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Paralimpiadi, Pechino saluta i Giochi: “Da qui speranze di inclusione, armonia e pace”

Influenzata dal Covid e dalla guerra in Ucraina, Pechino 2022 va in archivio evidenziando l’emozione delle gesta sportive, la determinazione degli atleti, i progressi in termini di inclusione sociale e culturale. Il testimone passa a Milano Cortina 2026

14 marzo 2022

ROMA - La determinazione, il coraggio, le abilità: l’emozione dello sport paralimpico, la determinazione, la capacità di giocare in modo corretto e di produrre speranza: speranza di inclusione, di armonia e di pace. Si chiude a Pechino la tredicesima edizione dei Giochi Paralimpici: 14 anni dopo l’edizione estiva del 2008, la capitale cinese si mette alle spalle anche l’avventura invernale, su cui cala il sipario dopo nove giorni di gare. Un inizio terribile, con i venti di guerra a costringere il Comitato Paralimpico Internazionale a sbarrare la strada agli atleti russi e bielorussi, esclusi dalla competizione alla quale invece, e da protagonista (chiude al secondo posto nel medagliere), partecipa l’Ucraina. Dopo nove giorni di gare dentro l’enorme “bolla” che ha protetto le gare dalla pandemia da Covid-19 , e pur rimanendo il retrogusto amaro del conflitto, ad essere messi in risalto durante la cerimonia ufficiale sono i fondamenti dello sport paralimpico, i valori che hanno reso le Paralimpiadi uno degli eventi sportivi con maggiore risalto nella vita concreta di milioni di persone.

Sono stati Giochi – dice il presidente del Comitato paralimpico internazionale, Andrew Parsons – “sicuri e spettacolari”, con “un’organizzazione straordinaria”, tramite la quale “la Cina ha fissato un punto di riferimento per tutti i futuri Giochi invernali”. L’evento, amplificato dai media, “aiuterà a migliorare la vita degli 85 milioni di persone con disabilità in Cina, ma anche degli 1,2 miliardi che costituiscono il 15% della popolazione mondiale”.

Merito degli organizzatori cinesi, dei 9 mila volontari, dei delegati dei Comitati paralimpici nazionali, ma soprattutto degli atleti: “Durante i momenti più difficili – dice Parsons - le vostre esibizioni brillavano luminosamente. Piuttosto che fare affidamento sulla storia, l'avete creata voi. Sul ghiaccio e sulla neve, avete prodotto momenti di magia e momenti da gustare fino in fondo. Di fronte alle avversità, avete mostrato forza nella diversità. Come orgogliosi paralimpici, avete emozionato, sorpreso, ispirato. Avete mostrato determinazione, coraggio e abilità. Avete mostrato nuovi livelli di resilienza e rispetto, avete giocato con determinazione ma in modo corretto. avete trasformato i vostri talenti in trionfi”.
Rispetto all’inaugurazione, quando Parsons nel suo discorso (non a caso censurato in patria dalla tv di Stato cinese, che non aveva curato la traduzione di quei passaggi, abbassando l’audio) aveva preso di petto il dramma della guerra in Ucraina e il dissenso per la violazione della tregua olimpica causata dall’attacco russo, stavolta il presidente del Comitato paralimpico internazionale sceglie di affrontare in modo indiretto il tema del conflitto. Parole di pace, dialogo, armonia: “Come fari di speranza e campioni per la pace – dice rivolgendosi sempre agli atleti - le vostre azioni hanno parlato molto più delle parole. Nei Villaggi Paralimpici c'erano nazioni diverse, punti di vista diverse, abilità diverse. Ma le differenze qui non ci hanno diviso. Ci hanno unito insieme per un futuro condiviso. Attraverso questa unità abbiamo una speranza. Speranze di inclusione, speranze di armonia e, soprattutto, speranze di pace. Il sentimento della speranza fa parte dell'esperienza umana: l'umanità spera di vivere in un mondo in cui prevalga il dialogo. Il nostro Movimento spera che i leader mondiali siano ispirati dalle azioni degli orgogliosi atleti paralimpici”.

Nello stadio di Pechino sfilano gli atleti portabandiera: per l’Italia c’è René De Silvestro, due medaglie, un argento e un bronzo per lui, a questi Giochi. Anche in questa occasione, come già avvenuto alla cerimonia di apertura, il protocollo prevede che l’Italia entri per penultima, precedendo la Cina padrona di casa. E’ proprio il presidente del Comitato paralimpico internazionale a dichiarare chiusi i Giochi di fronte ad uno stadio olimpico “Nido d’Uccello” quasi interamente gremito, presente anche il presidente cinese Xi Jinping: “Invito gli atleti paralimpici di tutto il mondo a incontrarsi di nuovo a Milano e Cortina, in Italia, tra quattro anni, dove ancora una volta ispirerete ed emozionerete il mondo con la vostra eccellenza sportiva”. Pechino 2022 va in archivio: le Paralimpiadi dopo l’edizione del Covid e della guerra, si ritrovano una nuova potenza sportiva (proprio la Cina) e un cammino di altri quattro anni prima di arrivare all’appuntamento italiano:  risuona l’inno di Mameli – cantato da Arisa – dentro lo stadio di Pechino, con il testimone che dal sindaco di Pechino passa nelle mani dei rappresentanti italiani: la vicesindaca di Milano e il sindaco di Cortina. Sarà Milano Cortina 2026, la quattordicesima edizione dei Giochi paralimpici invernali.
 
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