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Rio 2016, Zanardi c'è ancora: per lui l'argento nella gara in linea

L'azzurro conferma ancora di essere fra i migliori: nella gara su strada stavolta non riesce a vincere, ma dietro lo sprinter Van Dyk c'è proprio lui. "Finire secondo e vincere un'altra medaglia rende speciale l'anniversario del mio incidente"

14 settembre 2016

ROMA - Arrivo in volata e Alex Zanardi è argento, costretto a cedere il titolo paralimpico nelle mani del sudafricano Ernst Van Dyk, che riesce a guidare il gruppo compatto all'ultima curva e ad accelerare rimanendo davanti a tutti. Zanardi prova a prendergli la scia e a passarlo, ma la forza delle braccia del sudafricano non glielo consentono. Per lui c'è l'argento, davanti all'olandese Jetze Plat che aveva a sua volta provato ad uscire sulla destra del rettilineo d'arrivo non riuscendo però ad inserirsi nella lotta fra i primi due. I tre chiudono con il medesimo tempo cronometrico, 1 ora, 37 minuti e 49 secondi per percorrere i 60 chilometri del percorso. Per Zanardi è la seconda medaglia a Rio dopo l'oro di ieri, e la quinta medaglia assoluta ad una Paralimpiade: in questa gara quattro anni fa era arrivato primo.

"Cominciamo a dire che Van Dyk è un ottimo atleta e la sua migliore qualità è lo sprint. Dunque, oggi mi tirò giù il cappello davanti a lui: ha fatto qualcosa di grandioso e non ho niente da dire. Detto questo, in Londra, dopo che ho vinto il primo oro tutti mi dicevano: "Non importa che cosa succederà dopo, Alex, hai vinto un oro". Dentro me di me però, mi dicevo il contrario e non volevo mollare nulla perché mi aspettavo ancora di più da me ed ero così arrabbiato e affamato di vittoria - racconta Zanardi -. Stavolta è stato lo stesso e la pressione era enorme perché sapevo che il tracciato era tutto fuorché adatto alle mie caratteristiche. Sapevo che era possibile, ma allo stesso tempo possibile e continuavo a pensare che l'oro di ieri per appena due secondi fosse soltanto un sogno, soprattutto quando stamattina mi sono svegliato tutto sudato. Ero nervosissimo e non sono stato il miglior Alex di sempre però non cerco scuse sul fatto che negli ultimi 500 metri non avevo più energie e sono tornato alla modalità "normale". Finire secondo e vincere un'altra medaglia rende speciale l'anniversario del mio incidente».

(15 settembre 2016)

di d.marsicano

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