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Verso Pechino 2008. Il tiro con l'arco: "Non basta la bravura, ci vorrà anche molta fortuna"

Il responsabile tecnico della spedizione italiana di tiro con l'arco Marco Pedrazzi ragiona sulle attese della vigilia: la modifica dei regolamenti rende più importante l'aiuto della buona sorte. A Pechino vanno solo i maschi: senza la Fantato non c'è una squadra femminile

26 agosto 2008

A cura del Cip

ROMA - Saranno i Giochi Paralimpici del dopo Paola Fantato, una delle più grandi atlete paralimpiche di sempre ma non solo. Per la prima volta, infatti, il tiro con l'arco azzurro si presenta ad un appuntamento paralimpico senza una squadra femminile.

"Sappiamo di andare in un contesto altamente competitivo - dichiara il Responsabile Tecnico Marco Pedrazzi - con atleti molto motivati, primi fra tutti i padroni di casa della Cina. Dovremo essere consapevoli che spesso fare del proprio meglio non basta, ci vuole di più". "A Pechino avremo la possibilità di giocarcela, anche se purtroppo il nuovo regolamento non ci aiuta, considerato che ora si gioca con 12 frecce e questo non avvantaggia certo quelli più bravi. Ci vorrà, pertanto, anche un po' di fortuna".

"Sappiamo di poter contare su due atleti in gran forma e che si sono preparati al meglio come Oscar De Pellegrin e Alberto Simonelli, due tiratori che, tra l'altro, hanno partecipato a diverse gare Fitarco, confrontandosi, quindi, con atleti normodotati e sempre con ottimi risultati". Una notizia positivi dell'ultima ora, il ripescaggio di Mario Esposito che, oltre a portare ulteriore linfa a tutto il gruppo, sarà un elemento importante anche nella gara a squadre.

(29 agosto 2008)

di e.proietti

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