Comunic@ens, nato da oltre 10 anni e che è arrivato a gestire milioni di interazioni all'anno. Il funzionamento è il medesimo, solo che la versione in Pro che sarà fornita agli ospedali piemontesi sarà in tempo reale, senza una coda per attendere la possibilità di utilizzarla come nel caso della versione già in uso. "Siamo la prima Regione d'Italia a dare questo servizio alle persone sorde", ha rivendicato il governatore del Piemonte Alberto Cirio. "Il problema nasce quando la persona sorda va a prenotare una visita medica o all'ospedale", ha spiegato Cirio. In quel caso la persona sorda non può mettersi in coda con il normale servizio Comunic@ens, ma "ha bisogno di un'interfaccia diretta".

"Queste risorse sono una rimodulazione del fondo anti-discriminazione", ha spiegato l'assessore al Welfare Maurizio Marrone, secondo cui il fondo la lotta alla discriminazione "funziona e porta a effetti pratici quando è pragmatica, quando si basa sulle reali esigenze delle persone, quando si basa sui bisogni e non sull'ideologia". Marrone si è augurato che questi servizi "partendo dal Piemonte, possano fare scuola in tutta Italia". Come specificato durante la conferenza, il servizio aumenta anche la protezione del personale sanitario, in quanto la persona sorda per comunicare non dovrà più togliersi la mascherina, che negli ospedali è ancora obbligatoria.

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