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Rapporto Immigrazione 2018. Il Nord-Ovest: la Liguria (1a parte)

Dossier Statistico Immigrazione 2018: in esame la dimensione del fenomeno migratorio nei contesti regionali italiani. I dati di riferimento per il 2018 su presenza, gruppi nazionali, lavoro, seconde generazioni e accoglienza per la Liguria.

3 settembre 2019

La presenza immigrata in regione

La presenza straniera residente in Liguria nel corso del 2017 è cresciuta di 3.396 unità, ossia del 2,5%.
Ha riguardato tutte e quattro le province: Imperia (+3,5%), Savona (+1,1%), Genova (+2,3%) e La Spezia (+3,2%).
Le 141.720 persone straniere residenti in regione a fine anno rappresentavano il 9,1% della popolazione ligure, con una incidenza maggiore in provincia di Imperia (11,5%) grazie ad un alto numero di residenti comunitari.
Per quanto concerne l’appartenenza di genere, continua a prevalere la componente femminile (52,3%) anche se il dato è in lieve calo negli ultimi anni (era il 53,8% a fine 2013).
Tra il 2008 e il 2017 l’incidenza della presenza migrante sul complesso della popolazione è passata dal 5,8% al 9,1%.
In tale arco di tempo la popolazione straniera è cresciuta del 35,4%, mentre quella italiana ha avuto un decremento del 6,3%, che sarebbe stato ancora più importante se non si fossero aggiunti 29.420 cittadini di origine straniera nel frattempo divenuti italiani.
In riferimento alle acquisizioni di cittadinanza invece, si evidenzia nel corso del 2017 un calo rispetto al biennio precedente.
Infatti nel 2015 e nel 2016 le persone straniere che avevano ottenuto la cittadinanza erano rispettivamente 6.014 e 5.540, mentre nel 2017 hanno ottenuto questo status 3.944 cittadini stranieri.
Del resto, nell’ultimo decennio si sono sensibilmente ridotti gli ingressi per motivi di lavoro che usualmente rappresentano la prima modalità di stabilizzazione.
Relativamente ai dati circa i permessi di soggiorno si osserva che, per il 2017 sono stati in totale 7.336, ove si nota una forte concentrazione su due tipologie di permesso che ammontano nel complesso all’88,8% del totale: si tratta di quelli per motivi asilo/umanitari (45,7%) e per motivi di famiglia (43,1%).
Queste due tipologie di permessi rappresentano due fasi migratorie distinte: la prima avvenuta nel 2014, mentre la seconda rappresenta la maturazione del lungo percorso migratorio in corso negli ultimi decenni.
Il dato più importante però, è rappresentato dal numero dei nuovi permessi per motivi di lavoro: per questa tipologia sono stati rilasciati nel 2017 soltanto 184 permessi (di cui 58 per motivi stagionali), pari al 2,5% del totale.
Si tratta di un dato che sintetizza bene la chiusura, di fatto, degli ingressi per motivi di lavoro.
Per quanto attiene le provenienze sono quattro i principali paesi di origine presenti sul territorio ligure e sono: Albania, Romania, Ecuador e Marocco.
I primi due paesi si alternano come nazionalità più numerose nelle province di Imperia, Savona e La Spezia, mentre in provincia di Genova si conferma la caratterizzazione legata alla presenza di cittadini ecuadoriani (l’85,7% della loro presenza nella regione).
Proseguendo nell’analisi si osserva che tra gli altri paesi più rappresentativi vi è stato per il 2017 un incremento dei residenti cinesi (+5%) e del Bangladesh (+14,5%).
In tale contesto emerge che gli incrementi percentuali più rilevanti sono proprio legati alle provenienze maggiormente interessate dalle richieste di asilo.
Infatti si sono avuti incrementi importanti per i cittadini che provengono dal Gambia (che passano da 396 a 578 persone, pari a +45%), dalla Nigeria (+35,2%) e dal Mali (+18,9%).
In Liguria a fine 2017 le persone presenti nel sistema di accoglienza ammontavano a 6.207, di cui 578 inserite nella rete Sprar e i restanti 5.629 nei Cas.
Si tratta di un aumento rispetto ai numeri del 2016 (+9,9%), quando le persone in accoglienza erano state 5.650.
In complesso le presenze nel sistema di accoglienza della regione corrispondono al 3,3% del totale nazionale.
Per quanto attiene invece la gestione dei minori stranieri non accompagnati, si osserva che il numero di presenze risulta stabile (257 nel 2017 rispetto ai 259 nel 2016), inoltre si registra un solo progetto Sprar in tutta la regione (dove sono attive 41 strutture dedicate alla loro accoglienza).
Negli ultimi venti anni le migrazioni hanno modificato profondamente anche il mondo della scuola, che nell’anno scolastico 2016/2017 vede la presenza di 23.732 studenti di cittadinanza straniera.
Rispetto al decennio precedente (a.s. 2006/2007) si è registrato un incremento di 8.479 unità passando da un’incidenza percentuale dell’8% a quella odierna del 12,3%; ma questo aumento dell’incidenza degli studenti stranieri è dovuto anche alla contrazione del numero di quelli italiani.
Ciò che è mutato maggiormente è il profilo di questi giovani: sempre più italiani e meno stranieri.
Dieci anni fa i ragazzi nati in Italia da genitori stranieri erano il 29% del totale degli alunni con cittadinanza straniera, mentre oggi la quota dei nati nel territorio nazionale ammonta al 56,8% del totale.
Le così dette seconde generazioni costituiscono la maggior parte di tutti gli alunni di cittadinanza straniera, con alcune importanti differenze tra i diversi ordini: l’86% presenti nella scuola dell’infanzia, il 71,5% nella scuola primaria, il 53,3% nella scuola secondaria di I grado, al 21,9% nella scuola secondaria di II grado.
Si sono anche modificati i percorsi scolastici, infatti negli anni è aumentata la quota di studenti stranieri che scelgono il liceo (nell’a.s. 2016/2017 è stata pari al 27,4%, circa 6 punti percentuali in più rispetto al decennio precedente), mentre sono diminuite le iscrizioni agli istituti professionali (circa 5 punti di differenza).
Parallelamente anche i ragazzi italiani tendono ad orientarsi più ai licei rispetto al passato (sono oltre la metà: il 55,5%).
Nonostante ciò, risulta ancora ampio il divario tra i due sottogruppi di studenti, con una maggiore concentrazione dei ragazzi stranieri in percorsi di studio “professionalizzanti” che possono consentire possibilità di impiego più immediate, in un mercato del lavoro ancora molto incerto.

(Fonte:Dossier Statistico Immigrazione 2018)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)
 

di Antonietta Mastrangelo

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