SuperAbile







Rio 2016, è un disco d'argento quello di Oney Tapia

Il quarantenne italo cubano lancia oltre i 40 metri il disco della categoria ciechi totali e si porta a casa una meritata medaglia d'argento: "Grande emozione durante la gara, risultato che ripaga le fatiche". E' la 14esima medaglia per l'Italia a Rio 2016

12 settembre 2016

 

ROMA - Il gigante italo cubano torna a casa con un argento. E' festa per Oney Tapiaallo stadio Olimpico di Rio de Janeiro, che lancia il disco nella categoria F11 (ciechi totali) a 40,89 metri, portando a casa la seconda medaglia azzurra per l'atletica, la quattordicesima della spedizione azzurra a Rio 2016. Più di lui lancia Alessandro Rodrigo Silva, il brasiliano considerato il favorito alla vigilia e capace di lanciare fino a 43,06 e di fare altri due lanci sopra i 40 metri. Il bronzo va allo spagnolo David Sierra Casinos con 38,58.

L'azzurro lancia subito 40,89 al primo tentativo, issandosi al comando fino a quando Silva, al terzo lancio, fa segnare i 43,06 che poi gli verranno l'oro. Tapia prova a forzare, prende due nulli nel secondo e terzo tentativo, fa 38,23 nel quarto, 38,86 nel quinto per chiudere con 39,03.

"Sono felicissimo e contentissimo per questa medaglia: sapevo - dice a fine gara - di poterla vincere, non sapevo il colore, poteva essere anche un oro, ma è andata bene. E' una medaglia che ripaga del lavoro fatto, dei sacrifici sopportati. La gara è stata difficile, ho provato moltissima emozione, non sono riuscito a tenere molto movimenti e tecnica, ma alla fine è andata bene".

Oggi quarantenne, Oney Tapia lasciò la sua prima patria, Cuba, nel 2003, quando si spostò in Italia per giocare a baseball, una sua passione. A seguire il rugby, a Verona e Lodi. Col tempo si sistema in Italia, mette su famiglia. Oltre allo sport, lavora: fa il "tree climbing", la potatura degli alberi sospeso in aria su appositi sostegni. Ed è proprio durante il lavoro, nel maggio 2011, che succede l'incidente: sta abbattendo con i colleghi una pianta di 50 metri, un tronco gli cade addosso, lo colpisce proprio in faccia, lo colpisce agli occhi. E' subito chiaro che si tratta di qualcosa di grave, la diagnosi non lascia scampo: sarà cecità totale. Momenti difficili, per lui e per la famiglia: Oney, che abita a Sotto il Monte (Bergamo) ha due figlie e una terza nascerà più avanti, dopo l'incidente. Il suo incontro con lo sport inizia con gli sport per non vedenti, il goalball e il torball, poi l'atletica e i lanci. Non è un caso che uno dei suoi primi pensieri, subito dopo la medaglia vinta, è rivolto a chi ha una disabilità e assiste alle gare delle Paralimpiadi: "Voglio dire ai disabili che seguono queste gare che lo sport aiuta tantissimo, che ci sono tante occasioni per voi: venite e scoprirete un altro mondo, quello dello sport paralimpico".

(13 settembre 2016)

 

di s.caredda

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati