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Rio 2016, volata vincente: Paolo Cecchetto è oro nella prova di handbike

L'azzurro, dopo uno splendido gioco di squadra con il compagno Vittorio Podestà, poi sesto all'arrivo, trionfa nella prova in linea di categoria H3. "Un sogno che si avvera: è talmente incredibile che ora potrei anche alzarmi e camminare"

14 settembre 2016

ROMA - Un trionfo di squadra, con una fantastica medaglia d'oro di Paolo Cecchetto, che vince la gara in linea di categoria H3 della handbike con una lunga volata tirata negli ultimi due chilometri dal compagno di squadra Vittorio Podestà, poi giunto sesto sul traguardo finale. Una tattica che si rivela vincente, e che porta il comasco sul gradino più alto del podio per quella che è la sua prima medaglia ad una Paralimpiade.

L'azzurro sta nel gruppo di testa lungo i 60 chilometri di gara: a guidare è a lungo l'altro azzurro Vittorio Podestà che negli ultimi due chilometri dà tutto e di fatto tira la volata al compagno di squadra. All'ultima curva Cecchetto è in testa e mantiene la prima posizione fino al traguardo, tagliato dopo un'ora, 33 minuti e 17 secondi di gara, davanti al tedesco Maximilian Weber e al canadese Charles Moreau. Podestà chiude sesto e anche lui alza le braccia al cielo in segno di giubilo per la vittoria del compagno di squadra. Per Cecchetto, comasco, 49 anni, paraplegico dopo un incidente d'auto, è la prima vittoria a livello mondiale (aveva vinto un europeo nel 2008). Quattro anni fa a Londra, nella stessa gara che qui gli è valsa l'oro, era arrivato settimo.

"E' il coronamento di una carriera, un sogno che si avvera - spiega Cecchetto a fine gara -. Sin dall'inizio abbiamo fatto la gara io e Vittorio, devo ringraziarlo. Eravamo d'accordo che se all'ultimo giro eravamo ancora insieme, lui che ha vinto la crono ed è uno che ha un buon passo, avrebbe tirato tutto negli ultimi due chilometri, e io gli sarei rimasto attaccato. Ai 600 metri sono uscito sfruttando la curva: non voglio peccare di presunzione, ma come affronto le curve io non le affronta nessuno. Poi il rettilineo, però, sembrava non arrivare mai... Ho vinto, è incredibile! A questo punto potrei anche alzarmi e camminare". "Dedico questo oro a mio padre e a mia padre, a tutta la mia famiglia e a chi mi è stato sempre vicino".

(15 settembre 2016)

di d.marsicano

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