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Martina Caironi, la stella dei 100 metri piani: "A Londra sarà elettrizzante"

Cinque anni fa l'incidente in cui perde la gamba sinistra, amputata al femore. Oggi è primatista mondiale. Dall'Erasmus in Spagna alla passione per Hendrix e Almodóvar, la storia di una seria candidata alla medaglia più preziosa

15 agosto 2012

ROMA - Una vita a ritmo di musica, con un sorriso magnetico, l'aria scanzonata, lo sguardo impertinente e ironico al tempo stesso, la battuta sempre pronta: è appena tornata dall'Erasmus in Spagna, Martina Caironi, 20 anni, bergamasca, studentessa in Mediazione linguistica e culturale all'Università di Milano. Un periodo di tempo trascorso a Soria, località nel cuore della Castiglia, prima di tuffarsi nell'avventura dei Giochi Paralimpici 2012. "Londra, parola che evoca l'emozione che devo ancora vivere - confida -. Con la sua carica di aspettative, con il sudore di milioni di atleti, con gli occhi degli spettatori tra cui sai che c'è la tua famiglia e i tuoi amici, con ciò che andremo a rappresentare, con la speranza di non deludermi e di non deludere chi ha scommesso su di me". Alla partenza verso la Gran Bretagna, "Londra è ciò che ancora non posso immaginare, ma anche ciò che un giorno racconterò ai miei figli, quando sarò madre: e questa sarà l'esperienza più elettrizzante di tutte", dice con lo sguardo vivace e deciso. Racconterà le gioie e darà conto anche dei dolori, a partire da quel novembre di cinque anni fa, quando quieta e prudente torna a casa in motorino. Accade che, in senso opposto, un conducente perde il controllo dell'auto, invadendo la sua corsia: l'impatto è violentissimo, Martina viene scaraventata a terra e nell'operazione chirurgica che ne seguirà lascia parte della sua gamba sinistra, amputata all'altezza del femore. Gli amici e la famiglia sono la prima e più efficace stampella, e Martina si rimette presto in piedi. In tutti i sensi.

"Per fortuna sono stata operata da un medico austriaco - racconta -. Lì lo sci è molto popolare tra gli amputati e il chirurgo mi ha praticato una disarticolazione, tagliando al livello del ginocchio. Così, attraverso l'applicazione di un ginocchio elettronico, ho potuto indossare una protesi sportiva e continuare a fare quello che ho sempre fatto fin da piccola». La prima protesi arriva dal Centro Inail di Vigorso di Budrio: "La sensazione di sentire nuovamente la spinta di ritorno, quando saltello con il piede sinistro, è indescrivibile, meravigliosa". Del resto, lei non si fa mancare nulla: pattinaggio, pallavolo, maratona, salto in lungo, nuoto, e poi le piste di atletica leggera, che comincia a frequentare dopo aver conosciuto, proprio a Budrio, il Comitato italiano paralimpico.

Dell'atletica è diventata prima una promessa, siglando e infrangendo più volte dal 2008 a oggi il record italiano, e poi in brevissimo tempo una vera stella, fino al titolo mondiale 2011 e al successivo record del mondo (lo scorso maggio, poi ulteriormente migliorato) sui 100 metri piani. Successi corredati anche da un bronzo mondiale nel salto in lungo, che ne fanno una delle atlete da battere nel panorama internazionale. Non a caso, da qualche mese, milita nelle fila delle Fiamme Gialle, il gruppo sportivo della Guardia di Finanza, il più blasonato e vincente. A Martina piace allenarsi e gareggiare, ma nella classifica delle cose più amate c'è posto anche per "leggere un libro ascoltando musica rilassante e farmi un bagno di folla ai concerti". "In quei momenti - spiega - mi sento più viva che mai: credo che per stare bene davvero occorra variare, cioè lasciarsi trasportare dagli eventi e non precludersi niente". Il libro di Oscar Pistorius, Dream Runner. In corsa per un sogno, "mi ha ispirata, convincendomi sempre di più a fare atletica"; la biografia di Jimi Hendrix "mi teneva sveglia la notte, e ho ascoltato vera musica perché andavo a cercarmi tutti gli artisti citati, uno più bravo dell'altro". E se Pedro Almodóvar è il suo regista preferito, una pellicola che lei definisce "illuminante" è Frida di Julie Taymor, incentrata sulla vita della pittrice messicana con spina bifida Frida Khalo, che diceva a tutti: "Che me ne faccio dei piedi, se ho due ali per volare?".

(16 agosto 2012)

di d.marsicano

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