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I lavoratori stranieri nel settore agricolo (2a parte)

Dossier statistico immigrazione 2021: in esame i dati statistici relativi all’andamento del mercato lavorativo straniero nel settore agricolo. Per l’anno 2020 si rileva una flessione relativa al periodo pandemico e dell’abbandono di questo settore da parte di alcune importanti nazionalità come quella romena, polacca e bulgara e l’incremento al contrario di altre: marocchina, pakistana e senegalesa.

18 luglio 2022

Le regolarizzazioni nel 2020

La regolarizzazione prevista nel 2020 deve considerarsi una misura particolare, diversa dalle precedenti sanatorie in quanto integra, in un unico articolo (D.l. 19 maggio 2020 n. 34, art. 103), sia una misura di emersione del lavoro nero (avviata dal datore di lavoro) sia una misura di regolarizzazione della posizione del cittadino non comunitario non necessariamente legata alla presenza di un rapporto di lavoro irregolarmente instaurato (avviata dallo stesso straniero non comunitario). Al datore di lavoro, inoltre, è data facoltà di regolarizzare un rapporto di lavoro precedente al 1° giugno 2020 (in nero), e ancora in essere, con lavoratori non comunitari non regolarmente presenti sul territorio nazionale ovvero di avviare un nuovo rapporto di lavoro con lavoratori non comunitari non regolarmente presenti sul territorio nazionale. Le istanze di regolarizzazione presentate al Ministero dell’interno tra il 1° giugno e il 15 agosto 2020 sono state complessivamente 207.542, delle quali solo 29.555 (14%) per il settore agricolo. Sul versante dell’effettiva instaurazione del rapporto di lavoro, solo il 24% delle istanze agricole si è al momento tramutato in un effettivo inserimento lavorativo (poco più di 7.000 rapporti), tutte le altre istanze a un anno di distanza sono ancora ferme, nell’attesa della convocazione delle parti presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione (anche se la norma consentiva l’instaurazione immediata del rapporto una volta presentata l’istanza, purtroppo le disposizioni operative sono intervenute con notevole ritardo). Analizzando la data di decorrenza dei rapporti, poco meno del 9% delle posizioni agricole è riconducibile a decorrenze antecedenti al 1° giugno (emersione dal nero di rapporti in essere), il 33% ha avuto inizio tra il 1° giugno e il 15 agosto 2020 (instaurazione coincidente con l’arco temporale di presentazione dell’istanza) e la stragrande maggioranza, ovvero il 58%, dopo il termine del 15 agosto. Del 34% circa di questi lavoratori regolarizzati non è stato possibile risalire alla nazionalità, per l’indisponibilità del codice fiscale alfanumerico, mentre i restanti risultano in linea con i dati delle presenze regolari nel settore agricolo (India 12,7%, Marocco 11,2%, Albania 9,5% e Pakistan 8,6%). La provincia con il maggior numero di rapporti avviati è Caserta (800 su 2.904 istanze presentate: dati del Ministero dell’Interno), seguita da Verona (700 su 1.268 istanze), Salerno (550 su 1.774), Napoli (500 su 1.813), Ragusa (250 su 2.005) e Cuneo (275 su 496). La maggior parte dei rapporti è a tempo determinato, anche se è comunque significativa la percentuale di rapporti a tempo indeterminato (3%). Solo quando gli Sportelli Unici per l’Immigrazione avranno portato a compimento il lavoro burocratico di istruzione delle istanze e di convocazione delle parti, si potrà avere diretta contezza degli effetti di questa sanatoria, considerando comunque la presenza nel sistema anche delle 12.986 istanze di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo (dati del Ministero dell’Interno) presentate alle questure da cittadini non comunitari.
 
I principali gruppi nazionali: andamento occupazionale

Romania. I romeni occupati in agricoltura nel 2020 ammontano a 84.005 (nel 2019 erano 98.011) e si ripartiscono tra un 95% di operai a tempo determinato (Otd) e un 5% a tempo indeterminato (Oti). A livello territoriale cominciano a ravvisarsi le prime conseguenze generate dal rilevante calo di questi lavoratori, che nel 2020 ha raggiunto livelli di flessione importanti nei rapporti Otd, con un calo di oltre 14.000 unità, delle quali 1.797 a Trento, 1.297 a Verona, 1.129 a Bolzano e 814 a Foggia. Stabile invece la componente Oti, che anzi aumenta di circa 60 unità. Marocco. Gli operai agricoli marocchini sono 37.070 (35.787 nel 2019): il 95,3% Otd e il 4,7% Oti. L’aumento osservato nella componente Otd si concentra soprattutto in due provincie del Sud (Salerno e Foggia, con quasi 200 unità per provincia), mentre nelle provincie di Trento, Campobasso, Bolzano e Verona l’incremento è di circa 100 unità per singolo territorio. Sostanzialmente stabili i rapporti Oti, con una riconfermata prevalenza nelle provincie di Verona (che perde 41 unità rispetto al 2019, ma resta con 158 unità la prima provincia), Treviso (che aumenta di 13 unità il valore del 2019, portandosi a 87 unità), Mantova, Bergamo e Padova. Gli operai a tempo determinato di nuovo ingresso (permesso di soggiorno stagionale) sono 226 (erano 460 nel 2019), con Piemonte, Veneto e Emilia Romagna che complessivamente totalizzano l’81,4% dei rapporti. Quanto alla regolarizzazione, sono circa 800 i lavoratori regolarizzati i cui rapporti di lavoro hanno già avuto corso e i due territori più interessati sono le province di Salerno (145) e Verona (111). India. Sono 36.250 lavoratori indiani (35.355 nel 2019) per l’85% operai a tempo determinato e per il15% a tempo indeterminato. Quello indiano resta il gruppo nazionale con il numero più alto di Oti (che continuano ad aumentare: 5.449 nel 2020, 5.124 nel 2019 e 4.973 nel 2018), tanto da superare i romeni (4.146) che pure restano la nazionalità più rappresentata. Il complessivo incremento di Otd (+570 unità) presenta una distribuzione asimmetrica: da una parte aumenti importanti a Verona (+373), Brescia (287) e Latina (+275), dall’altra territori in cui non sono mancate flessioni di rilievo, come Roma (-130), Ascoli (-156) e Napoli (-200). Altrettanto può affermarsi anche sul versante Oti che, pur presentando un incremento di 325 unità, ha interessato principalmente le provincie di Ascoli (+109), Brescia (+81) e Cremona (+61), a differenza di Mantova che perde 26 unità. Singolare la situazione di Ascoli che, a fronte di una flessione di 156 Otd, incrementa la componente Oti di 109 unità (potrebbe trattarsi di conversioni a tempo indeterminato). Gli operai a tempo determinato di nuovo ingresso (permesso di soggiorno stagionale) sono 481 (erano 1.107 nel 2019), con Verona (168), Cuneo (73) e Latina (63) che complessivamente totalizzano il 63% dei rapporti. Quanto alla regolarizzazione, sono circa 900 i lavoratori regolarizzati i cui rapporti di lavoro hanno già avuto corso. I due territori maggiormente interessati sono le province di Verona (200) e Caserta (120), seguite da Napoli, Brescia, Salerno e Latina (tutte sopra le 50 unità). Albania Su 34.446 lavoratori agricoli albanesi (33.568 nel 2019), quelli a tempo determinato sono il 90,3% e quelli a tempo indeterminato il 9,7%. Entrambe le componenti incrementano (+169 gli Oti e +709 gli Otd), ma con importanti differenze a livello provinciale. Gli Otd aumentano al Sud (Bari 182, Ragusa 161, Caserta 136, Catania e Matera 100) e calano al Nord (Cuneo -223, Trento -210 e Ravenna -60), gli Oti aumentano decisamente nelle provincie del Nord (Cuneo 26, Milano 19, Bolzano 12 e Verona 11). Gli Otd di nuovo ingresso (permesso stagionale) sono 487 (erano 1.409 nel 2019) e sono presenti per il 75% in 7 province del Nord: Cuneo (154), Pordenone (63), Forlì (52), Ravenna (34), Treviso (22), Trento (21) e Verona (19). Quanto alla regolarizzazione, sono circa 670 i lavoratori regolarizzati i cui rapporti di lavoro hanno già avuto corso. Le province più interessate sono Caserta (70), Bari, Siena e Cuneo, che si attestano ciascuna intorno alle 50 unità, e con valori superiori alle 20 unità, Verona, Cosenza, Ragusa, Napoli, Matera e Ravenna. Senegal. I senegalesi occupati nel settore agricolo sono 17.031 (15.736 nel 2019). Con il superamento della soglia delle 15.000 unità sono divenuti la quinta nazionalità. Il 97% lavora a tempo determinato e il 3,0% a tempo indeterminato. Le 1.272 unità di incremento nella componente Otd si distribuiscono su tutto il territorio, con picchi a Trento (+235), Trapani (+210), Verona (+93) e diversi altri territori con aumenti di circa 50 unità (Grosseto, Ferrara, Foggia, Salerno, Piacenza, Pescara e Cuneo). Sostanzialmente stabile, invece, la componente Oti (+23 unità). I nuovi ingressi di senegalesi con permesso di lavoro stagionale sono stati 25. Ammontano a poco più di 200 i senegalesi regolarizzati nel 2020 a seguito di rapporti di lavoro già in corso. I territori maggiormente interessati sono le province di Pescara e Foggia, che si attestano intorno alle 20 unità, e con valori superiori alle 10 unità Cuneo, Ascoli Piceno, Ravenna e Verona.

(Fonte: Dossier Statistico Immigrazione 2021)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2019 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

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