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Rapporto Immigrazione 2019. Il Sud. La Calabria

Dossier Statistico Immigrazione 2019: nel Rapporto Immigrazione 2019 i contesti regionali italiani, l’inserimento sociale, occupazionale, le nuove generazioni, l’accoglienza dei migranti in Calabria.

8 settembre 2020

Le caratteristiche socio-demografiche dei migranti in regione

Gli stranieri residenti in Calabria nel 2018 sono aumentati di 4.584 unità rispetto all’anno precedente, per un’incidenza sulla popolazione in lieve crescita al 5,8%.
L’ incremento dell’incidenza dei cittadini stranieri è dovuto soprattutto alla diminuzione della popolazione autoctona, che tra il 2017 e il 2018 registra un calo di oltre 14 mila residenti.
Il forte decremento della popolazione autoctona è imputabile ai bassi livelli di fecondità e alla ripresa dei flussi emigratori.
Stando infatti ai dati Istat al 31 dicembre 2018 per i cittadini italiani si è registrato sia un saldo naturale, sia un saldo migratorio negativo; si tratta di un processo di invecchiamento che appare in una fase molto avanzata: l’indice di vecchiaia è molto elevata (65 anni ogni 100 under 15), quindi la popolazione straniera consente di rallentare, se pure in minima parte, l’invecchiamento demografico della regione.
Il calo demografico degli italiani si riflette non solo sulla crescente dimensione della popolazione anziana, ma determina effetti anche nell’ambito scolastico, dal momento che una popolazione che fa sempre meno figli interrompono il ciclo del ricambio generazionale.
In base ai dai emessi dal Miur relativi all’anno scolastico 2017/2018 per il secondo anno consecutivo la Calabria ha registrato una diminuzione degli alunni iscritti pari a 5.717 unità nel complesso, mentre per la compagine straniera si registra una diminuzione di 86 unità.
Dai dati appare chiaro che questa regione si presenta in difficoltà dal punto di vista generazionale, in quanto sia gli studenti autoctoni che quelli stranieri diminuiscono.
Nell’anno scolastico 2017/2018 gli studenti rappresentano il 4,3% degli iscritti.
La distribuzione per grado scolastico vede 2.160 alunni stranieri nella scuola dell’infanzia (di cui oltre la metà nati in Italia, 1.341), 3.827 nella primaria (di cui 1.804 nati in Italia), 2.550 nella secondaria di I grado (di cui 622 nati in Italia) e 3.835 nella secondaria di II grado (di cui 354 nati in Italia).
Nella fattispecie emerge che la maggiore presenza per nazionalità nelle scuole calabresi è quella dei romeni (3.945), seguiti dai marocchini (2.461), gli albanesi (633), i bulgari (610) e gli ucraini (601).
A livello territoriale il maggior numero di studenti stranieri nell’anno scolastico 2017/2018 sono concentrati nelle scuole della provincia di Reggio Calabria (4.237), dove si raggiunge il valore più elevato, seguita dalle province di Cosenza (4.063) e di Catanzaro (2.215), mentre si registra un numero al di sotto dei mille alunni per le province di Vibo Valentia e Crotone.
Per quanto attiene le classi di età della popolazione straniera è sostanzialmente giovane, gli over 65 enni  costituiscono soltanto il 3,4% dei residenti , mentre la classe d’età più rappresentata è quella 30-44 anni (35,2%), che tra il 2017 e il 2018 segna un incremento di 15 mila unità.
Per quanto concerne invece la composizione in base al genere, si osserva che le donne straniere presenti in regione rappresentano il 48,3% dei residenti stranieri  per il secondo anno consecutivo tale contingente è al di sotto del 50%.
Il processo di femminilizzazione ha avuto inizio intorno al 2004, ma poi si è con il tempo ridimensionato, i picchi maggiori di presenza femminile infatti, si sono registrati nel 2009 e nel 2011 (55,4%).
Gli stranieri residenti in Calabria sono originari da più di 150 paesi diversi del mondo.
Più in dettaglio si osserva che oltre la metà sono provenienti da un paese europeo (il 43,6% comunitario),seguono gli africani (28.640), gli asiatici (19.442) e gli americani con poco più di 3 mila persone.
Le nazionalità più numerose in regione sono quella romena (35.851 residenti), pari al 31,7% dei residenti stranieri, seguono i marocchini tra le comunità di più antico insediamento in Calabria con 15.414 residenti (+637 rispetto al 2017), i bulgari (6.904), gli ucraini (6.471) e gli indiani (4.810).
I residenti stranieri sono concentrati soprattutto nelle province di Cosenza (37.314) e Reggio Calabria (34.038), seguite con valori nettamente inferiori da quelle di Catanzaro (19.353), Crotone (13.777) e Vibo Valentia (8.596).
Per quanto attiene invece i nuovi nati stranieri in regione, nel 2018 erano 1.086, un valore diminuito rispetto all’anno precedente (-51), per un’incidenza del 7,2% sul totale delle nascite avvenute nell’anno.
Il numero più elevato di nuove nascite straniere si sono registrate in provincia di Cosenza (382), seguita da quelle di Reggio Calabria (353) e Catanzaro (207), mentre con cifre al di sotto delle 100 unità si collocano le province di Crotone e Vibo Valentia.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, al 31 dicembre 2018 le persone inserite nella rete di accoglienza della regione sono state pari a 5.123, altro dato in calo rispetto all’anno precedente di 2.333 unità.
A tal proposito, la percentuale di distribuzione rispetto alle persone accolte a livello nazionale è stato pari al 4%, i valori più elevati tra le regioni  si registrano in Lombardia (14%), Lazio e Campania (9%).
Per quanto concerne i soggiornanti presenti a livello regionale al 31 dicembre 2018 sono stati oltre 52 mila, per il 42,1% donne; il 17,1% è minorenne, mentre solo il 3,8% è ultra 65 enne.
Sono 27.937 i titolari di permessi di soggiorno a termine, tra questi 11.093 detengono un permesso per motivi di asilo e protezione umanitaria, 9.292 per motivi di famiglia e 5.763 per motivi di lavoro.
 
Occupazione e attività auto imprenditoriali dei migranti in regione
In base ai dati Rcfl Istat, nel corso del 2018 gli occupati stranieri sono stati più di 45 mila pari all’8,3% del totale rispetto al 2017.
Essi sono distribuiti per settore per 13.584 impiegati nell’agricoltura, per 7.044 nell’industria e per 25.110 nei servizi, quest’ultimo è il settore che fa registrare il maggior incremento di occupati stranieri tra il 2017 e il 2018.
Un altro dato positivo concerne il numero di disoccupati stranieri in diminuzione rispetto all’anno precedente di circa 1.000 unità (nel 2018 poco più di 8.500).
Resta consistente il differenziale retributivo tra migranti e autoctoni, con una retribuzione media per i cittadini immigrati di 764 euro mensili, mentre per gli impiegati italiani di 1.176 euro.
Così come nel passato nel 2018 le imprese a gestione straniera ha proseguito la sua crescita (+0,9%), sebbene con un ritmo inferiore rispetto all’anno precedente (nel 2017 la crescita era stata del 2,7%).
Oltre il 90% di queste attività imprenditoriali sono organizzate in forma di impresa individuale con 13 mila titolari nati all’estero presenti in regione, di cui 3.294 donne.
Questi si concentrano soprattutto nell’ambito dei servizi (11.524), seguiti dall’industria (1.202), mentre sono meno attivi nel settore agricolo (504), con oltre  205 imprese non classificate.
A livello di suddivisione in comparti produttivi si osserva che per tre quarti questi imprenditori operano nel commercio (per il 75,7%, mentre a livello nazionale sono il 38,9%), seguito  a distanza dal comparto edile (6,3%).
Infine per quanto attiene i principali paesi di provenienza emerge che le collettività maggiormente coinvolte nelle attività auto imprenditoriali sono quella marocchina (con il 43% dei titolari d’impresa stranieri), seguiti da quella tedesca (7%), nella maggior parte dei casi cittadini italiani nati in Germania, indiani e pakistani per il 5,3%.
 
(Fonte: Dossier Statistico Immigrazione 2019)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)
 

di Antonietta Mastrangelo

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