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Pechino 2022, Bertagnolli e Ravelli medaglia d’oro nello slalom

Finisce in maniera trionfale la Paralimpiade della coppia azzurra, che porta a conclusione vittoriosamente la gara di slalom conquistando così la quarta medaglia complessiva di questi Giochi: due ori e due argenti. Bertagnolli migliora così anche il risultato di Pyeongchang 2018

13 marzo 2022

ROMA – Sulle nevi di Yanquinn, si chiude in bellezza la Paralimpiade di Giacomo Bertagnolli  e della sua guida Andrea Ravelli: la vittoria nello slalom maschile di categoria visually impaired regala ai due la quarta medaglia di questi Giochi, la seconda d’oro dopo quella della supercombinata. Bertagnolli, che quattro anni fa aveva gareggiato con la guida Casal, migliora il risultato di Pyeongchang 2018: non nel numero – anche allora le medaglie furono 4 – ma nel metallo. In Corea 1 oro, 2 argenti e 1 bronzo, in Cina 2 ori e 2 argenti.

Dopo l’oro nella Super combinata e gli argenti nel Super G e nello Slalom Gigante, il portabandiera dell’Italia a questi Giochi è andato dunque a prendersi l’oro anche nello Slalom, chiudendo la sua avventura nel miglior modo possibile, con una prova che gli è valsa il primo gradino del podio davanti agli austriaci Johannes Aigner e Matteo Fleischmann e agli slovacchi Miroslav Haraus e Maros Hudik. Primi al termine della prima manche, i due azzurri sono stati bravi a gestire sul filo dei centesimi anche la seconda, chiudendo con il tempo complessivo di 1:26.82, +0.28 di vantaggio dagli austriaci (1:27.10), addirittura +9.40 dagli slovacchi (1:36.22).

“Avevamo molta pressione addosso dopo la prova di Aigner, sia in partenza che in gara, ma è in questi momenti che bisogna stringere i denti – racconta Giacomo Bertagnolli - ho riaccelerato e ho portato a casa il successo ma è stata comunque tosta. Ci tenevo tanto, oggi avevo un obiettivo, quello di superare le medaglie di PyeongChang, non nel numero ma nel metallo. Non era facile realizzarlo ma gara dopo gara, medaglia dopo medaglia ho continuato a dare il massimo. Se non avessi avuto questo obiettivo non avrei preso tanti rischi per portare a casa l’oro, che non è mai una cosa facile. La pista di oggi era molto difficile, con angoli impressionanti che hanno reso la vita complicata sia a me che ad Andrea. La dedica di oggi? A me e Andrea, che è stato sempre al top e non ha mai sbagliato. Abbiamo fatto un ottimo lavoro entrambi e questo ci dà una ulteriore carica in vista di Milano Cortina”.

“Avevamo – osserva Andrea Ravelli - 6 decimi di vantaggio su Aigner ma sapevamo anche che poteva succedere qualsiasi cosa, per questo siamo scesi senza ragionare troppo: era difficile eguagliare i risultati fatti a PyeongChang, abbiamo lavorato tanto e ce l’abbiamo fatta. Sono tre anni che lavoriamo insieme e da subito ci siamo trovati molto bene. C’è da lavorare tanto per tenere alta l’asticella e gli obiettivi ma oggi siamo molto soddisfatti di quello che siamo riusciti a fare”.
 
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