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Sud e magia

Libro, recensione

copertina libro

Titolo: Sud e magia
Autore: Ernesto De Martino
Prezzo: € 8,50
Collana: Universale Economica Saggi
Casa editrice: Feltrinelli
Numero di pagine: 224

26 gennaio 2009

Una storia religiosa del Sud Italia, un'indagine esemplare che spiega perché il momento magico sia sopravvissuto nella vita culturale meridionale e come questa abbia partecipato consapevolmente alla grande alternativa tra "magia" e "razionalità" da cui è nata la civiltà moderna.
In quello che è ormai considerato un classico dell'etnografia, De Martino esplora le sopravvivenze lucane di rozze pratiche di magia cerimoniale, quali fascinazione stregonesca, possessione, esorcismo, fattura, analizzando la struttura delle tecniche magiche, la loro funzione psicologica, il regime di esistenza che ne favorisce la riproduzione; studia i rapporti fra queste sopravvivenze e il cattolicesimo egemone, in virtù di sincretismi e raccordi che legano la bassa magia extracanonica, la devozione popolare e la liturgia ufficiale con le sue particolari accentuazioni magiche; traccia un'analisi storiografica della partecipazione dell' alta cultura meridionale alla polemica antimagica da cui è nata la civiltà moderna; indaga le origini della caratteristica ideologia di compromesso della iettatura, nonché i limiti dell'Illuminismo napoletano messi in rapporto con quella che è stata definita la "non storia" del Regno di Napoli, privo della forza razionalizzatrice di una vigorosa borghesia commerciale e industriale e, perciò, indulgente verso le esigenze di protezione psicologica connesse al ritualismo magico-religioso.

Ernesto De Martino (1908-1965) rientra nel ristretto novero dei pensatori che negli anni del Secondo Dopoguerra hanno saputo imprimere una svolta decisiva alla cultura umanistica europea.
Professore ordinario di Storia delle religioni presso l'Università di Cagliari a partire dal 1959, è autore di opere profondamente innovative che hanno suscitato un ampio interesse non disgiunto da vivaci reazioni polemiche e che, come è destino dei classici del pensiero, continuano ancora oggi ad alimentare il dibattito intellettuale.
Vanno segnalati, in particolare, titoli celebri quali: Il mondo magico (1948); Morte e pianto rituale (1958, premio Viareggio); Sud e Magia (1959); La terra del rimorso (1961); Furore Simbolo Valore (1962); La fine del mondo (1977, postumo).
Il fattore che accomuna la produzione scientifica di De Martino - la quale si muove nei settori contigui dell'etnologia, della storia delle religioni, dell'antropologia, delle tradizioni popolari, che compongono il quadro variegato delle nuove scienze dell'uomo - risiede nella complessità dell'impianto teorico, sostenuto da un solido disegno metodologico, caratterizzato dal confronto interculturale.
Pur restando criticamente ancorato all'eredità dello storicismo crociano, De Martino non si è mai sottratto al confronto dialettico con le maggiori correnti di pensiero del nostro tempo: ciò gli ha consentito di divenire un acuto interprete (e persino un precursore) delle esigenze, dei processi di cambiamento, delle inquietudini che attraversano il mondo contemporaneo. Da qui la fertile ricchezza concettuale delle sue opere, difficilmente etichettabili secondo gli schemi consueti; da qui la loro intatta capacità di provocazione e il loro fascino intellettuale.

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