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Rapporto Immigrazione 2018. Il Nord-Est: l'Emilia Romagna (2a parte)

Dossier Statistico Immigrazione 2018: in esame la dimensione del fenomeno migratorio nei contesti regionali italiani. I dati di riferimento per il 2018 su presenza, gruppi nazionali, lavoro, seconde generazioni e accoglienza per l’Emilia Romagna.

3 ottobre 2019

Asilo e accoglienza

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, al 1° dicembre 2017 si sono registrate 13.990 presenze nelle strutture di accoglienza regionali (di cui 12.193 nei centri temporanei, 1.367 negli Sprar e 430 nei centri di prima accoglienza), pari al 7,5% delle presenze in Italia, con un incremento del 13,1% rispetto ai 12 mesi precedenti quando si registravano 12.371 presenze.
Le persone accolte in queste strutture rappresentano il 2,3% dei residenti stranieri in regione.
Nel 2017 inoltre, si è registrata la presenza di 1.017 minori non accompagnati accolti in 170 strutture, a fronte dei 1.081 dell’anno precedente.
L’Emilia Romagna dunque, rappresenta una tra le regioni più virtuose dal punto di vista della messa in campo di un’accoglienza che investe cospicui numeri e diverse categorie di migranti, tra cui anche quelle vulnerabili e fragili dal punto di vista psicologico.

La mappa per le donne migranti realizzata grazie al progetto “Welcome to Imola”

Come sopra già accennato l’Emilia Romagna si conferma una regione in cui l’accoglienza si esprime nella sua massima forma, dove non si indugia nelle sperimentazioni ed esperienze innovative, che continuano a fiorire per affrontare in modo concreto gli aspetti più complessi dell’inserimento dei cittadini di origine migrante nel tessuto sociale locale.
In particolare si vuole evidenziare la nascita del progetto “Welcome to Imola District”, un’iniziativa realizzata dall’associazione Trama di terre sul territorio imolese, nell’ambito del più ampio progetto “Welcoming Bologna”.
Quest’associazione di promozione sociale, nata a Imola 20 anni fa con l’idea di trovare un punto di conoscenza e condivisione fra donne arrivate da tutto il mondo, ha sempre fondato i propri progetti sulla consapevolezza che spesso le donne migranti, nella lotta per l’accesso alle risorse materiali e simboliche, sono poste in una condizione di duplice vulnerabilità.
La duplice debolezza si ravvisa da un lato nel non essere titolari di cittadinanza, che le porta a godere di meno diritti e a rischio di cadere nell’irregolarità; dall’altro, così come le native ma in una forma molto più estrema, sono costrette a subire i ruoli che vengono loro imposti da una concezione patriarcale delle famiglie e delle comunità di origine, con tutto il peso di violenze che ne consegue quando una donna decide di ribellarsi.
“Trama di terre” è un centro antiviolenza, punto di riferimento per le donne in difficoltà, ma anche un laboratorio di iniziative culturali e campagne sui temi della violenza di genere e la discriminazione.
L’associazione ha inaugurato il Centro interculturale delle donne nel 2001 nella città di Imola, come spazio aperto e indipendente in cui mettere in pratica relazioni di scambio fra donne native e migranti.
Si tratta dunque di un laboratorio permanente nato per favorire l’emergere delle conoscenze femminili e di valorizzarli ed è stato riconosciuto dall’Emilia Romagna ed inserito nella Legge regionale sull’immigrazione n.5 del 2004.
Ma questa associazione si è anche attivata per quanto riguarda l’accoglienza di donne richiedenti asilo.
A tal proposito, nel progetto presentato è stata realizzata una mappa “di genere”, che racchiude i luoghi più significativi che le nuove arrivate a Imola frequentano, per ritrovare la loro quotidianità perduta lasciando il paese di origine.
Sono tanti i luoghi in cui queste donne cercano qualcosa di familiare, che ricordi loro il paese di origine.
Per mappare questi luoghi, “Trama di terre” è partita dai bisogni primari delle richiedenti asilo, individuati attraverso una serie di incontri che hanno fatto del confronto e della partecipazione il principale metodo di rilevazione.
Il progetto in questione è stato sviluppato secondo un’ottica di genere, coinvolgendo 10 donne migranti e native.
Il risultato finale è stata la creazione di una mappa, rappresentata graficamente, stampata su carta e distribuita, dei luoghi segnalati dalle donne come strumento di auto/mutuo aiuto sia per quelle che giungono, sia per quelle che le accompagna nella gestione della loro vita quotidiana, tra necessità primarie e bisogno di sentirsi accolte.
Si tratta quindi di una mappa disegnata e partecipata, per non perdersi ma ritrovarsi in una città da condividere tutte insieme.
Chi arriva a Imola avrà così uno strumento in più per muovere i primi passi, che rappresenta il momento finale di un percorso di conoscenza e d’indagine sull’accoglienza in città, ma anche un nuovo punto di partenza per le donne che verranno.

(Fonte:Dossier Statistico Immigrazione 2018)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)
 

di Antonietta Mastrangelo

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