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Politiche future per la disabilità. Appello di Fish per la nuova legislatura

Il presidente Falabella: “Le proposte che facciamo al mondo politico contengono le richieste di una cittadinanza piena e integrale delle persone con disabilità e delle loro famiglie, ed offrono suggerimenti e indicazioni per ripensare, in questa delicatissima fase del nostro paese, complessivamente una società più giusta, coesa e rispettosa delle tante diversità”

7 agosto 2022

ROMA – Cosa sarà della disabilità, con la nuova legislatura? Lo domanda con apprensione Vincenzo Falabella, presidente di Fish: “È nostra intenzione capire come le diverse forze politiche vorranno approcciarsi durante la prossima legislatura al tema della disabilità e, allo stesso tempo, vogliamo obbligare chi andrà al governo del Paese a combattere l’abbandono, bandire la segregazione, dare concretezza all’uguaglianza delle opportunità e all’inclusione sociale delle persone con disabilità”. E chiede, Falabella. “non semplici spot elettorali, ma un vero e proprio contratto che le forze politiche dovranno sottoscrivere con la Federazione e di conseguenza con l’intero movimento associativo delle persone con disabilità e con le loro famiglie”.  
 
Il presidente di Fish annuncia inoltre che “la federazione ha elaborato un documento-appello programmatico articolato in punti, dettagliati ed armonici tra di loro, attraverso cui si chiede: politiche e servizi inclusivi, strumenti normativi ed interventi normativi adeguati, il tutto in linea con i principi valoriali della Convenzione Onu sui diritti per le persone con disabilità, e con le indicazioni operative contenute nelle diverse norme esistenti - e in fase di completamento - come la Legge Delega sulla disabilità”. 
 
Continua Falabella: “Nonostante le leggi e i riferimenti teorici ci siano, la realtà è tutta diversa: la disabilità è tutelata solo a parole, perché la politica non sa concretamente sostenerla.  E non si impegna a farlo, come dimostra anche l'attuale campagna elettorale in cui, fino a questo momento, il tema non è proprio entrato, o quantomeno non si è sentito nessun leader politico parlare di disabilità e delle azioni da perseguire qualora andranno a governare il nostro paese. Ci prepariamo, quindi, ad una estate impegnativa, sicuramente calda. Non si può abbassare la guardia».

Per questo, prosegue il presidente Fish: «le proposte che facciamo al mondo politico contengono le richieste di una cittadinanza piena e integrale delle persone con disabilità e delle loro famiglie, ed offrono suggerimenti e indicazioni per ripensare, in questa delicatissima fase del nostro paese, complessivamente una società più giusta, coesa e rispettosa delle tante diversità. In altre parole e detta in altri termini - conclude Falabella - queste richieste comportano una sostanziale riforma dell’attuale sistema di welfare che è attualmente basato principalmente sul sistema di protezione e che dovrà essere profondamente modificato, invece, nella direzione di un nuovo modello basato sui diritti umani, civili e sociali”.  

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