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La tutela dei lavoratori stranieri occupati nel settore del lavoro domestico tra nuovo Ccnl e sfide per il futuro

Dossier Statistico Immigrazione 2021: approfondimento sulla questione relativa alla tutela dei lavoratori stranieri nel settore domestico e delle novità introdotte sul Ccnl in materia di privacy.

19 ottobre 2022

Le caratteristiche del lavoro domestico

Il lavoro domestico rappresenta uno dei settori nei quali è prevalente la presenza di lavoratori esteri, sicché la questione della difesa dei diritti di colf e badanti finisce inevitabilmente per coincidere con quella della tutela della dignità dei lavoratori immigrati occupati all’interno delle famiglie italiane. Per questa ragione, assume grande importanza il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) per il settore domestico, in vigore dal 1° ottobre 2020.L’attuale edizione del Ccnl, peraltro giunta a ben sette anni di distanza dalla precedente, contiene rilevanti novità, prime tra tutte la certificazione di qualità degli assistenti familiari e la tutela per la privacy nell’ambiente di lavoro domestico.

la tutela per la privacy nell’ambiente di lavoro domestico.

Gli interventi che caratterizzano il nuovo testo sono infatti orientati a superare una tutela solamente retributiva del lavoro degli assistenti familiari, in favore di uno sguardo più ampio rivolto alla protezione della persona e dei suoi diritti fondamentali. Si tratta di un’evoluzione significativa e preziosa dello strumento contrattuale, che sempre più si pone nella vita collettiva quale contributo alla promozione della dignità e della professionalità dell’assistente familiare, figura ormai centrale nel funzionamento dello stato sociale e nell’economia del Paese.

Il Ccnl del lavoro domestico: a chi si applica

Il Ccnl si applica a tutti i lavoratori addetti al funzionamento della vita familiare. L’insieme degli assistenti familiari può essere poi suddiviso in categorie professionali che è importante identificare correttamente, poiché in base alla categoria di appartenenza si definisce il trattamento economico spettante a ciascun lavoratore. I principali livelli d’inquadramento previsti dal contratto sono i seguenti: livello B: proprio degli assistenti familiari adibiti principalmente alla cura della casa e che sono definiti come “collaboratori generico-polifunzionali”; livello B super: proprio dei baby-sitter e degli assistenti familiari addetti alla cura di anziani o disabili autosufficienti, vale a dire in grado di svolgere in autonomia le principali funzioni esistenziali; livello C super: proprio degli assistenti familiari addetti alla cura di anziani o disabili non autosufficienti (se poi il lavoratore è in possesso di un titolo professionale di infermiere o equipollente ascende al livello D super).

L’emergenza del lavoro domestico sommerso

Il settore del lavoro domestico è caratterizzato da una percentuale di lavoro sommerso certamente non degna di un Paese civile. Il lavoro nero (del tutto non regolarizzato) e il lavoro grigio (regolarizzato solo in parte) costituiscono una piaga sociale che dev’essere combattuta con forza e che purtroppo caratterizza la maggioranza dei rapporti di lavoro di questo settore. Rispetto alla questione del lavoro dei migranti, la diffusione del sommerso nel settore domestico è certamente un’emergenza gravissima, poiché la mancata regolarizzazione del lavoro determina necessariamente precarietà di lavoro e di vita, difficoltà a ottenere o conservare il permesso di soggiorno, squilibrio nei rapporti di forza con il datore di lavoro e, quindi, un ostacolo alla piena integrazione nella società italiana. Occorre quindi agire in tre direzioni: regolarizzazione dei rapporti fin dal primo giorno, stipulazione di un contratto scritto di lavoro e predisposizione della busta paga alla fine di ogni mese. In primo luogo, infatti, è necessario che il rapporto, fin dal primo giorno, sia formalmente comunicato alle autorità competenti, attraverso la presentazione della comunicazione di assunzione all’Inps per tutte le ore di lavoro prestate. In secondo luogo, occorre che tra le parti sia stipulato un regolare contratto di lavoro, attraverso la predisposizione di una lettera di assunzione che, in base all’articolo 6 del Ccnl, riepiloghi gli accordi tra datore di lavoro e assistente familiare in merito a tutte le modalità di svolgimento del lavoro. In terzo luogo, alla fine di ogni mese il lavoratore dovrà ricevere un prospetto di paga riepilogativo di quanto effettivamente percepito in relazione ai diversi emolumenti (si pensi, ad esempio, a fruizione di ferie o permessi, eventuali ore di lavoro straordinario e così via). Queste tre regole, apparentemente banali e scontate, appartengono purtroppo molto spesso alla dimensione dell’utopia nel settore del lavoro domestico e un impegno attivo per la promozione dei diritti dei lavoratori migranti non può prescindere da una campagna di sensibilizzazione di tutti gli attori sociali rispetto a tali imprescindibili elementi di legalità.

La nuova figura professionale: l’assistente familiare certificato

Uno dei punti al centro del nuovo Ccnl è l’attenzione alla formazione professionale degli assistenti familiari, con la finalità di promuovere la qualità di una prestazione lavorativa per la quale, allo stato attuale, non esiste né un percorso obbligatorio di studi né un sistema di requisiti minimi per l’accesso alla professione la principale novità contenuta nel nuovo Ccnl è la certificazione di qualità di colf, baby-sitter e badanti (le tre “specializzazioni” del lavoro domestico). Il contratto prevede, infatti, la possibilità per i lavoratori della categoria di ottenere un “bollino di qualità”, mediante il conseguimento di una certificazione sotto accreditamento di conformità alla Norma Uni 11766:2019 che, su proposta delle parti sociali del settore, ha definito i requisiti di competenza, abilità e conoscenza che deve possedere un lavoratore domestico per essere certificato come “professionista di qualità”. Si tratta di una grande conquista sociale, che fornisce per la prima volta un titolo professionale riconosciuto ad una professione ormai vitale per il welfare state del Paese, ancor più nella stagione della pandemia, che accresce soprattutto per gli anziani il bisogno di un’assistenza qualificata in casa. Per i lavoratori certificati sono peraltro previste anche specifiche indennità mensili, dirette a premiarne l’avvenuto riconoscimento di qualità. Tutela della sicurezza e della privacy dell’assistente familiare. Grazie al Ccnl gli assistenti familiari sono titolari di una serie di diritti in materia di sicurezza e privacy: questa disposizione contrattuale, contenuta nel fondamentale art. 28, colma una evidente lacuna legislativa, giacché le due “famosissime” norme di riferimento (il D.lgs n. 81/08 per la sicurezza e il Gdpr europeo per la privacy) espressamente escludono il lavoro domestico dalle relative tutele. Scelta difficilmente comprensibile, se solo si pensa a quanti infortuni avvengono ogni giorno in ambito domestico e a quale rischio è esposta la privacy di lavoratori che spesso convivono con il proprio datore di lavoro. A tale riguardo, il Ccnl dispone quanto segue:1 Ogni lavoratore ha diritto ad un ambiente di lavoro sicuro e salubre, sulla base di quanto previsto dalla legislazione vigente, relativamente agli ambienti domestici. A tal fine il datore di lavoro sarà tenuto a garantire la presenza sull’impianto elettrico di un adeguato interruttore differenziale, cosiddetto salvavita 2. Il datore di lavoro provvede a informare il lavoratore circa eventuali rischi esistenti nell’ambiente di lavoro relativi anche all’uso delle attrezzature, ivi compresi gli strumenti telematici e robotici, e all’esposizione a particolari agenti chimici, fisici e biologici. 3. L’informativa si realizzerà all’atto dell’individuazione delle mansioni o del successivo mutamento delle stesse. 4. È facoltà del datore di lavoro installare impianti audiovisivi all’interno dell’abitazione. 5. L’esistenza o l’installazione di detti impianti devono essere preventivamente comunicate per iscritto al lavoratore e sono comunque vietate nell’alloggio riservato allo stesso, nonché nei servizi igienici. 6. Le immagini e le informazioni raccolte a mezzo degli impianti audiovisivi devono essere trattate nel rispetto della vigente disciplina sul trattamento dei dati personali. Si tratta certamente di una tutela ancora ben inferiore rispetto a quella riconosciuta dalla legge in altri settori, ma comunque queste disposizioni costituiscono un primo importante precedente normativo per fissare almeno una serie di diritti inderogabili a garanzia della dignità dell’assistente familiare e, quindi, di moltissimi lavoratori immigrati, ancora troppo spesso costretti a lavorare in una situazione di poca sicurezza e scarsa riservatezza.

Sintesi

In questo contributo ci si è soffermati su alcune delle maggiori novità del recente contratto collettivo nazionale di lavoro, la cui caratteristica è di avere introdotto anche in questo particolarissimo settore strumenti di tutela finora sconosciuti. Nel Ccnl sono presenti alcune delle parole chiave per l’agenda dei prossimi anni: contrasto al sommerso, rafforzamento della formazione professionale quale strumento per l’integrazione, promozione della certificazione delle competenze, tutela della sicurezza e della riservatezza anche nel luogo di lavoro domestico. Tutto ciò nella prospettiva della difesa del rispetto dei diritti umani che, in un’area mondo messa a dura prova dalla pandemia e da una ormai prolungata crisi economica e sociale, rimane il presidio invalicabile per poter continuare a qualificare la nostra società con il non scontato attributo di “società civile”.

(Fonte: Dossier Statistico Immigrazione 2021)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2019 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

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