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Tiro a segno, 4 italiani verso le Paralimpiadi di Tokyo con "quote rosa"

La squadra italiana di tiro al segno si prepara per regalare emozioni. La delegazione si è incontrata a Bologna per una conferenza stampa alla quale hanno preso parte gli atleti, lo staff tecnico e il commissario straordinario dell'Unione italiana tiro a segno

9 agosto 2021

ROMA - Le paralimpiadi di Tokyo stanno per cominciare e la squadra italiana di tiro al segno si prepara per regalare emozioni. La delegazione si è incontrata a Bologna per una conferenza stampa alla quale hanno preso parte gli atleti, lo staff tecnico e il commissario straordinario dell'Unione italiana tiro a segno, il colonnello Iginio Rugiero. "Ho cercato, nel mio mandato- dice Rugiero- di attenzionare la vostra realtà, perché secondo me era un pochino da rivalutare, dal punto di vista della gestione giuridico amministrativa". Rugiero continua raccontando agli atleti di essere "reduce da Tokyo, dove" nonostante le restrizioni dovute al Covid "vi aspetta una bellissima realtà. Il villaggio olimpico è un luogo confortevole, io sono riuscito a sbirciarlo, diciamo così, di straforo, perché non si poteva entrare".

Ma chi rappresenterà l'Italia nel tiro a segno paralimpico? "Abbiamo, fortunatamente, parità di genere. Due donne e due uomini", spiega Rugiero. "Andrea Liverani- prosegue- che è per la prima volta ai giochi olimpici. Pamela Novaglio e Nadia Fario, che erano già state a Rio. E poi c'è il bolognese del gruppo, Jacopo Cappelli, capitano della squadra". Con loro, il coach Giuseppe Ugherani "che ha solo un difetto, è un Carabiniere", scherza Rugiero. "Le squadre da battere- espone Ugherani- sono sempre quelle, Cina, Corea e ora stanno diventando forti gli iraniani. Ma considerate che noi, al momento, nella carabina, siamo considerati come una delle squadre più forti al mondo". E quindi cosa ci si può aspettare dal team italiano? "I successi possono arrivare. Pensate che abbiamo ospitato gli ucraini da poco, a Bologna, per uno stage", racconta Ugherani, che ripete: "Con la carabina siamo nei primi cinque al mondo". Insomma "siamo certi che ogni atleta ci metterà il suo, e ci auguriamo che ciascuno di loro torni con qualcosa al collo", chiosa Rugiero.

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