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Pulcinella, il mito e la storia

Libro, recensione

Primo piano di Pulcinella senza maschera sul viso e barba

Titolo: Pulcinella. Il mito e la storia
Autore: Domenico Scafoglio - Luigi M. Lombardi Satriani
Prezzo: € 41.32
Collana: Saggistica
Casa editrice: Leonardo (Milano)
Data di pubblicazione: 1992
Numero di pagine: 1024

26 gennaio 2009

Una vera e propria enciclopedia della ricerca etnologica sul campo e sui documenti, in cui emergono etno-segnali, che svelano nuovi aspetti rispetto ad immagini folkloristiche di una delle maschere italiane più conosciute nel mondo.

In particolare, emerge la dimensione corporea del mito di Pulcinella, costitutivamente presente nello spazio carnevalesco, che si dilatata e deflagra in altri spazi dell'ordinario quotidiano.

Citando Bachtin, la ricerca afferma che il corpo grottesco è un corpo in divenire. Non è mai dato nè definito: si costruisce e si crea continuamente, ed è esso stesso che costruisce e crea un altro corpo; inoltre questo corpo inghiotte il mondo ed è inghiottito da quest'ultimo.

Quali linguaggi il corpo enfatizzato, illuminato, con il suo correlato dialettico di corpo rimosso, oscurato, parla, nella varietà dei suoi influssi comunicativi?
Anzitutto, il linguaggio del desiderio, del piacere. Il corpo dagli attributi sessuali così enfatizzati predispone al godimento possibile, e una continua evocazione di esso, una iperbolica sottolineatura della sua realizzabilità.
Il desiderio prefigura il piacere e, in qualche modo, già ne costituisce un compimento.

Il Carnevale si costituisce come spazio di divertimento, di realizzazione del piacere, dispiegantesi su più piani. I piaceri carnevaleschi sono, essenzialmente, piaceri corporei. Anzitutto, il piacere sessuale. Falli e mammelle gigantesche sottolineano la potenza sessuale dei mascherati, la loro pressoché illuminata capacità di dare e ricevere piacere. Attraverso il sesso, l'inesauribilità tendenziale dell'attività sessuale viene così sperimentato - certo, a livello fantastico - il superamento del limite del corpo nel suo essere strumento di piacere.
La sessualità è vita che si proietta nel tempo, che si progetta nel futuro: è potenzialità di superamento del limite del corpo, mezzo essenziale perchè il piacere della sessualità-vita celebri il suo trionfo.
Anche per questo è possibile parlare di un trionfo di Pulcinella che si realizza compiutamente nel Carnevale popolare.
Fallo gaudente e trasgressivo, Pulcinella poteva, tuttavia, al tempo stesso assolvere una funzione terapeutica, fugando, come desiderio realizzato, la paura, e liberando ritualmente il pubblico dal peso della vergogna e della colpa.

L'eccesso di cibo, presente nel Carnevale, la sua varietà, l'insaziabilità dei protagonisti, sempre disponibili alla dimensione pantagruelica, esplicitano le valenze realistiche e simboliche di un piacere alimentare tendenzialmente illimitato, anche se con motivazioni diverse, tutte le fasce sociali partecipano al piacere dell'orgia alimentare, della sua frenetica e gioiosa illimitatezza. Sregolato e abnorme, l'appetito di Pulcinella tende alla gozzoviglia ingorda: eccesso che nasconde il difetto, tipico di culture di popolazioni sottoalimentate; reazioni a imperativi privi di consenso, eccessiva e paradossale, l'appetito di Pulcinella è, oltre e nonostante questo, di segno vitalistico, è la voracità delle figure gigantesche e mostruose dell'immaginario popolare, enfatizzazione festosa della naturalità dei bisogni e delle funzioni viscerali dell'uomo e dei valori catartici della grande attrippata comunitaria.

Luigi M. Lombardi Satriani (1936) insegna Etnologia nell'Università di Roma «La Sapienza».
Grande ricercatore nei meandri della tradizione popolare, con acume ed intelligenza ha trasportato alcune sue felici intuizioni nella lettura del disagio metropolitano e della costruzione della modernità, suggerendo inediti percorsi di collegamento a riti del passato, che le nuove generazioni hanno quasi inconsciamente riassorbito dai propri progenitori.
Tra le sue opere: Il folklore come cultura di contestazione (Messina, 1966), Menzogna e verità nella cultura contadina del sud (Napoli, 1976), Antropologia culturale e analisi della cultura subalterna (Milano, 1980), Il silenzio, la memoria e lo sguardo (1979 e 1989), Il ponte di S. Giacomo (1996)

Domenico Scafoglio è professore ordinario di Antropologia Culturale all'Università di Salerno e presidente di 'La Rete - Associazione per l'integrazione dei saperi antropologici, letterari, filosofici, psicologici'.
È autore di 36 volumi e di un centinaio di saggi dedicati, tra l'altro, alla cultura dell'invidia, le strategie dello scambio verbale, i comportamenti popolari nelle rivoluzioni giacobine, le forme e le istituzioni del comico, la trasgressione nella cultura popolare, la possessione diabolica, il fenomeno delle brigantesse, i giochi d'azzardo, l'impatto turistico sulle culture locali, i rapporti tra antropologia e letteratura.
Ha scritto, fra l'altro: Storia di una censura (1980), Lazzari e giacobini (1981), Norma e trasgressione nella letteratura popolare (1984), L'immaginazione filologica (1984), L'epos brigantesco popolare (1995), Contesti culturali e scambio verbale nella Napoli contemporanea (1995), Antropologia e letteratura (1996), Te Deum per un massacro (1999) e Il gioco della cuccagna (2001)

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