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Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari

La ricerca dell'ISTAT fornisce informazioni su stili di vita e prevenzione, condizioni di salute, ricorso ai servizi sanitari e alcuni aspetti della maternità della popolazione straniera.

13 febbraio 2009

La salute delle persone straniere immigrate in Italia

Stesse patologie, meno visite, soprattutto le specialistiche, e meno prevenzione. Più alto il ricorso al pronto soccorso. Passano dal 10% al 30% le persone straniere immigrate con Tbc. Tra le patologie quelle all'apparato respiratorio e traumi

Quale è la situazione delle persone straniere immigrate in Italia, che si rivolgono al Servizio pubblico? Quali le patologie prevalenti?

Ecco alcuni dati forniti dalla una recente Indagine Istat ("Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari"), che ha realizzato un focus sulle condizioni di salute e accesso ai servizi sanitari dei cittadini stranieri iscritti in Anagrafe (circa 3.500 gli intervistati fino a 64 anni di età).
Significativa in Italia anche l'esperienza del San Gallicano di Roma.


Tbc, crescono le persone straniere immigrate tra i malati. I casi totali non sono cresciuti negli ultimi 15 anni e sono circa 4000, ma la percentuale di persone straniere affette dal virus è passata da 10% al 30%. Un dato che si spiega con l'aumento delle presenze in Italia di persone straniere. La probabilità di ammalarsi cresce al crescere delle situazioni di disagio sociale, secondo gli esperti (San Gallicano, Roma).

Le malattie prevalenti. Sono prevalentemente malattie che colpiscono l'apparato respiratorio (11,9%), malattie del sistema osteomuscolare (2,8%: 2,4% per gli uomini e 3,2% per le donne), quelle dell'apparato digerente e denti (2,7%), traumatismi (2,4%, di cui 3,2% tra gli uomini e 1,6% tra le donne). Rispetto ai cittadini italiani la graduatoria delle patologie è pressoché simile (Istat, 2005).

In eccesso di peso uomini albanesi e donne marocchine. Le persone straniere che vivono in Italia hanno gli stessi problemi di linea delle persone italiane: tra i maschi il 9,5% è obeso e il 39,2% sovrappeso, tra le donne il 7,6% è obeso e il 24,9% sovrappeso. Le donne straniere in sovrappeso superano quelle italiane (21,9%) e, in particolare, sono quelle di origine marocchina a presentare maggiori problemi, con un tasso di obesità del 19,8% e di sovrappeso del 32,8%.

Seguono quelle provenienti dagli altri Paesi africani (12,5%, 36,5%) e dall'Albania, rispettivamente con il 10,2% e il 27,1%.

Tra i maschi sono quelli di origine albanese più a rischio, con un tasso di obesità dell'11,3% e di sovrappeso del 44,2%. Secondo l'indagine Istat (dati 2005) sulle "Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari", pesano per le diverse etnie non solo i fattori culturali, ma anche lo status sociale (Istat, 2005).

Per gli uomini marocchini angoscia e depressione. Lo studio ha mostrato "situazioni di criticità che andrebbero approfondite e monitorate" nel caso delle persone di origine marocchina, che evidenziano, rispetto ad altre nazionalità e alle stesse persone italiane, una peggiore salute percepita.

La quota più bassa di persone straniere che si dichiara in buono stato di salute si registra, infatti, tra le persone provenienti dal Marocco (67,4%: 75,8% gli uomini e 55,6% le donne).

Non solo. Il più basso valore dell'indice di salute mentale e di vitalità, "entrambi fortemente correlati al disagio di tipo mentale di angoscia o depressione" spiega l'Istat, si riscontra sempre tra la popolazione proveniente dal Marocco, sia per gli uomini che per le donne (Istat, 2005).

Più difficile l'accesso ai servizi sanitari. Meno visite, soprattutto le specialistiche (il 18,4% contro il 24,6% per le persone italiane ha effettuato una visita medica nelle quattro settimane precedenti l'intervista, e il 6,8% contro il 9,6% accertamenti diagnostici) e meno prevenzione. Più alto il ricorso al pronto soccorso (il 7% rispetto al 4,2% degli italiani) (Istat, 2005).

Le donne straniere si rivolgono al pubblico in gravidanza. Durante la maternità le donne straniere immigrate si rivolgono in misura nettamente maggiore delle donne italiane al pubblico: il 57,6% si è rivolta al ginecologo che lavora in una struttura pubblica (rispetto a il 16,5% delle donne italiane), e il 38,3% rispetto al 13,7% tra le italiane è stata assistita prevalentemente presso un Consultorio pubblico.

Tra le straniere la quota di donne che partorisce con un parto cesareo è, inoltre, più bassa (24,9% contro il 35,9%) ed è più bassa l'età media al parto. La prevalenza dell'allattamento al seno è più elevata tra le donne straniere (88% contro 80,7%); la durata media più bassa si registra tra le donne rumene (5 mesi) rispetto a quella complessiva delle straniere pari a 7,3%, in linea anche con quella italiana. In fatto di prevenzione circa la metà delle donne straniere nelle fasce d'età raccomandate (51,6% il pap test e 42,9% la mammografia) ricorre agli screeening per la prevenzione dei tumori femminili, percentuale che scende tra le donne di origine marocchina e albanese (Istat, 2005).

(5 Febbraio 2009)
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ISTAT 

Statistiche in breve
Periodo di riferimento: Anno 2005
Diffuso il: 11 dicembre 2008


Sebbene negli ultimi anni sia stata notevolmente approfondita la conoscenza dei principali aspetti che caratterizzano la popolazione straniera, le informazioni sulle condizioni di salute e sull'accesso ai servizi sanitari degli stranieri residenti nel nostro Paese sono ancora piuttosto frammentarie. L'analisi di tali fenomeni appare fondamentale per adeguare l'offerta di servizi alla domanda e ai bisogni di salute specifici di questa popolazione, tenuto conto che ormai la presenza straniera in Italia si consolida sempre più.

L'indagine sulle "Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari", condotta dall'Istat nel 2005, consente per la prima volta di colmare alcune di queste lacune, fornendo informazioni su stili di vita e prevenzione, condizioni di salute, ricorso ai servizi sanitari e alcuni aspetti della maternità della popolazione straniera.

Il campione complessivo dell'indagine, che comprende circa 60 mila famiglie, in quanto ampliato (erano 24 mila famiglie) a seguito di una convenzione cui partecipano Ministero della Salute, Istat e Regioni, ha consentito di realizzare un focus sui cittadini stranieri residenti in Italia e quindi iscritti in anagrafe. Le persone straniere intervistate sono state circa 3.500. Il questionario è stato somministrato in lingua italiana. A causa dell'esigua numerosità dei cittadini stranieri anziani, sono state considerati esclusivamente le persone fino a 64 anni di età.

Testo integrale (pdf 234 kb)

Tavole (zip 43 kb)

Nota informativa (pdf 155 kb)

di g.sansone

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