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Immigrazione e contesti regionali: il Sud. La Campania

Dossier Statistico Immigrazione 2021: in esame i dati riferiti all’andamento del fenomeno migratorio presente nei diversi contesti regionali per l’anno 2020, lavoro, scolarizzazione, integrazione, attività imprenditoriali, assistenza sociale

29 settembre 2022

Le caratteristiche dei migranti in regione

A fine 2020 i cittadini stranieri residenti in Campania erano 257.053 (il 5,1% del totale nazionale), con un’incidenza del 4,5% sul totale della popolazione residente in regione (Italia: 8,5%). In controtendenza rispetto al calo registrato su base nazionale (-0,5% e -26.422 residenti stranieri in meno nel 2020), nel corso dell’anno sono aumentati dello 0,9% (+2.262 unità), valore poco più che doppio rispetto a quello registrato nelle altre regioni del Sud Italia (+0,4%). A livello provinciale, invece, si osservano due differenti tendenze: un incremento della popolazione straniera residente nelle province di Napoli e Caserta (rispettivamente +1.757 unità e +1,4%; e +1.032 unità e +2,1%) e un decremento in quelle di Benevento e Avellino (rispettivamente -419 unità e -4,3%; e -322 unità e -2,4%). I nuovi nati stranieri nel 2020 sono stati 2.299, il 5,1% del totale regionale. Si riducono le acquisizioni di cittadinanza. Se durante gli ultimi dieci anni le acquisizioni di cittadinanza italiana in regione sono più che raddoppiate (da 1.328 nel 2008 a 2.538 nel 2018), nel 2020 si assiste ad una variazione negativa (-1.289 unità, per un totale di 1.832 acquisizioni, il 41,3% in meno rispetto all’anno precedente, quando se ne registravano 3.121). Tale riduzione, comune a tutte le province della Campania (-60,5% nella provincia di Benevento; -51,8% in quella di Napoli; -40,1% in quella di Salerno; -37,6% in quella di Avellino e -23,1% in quella di Caserta) e alle regioni del Sud Italia nel loro complesso (-29%), è in controtendenza rispetto al dato nazionale, che registra un incremento del 4,5% rispetto al 2019.

La distribuzione territoriale dei cittadini stranieri in regione

La Campania si conferma un territorio multietnico con 169 nazionalità differenti; di queste, sei contano almeno 10mila residenti e insieme rappresentano più del 50% del totale dei residenti stranieri (146.137). La graduatoria delle prime dieci nazionalità per numero di residenti rimane pressoché stabile rispetto all’anno precedente: Ucraina (41.462 unità e 16,1% del totale dei residenti stranieri), Romania (41.101; 16%), Marocco (22.624; 8,8%), Sri Lanka (17.622; 6,9%), Cina (12.373; 4,8%), Bangladesh (10.955; 4,3%), Polonia (8.810; 3,4%), Nigeria (8.244; 3,2%), Bulgaria (8.002; 3,1%), India (7.981; 3,1%), Albania (7.479; 2,9%), Pakistan (7.244; 2,8%). Andando al dettaglio provinciale, più della metà degli stranieri in regione risiede nella provincia di Napoli (129.560), il 21,6% in provincia di Salerno e il 19,2% in quella di Caserta, mentre le province di Avellino e Benevento confermano la loro minore attrattività migratoria registrando un numero più basso di residenti stranieri (rispettivamente 13.344, 5,2%, e 9.432, 3,7%).

La presenza femminile

A livello regionale, continua a registrarsi un sostanziale equilibrio di genere tra i residenti stranieri. Le donne, infatti, sono il 50,8% del totale, valore più basso di quello registrato a livello nazionale, dove la quota di donne resta superiore, anche se di poco, a quella degli uomini (51,9% contro 48,1%). Sulla base delle provenienze e del tipo di inserimento occupazionale prevalente, continuano a registrarsi significative differenze nelle percentuali di genere sia a livello provinciale (la componente femminile tra i residenti stranieri è pari rispettivamente al 55,6% e al 52,1% nelle province di Avellino e Salerno, e al 48,3% nella provincia di Caserta), sia tra le diverse nazionalità presenti. A mostrare una netta prevalenza femminile sono le collettività ucraina (73,7%), polacca (75,7%) e bulgara (69,5%); le donne rappresentano il 58,4% dei residenti nel caso della Romania, mentre risultano in minoranza tra i cittadini di Sri Lanka (47,8%), Cina (47,5%) e Marocco (35,2%).

I permessi di soggiorno richiesti

I dati del Ministero dell’Interno indicano che al 31 dicembre 2020 sono 161.411 i cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno in Campania, di cui il 43,3% (69.946) con un permesso a termine e il 56,7% con un permesso di lungo periodo (91.465). Contrariamente all’anno precedente, la composizione di genere mostra una sostanziale parità tra donne (80.855; 50,1%) e uomini (80.556; 49,9%), mentre per quanto riguarda lo stato civile a prevalere sono celibi e nubili (62,6%) rispetto ai coniugati (36,6%). Dal confronto con l’anno precedente, emerge l’aumento del numero dei titolari di un permesso rilasciato per motivi familiari (pari a 37.132, il 53,1% del totale), mentre diminuisce quello dei titolari di un permesso per lavoro (18.138; il 25,9%) e per motivi di protezione internazionale ed ex umanitari (9.115; il 13%). Nel corso del 2020 sono stati rilasciati 5.986 nuovi permessi di soggiorno, il 49,5% dei quali per motivi familiari (2.965), l’11,2% per motivi di protezione internazionale ed ex umanitari (668), il 5,5% per studio (327) e solo il 2,9% per motivi di lavoro (172). I dati sull’accoglienza. A fine 2020, gli immigrati presenti nelle strutture di accoglienza della regione erano 5.815 (lo 0,1% della popolazione regionale), di cui 3.902 ospitati nei Centri di accoglienza straordinari e 1.913 nella rete Sai/ex-Siproimi. Rispetto al 2019, il numero dei cittadini stranieri accolti nelle strutture regionali è diminuito del 18,3% (-40,5% rispetto al 2018), riduzione che è proseguita anche nei primi sei mesi del 2021 (-7,1%, per un totale di 5.403 presenze a fine giugno).

Gli studenti stranieri nelle scuole della regione

Gli studenti stranieri iscritti in Campania nell’anno scolastico 2019/2020 risultano essere più di 28mila, pari al 3% di tutti gli studenti campani. Sia a livello nazionale che regionale, essi sono prevalentemente di origine europea (il 48% del totale, con una quota maggiore di studenti provenienti dall’area centro-orientale del continente); seguono, nell’ordine, gli africani (22,5%), gli asiatici (21%) e gli studenti dei paesi del continente americano (8,4%). Le prime cinque nazionalità tra gli studenti stranieri sono Romania, Ucraina, Marocco, Albania e Cina, che insieme rappresentano oltre la metà del totale (53,7%). Bisogna però sommare le prime 10 nazionalità per raggiungere quasi il 70%. È evidente, pertanto, che anche per gli studenti che frequentano le scuole campane si conferma una non trascurabile eterogeneità di provenienze. Tuttavia, emergono importanti differenze rispetto ai dati nazionali. Caso peculiare è quello degli studenti provenienti dall’Ucraina che in Campania rappresentano la seconda nazionalità più rappresentata, pari al 13,2% di tutti gli alunni stranieri, sebbene a livello nazionale essi occupino solo il tredicesimo posto in graduatoria, con una quota poco superiore al 2%. Similmente, gli studenti con nazionalità srilankese sono una presenza importante in Campania (rappresentano la sesta nazionalità, pari al 3,8% di tutti gli studenti stranieri), ma significativamente più modesta a livello nazionale (sono la diciottesima nazionalità, con una quota dell’1,5%). Essi si caratterizzano anche per la loro forte concentrazione nella provincia di Napoli, dove costituiscono il 7,8% degli studenti stranieri. In linea con quanto osservato per i residenti, la distribuzione degli studenti stranieri nelle cinque province della Campania non risulta omogenea. Essi si concentrano prevalentemente nella provincia di Napoli, che ne ospita poco meno della metà (46,7%), seguita da quelle di Salerno e Caserta, entrambe con una quota intorno al 22%. Nettamente più modesta la presenza nelle province di Avellino e Benevento, con valori pari rispettivamente al 4,8% e al 3,6%. Queste distribuzioni provinciali si mantengono simili in tutti i gradi scolastici, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di secondo grado. Se invece si considera l’incidenza degli studenti stranieri sul totale degli iscritti per grado scolastico, in tutte le province, come anche a livello nazionale, il valore più basso si riscontra nella scuola secondaria di secondo grado (2,4%; scuola dell’infanzia 3,2%, scuola primaria 3,6%, scuola secondaria di I grado 3,0%); fa eccezione la provincia di Benevento dove l’incidenza si mantiene piuttosto costante in tutti i gradi scolastici, con valori intorno al 2,5%. I dati sull’incidenza sono in linea con quanto rilevato dalla letteratura di settore, in più occasioni ha sottolineato i problemi di inserimento dei bambini e degli adolescenti stranieri nel sistema italiano dell’istruzione, con riguardo in particolare alla partecipazione nei gradi scolastici superiori. In altri termini, il calo dell’incidenza straniera nella scuola secondaria di secondo grado ha tra le sue motivazioni quella della maggiore dispersione scolastica tra gli alunni stranieri. Inoltre, i dati della presenza straniera in regione confermano in tutte le province la concentrazione dei cittadini stranieri in percorsi formativi più votati all’immediato inserimento nel mercato del lavoro. Infatti, mentre gli studenti italiani che si iscrivono ai licei sono sempre superiori al 50%, tra quelli stranieri la quota scende e raggiunge valori compresi tra il 30,2% della provincia di Benevento e il 37,4% di quella di Napoli. Gli svantaggi che caratterizzano gli studenti stranieri si sono ridotti nel tempo, ma tali progressi vanno letti anche alla luce dell’ampliarsi del peso dei nati in Italia (che in regione costituiscono il 43,5% degli alunni stranieri) rispetto ai nati all’estero, cioè con la crescita di importanza degli studenti nati e cresciuti nel contesto italiano, di cui conoscono perfettamente la lingua

L’occupazione e l’imprenditoria dei cittadini stranieri

In base ai dati Rcfl-Istat del 2020, su un totale di oltre 1.600mila occupati in regione, il 6,7% è straniero (quota inferiore alla media nazionale di 3,6 punti percentuali). Anche il tasso di attività e di occupazione della Campania sono inferiori alla media nazionale, con un differenziale maggiore per gli italiani (rispettivamente -14,5 e -17,8 punti percentuali) rispetto ai cittadini stranieri (-5,4 e -7,6 punti). Al contrario, i tassi di disoccupazione campani sono particolarmente elevati sia per gli italiani che per gli stranieri (18,0% per i primi e 17,6% per i secondi) ed entrambi superiori alla media nazionale. In Campania, sia gli occupati italiani che quelli stranieri sono impiegati principalmente nel settore dei servizi (rispettivamente 74,0% e 71,4%). Tuttavia, essi hanno profili professionali molto differenti. Gli italiani ricoprono soprattutto ruoli dirigenziali e svolgono professioni intellettuali e tecniche, nonché lavori impiegatizi, di addetti alle vendite, e servizi alle persone (rispettivamente il 35,1% e 31,1% degli occupati). Gli occupati stranieri, invece, in quasi la metà dei casi (46,5%) svolgono lavori manuali non qualificati e solo una quota marginale (3,1%) ricopre ruoli da dirigente o svolge professioni intellettuali e tecniche. Non stupisce, pertanto, che i cittadini stranieri guadagnino mediamente meno degli italiani: la retribuzione media di italiani e stranieri in Campania è inferiore alla media nazionale (rispettivamente di 108 e 199 euro); in aggiunta, la Campania è la sesta regione in Italia con il divario più ampio di stipendio medio tra italiani e stranieri (questi ultimi hanno una retribuzione mensile media inferiore di 415 euro rispetto agli italiani). Quando si guarda alla sovraistruzione, ovvero a coloro che hanno un titolo di studio superiore rispetto a quello richiesto dalla professione svolta, nuovamente emergono due profili nettamente separati tra le regioni del Nord e quelle del Sud Italia. Se si guarda al valore medio nazionale, la percentuale di lavoratori stranieri sovraistruiti è pari al 34,6%, mentre per gli italiani il valore scende al 26,4%. La maggiore quota di stranieri sovraistruiti rispetto agli italiani è confermata in tutte le regioni dell’Italia centro-settentrionale. Diverso è il caso delle regioni del Sud Italia dove, tranne che per la Sardegna, sono gli italiani ad avere le percentuali più alte di sovraistruiti. Non fa eccezione la Campania, in cui circa un occupato straniero su cinque è sovraistruito (19,9%), mentre tra gli italiani la quota sale al 28,3%. Per quanto riguarda la sottoccupazione, invece, in tutte le regioni della Penisola gli stranieri hanno percentuali di sottoccupati superiori rispetto agli italiani. Tuttavia, la Campania (insieme all’Abruzzo) rappresenta un’eccezione: è sottoccupato il 3,1% dei lavoratori stranieri contro il 3,6% degli italiani, con una differenza di 0,5 punti percentuali.

L’autoimprenditorialità straniera

Alla fine del 2020, le imprese a conduzione immigrata in regione sono 48.339. Esse rappresentano l’8% del totale delle imprese campane - dato più basso di quello nazionale (10,4%) - e il 7,7% delle imprese “immigrate” a livello nazionale. Nell’88,4% dei casi sono gestite da cittadini non comunitari. In linea con la tendenza degli ultimi anni (+28,1% nel periodo 2015-2020), il loro numero è continuato a crescere anche nel corso del 2020 (+2,6%), nonostante la crisi innescata dalla pandemia da Covid-19. Considerando le sole imprese individuali, i titolari nati all’estero sono 41.786, di cui 9.207 donne (il 22,0% del totale). Più della metà di questi imprenditori (41.786) si trova nella provincia di Napoli (22.644, pari al 54,2% del totale), il 24,2% nella provincia di Caserta (10.111), il 13,7% in quella di Salerno (5.736), mentre il 4,9% e il 3,0% rispettivamente in quelle di Avellino (2.037) e Benevento (1.258). Andando ai settori di attività, il 73,9% dei titolari di impresa nati all’estero è attivo nei servizi, il 19% nell’industria e il 3% in agricoltura (nel 4,1% dei casi le tipologie di imprese non sono classificabili). A livello regionale i due comparti di inserimento prevalenti continuano ad essere il commercio (61,1%) e le costruzioni (15,3%), seguiti dai servizi alle imprese (3,7%). Tuttavia, si evidenziano alcune differenze a livello provinciale, come nel caso delle province di Avellino e Benevento, dove si registra una quota importante di imprenditori immigrati nel settore agricolo (rispettivamente 18,8% e 25,8%), o della provincia di Salerno, dove il 5,2% delle imprese è attivo nel comparto alberghiero e della ristorazione. Non si registrano cambiamenti rispetto all’anno precedente per quanto riguarda le provenienze di chi intraprende un’attività autonoma. La metà delle imprese individuali immigrate è guidata da titolari di sole cinque nazionalità: marocchini (il 15,7% del totale), pakistani (10,7%), bengalesi (9,1%), cinesi (7,9%) e nigeriani (6,6%). Tuttavia, si registrano consistenti differenze territoriali. Nella provincia di Caserta sono presenti titolari ghanesi (10,9%), senegalesi (10,3%) e algerini (5,8%); sia nella provincia di Salerno che nelle province di Benevento e Avellino si registra una certa quota di titolari tedeschi (rispettivamente 9,1%; 10,3% e 10,1%) e svizzeri (6,1%; 26,6% e 29,1%), gran parte dei quali figli di emigrati italiani rientrati successivamente in patria; mentre nella provincia di Napoli, a pakistani (16,4%), bengalesi (15,4%), cinesi (11,5%) e marocchini (10,1%), si aggiungono gli srilankesi (5,6%).

(Fonte: Dossier Statistico Immigrazione 2021)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2019 Pixabay)
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di Antonietta Mastrangelo

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