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Rapporto Immigrazione 2018. il Nord-Ovest: la Valle d'Aosta (1a parte)

Dossier Statistico Immigrazione 2018: in esame la dimensione del fenomeno migratorio nei contesti regionali italiani. I dati di riferimento per il 2018 su presenza, gruppi nazionali, lavoro, seconde generazioni e accoglienza per la Valle D’Aosta.

27 agosto 2019

Caratteristiche dei cittadini stranieri in regione

A fine 2017 in Valle d'Aosta risiedevano 8.117 migranti, 140 in meno rispetto all'inizio dell'anno, pari ad una riduzione dell'1,7%.
Prosegue quindi la tendenza alla diminuzione incominciata dal 2013, anno in cui gli stranieri residenti erano il 7,3% della popolazione.
Nel 2017 la stessa percentuale si è fermata al 6,4%, con un'incidenza inferiore di ben 4,3 punti percentuali rispetto alla media dell'Italia Nord-Occidentale (10,7%) e di 2,1 punti rispetto a quella nazionale (8,5%).
Ancora più evidente tale fenomeno se a tale diminuzione dal totale si sottraggono i cittadini provenienti dall'Ue a 15 (507 residenti) e gli svizzeri (20), per cui le persone provenienti da paesi a forte pressione migratoria si attestano sui 7.590 residenti (rispetto ai 7.741 del 2016).
Anche il calo delle acquisizioni di cittadinanza in regione (scese a 447, quasi 200 in meno rispetto alle 640 dell'anno precedente) e il numero contenuto di decessi tra i migranti (19), evidenziano che la costante diminuzione di presenze è da attribuirsi non solo a tali fenomeni, ma anche ad un indebolimento dell'attrattività della regione, sia nei confronti dell'estero, sia rispetto alle altre regioni italiane.
Ancora un altro calo anche se lieve, tra la presenza femminile straniera, con le donne che rappresentano il 56,2% dei residenti, valore comunque superiore alla media dell'Italia Nord-Occidentale (51,7%) e a quella nazionale (52%).
La presenza femminile rappresenta una presenza significativa soprattutto per alcune collettività, tra cui quella romena (62,9%), ucraina (85,3%), filippina (70,3%), brasiliana (76,1%), dominicana (62,9%) e peruviana (65,6%).
In complesso la percentuale delle donne risulta più consistente tra i residenti originari dell'Europa centro-orientale (59,2%), così come tra quelli comunitari di più recente ingresso (63,8%), mentre è ridotta notevolmente tra i residenti di origine nord-africana (46,5%) o in genere provenienti dall'Africa (43%) o dall'Asia (48,4%).
I dati statistici fino ad ora esaminati per quanto attiene la sfera demografica femminile tra i migranti però, evidenzia una differenza tra queste aree di origine, attraverso una netta segmentazione del mondo migratorio delle donne: da un lato donne giunte per lavori di cura, in gran parte di origine europea (spesso primo migranti) e dall'altro, donne in buona parte provenienti da altri paesi, arrivate per ricongiungersi ai propri familiari.
Dinamiche che rivelano realtà personali e culturali profondamente diversi, con bisogni e aspettative distanti tra loro, per cui riassumere il loro percorso migratorio attraverso l'unico comun denominatore dell'appartenenza di genere, risulta alquanto riduttivo.
Per quanto concerne le provenienze, si osserva che la componente europea rimane la più consistente, arrivando a rappresentare il 57,4% dei residenti stranieri (il 51,2% se si escludono i cittadini Ue a 15), mentre quella africana, si attesta ad appena il 28,1% dei casi ( il 23% dei quali provenienti dall'Africa settentrionale).
Seguono poi gli asiatici, che incidono per il 7,5% e i sudamericani con il 6,6%.
Quanto invece ai principali gruppi nazionali si osserva che i romeni rimangono quello più numeroso (30,9%), con un lieve calo rispetto al 2016, quindi i marocchini, anch'essi in calo (18,7%; 19,5% nel 2016), seguiti dagli albanesi (8,9%,erano il 9,7% nel 2016) e con un trend positivo i cinesi (3,8%).
Per quanto attiene le titolarità dei permessi emerge che i cittadini non comunitari di un permesso di soggiorno sono 5.380, con una lieve maggioranza maschile (50,9%) e per circa un quinto minorenni (19,8%).
Tra i permessi a termine la principale ragione del rilascio riguarda i motivi familiari (53,2%; nelle regioni Nord-occidentali il 43,9%; a livello nazionale il 39,3%), seguita da quella per lavoro (26,1%; 38% nel Nord-Ovest e 35,2% a livello nazionale) e quella relativa all'asilo (16,6%).
La contrazione dei cittadini stranieri residenti però, si riflette anche a livello scolastico, dove gli iscritti con cittadinanza straniera sono passati da 1.255 nell'a.s. 2016/2017 (fonte Miur), a 1.247 nell'a.s. 2017/2018, ossia il 6,8% della popolazione studentesca, a sua volta costituita da 18.204 alunni.
In particolare si evince che il calo è particolarmente evidente nelle scuole secondarie di I e II grado (483 nell'a.s. 2017/2018, 500 nell'anno precedente), mentre risulta leggermente in crescita tra il numero di inscritti nelle scuole dell'infanzia e della primaria.
Tra i gruppi nazionali si osserva che i marocchini sono i più numerosi (331), seguono i romeni (315 iscritti), gli albanesi (167) e i cinesi (78).
Nell'a.s. 2016/2017 inoltre, il 56,9% degli alunni stranieri (736 studenti), era nato in Italia, mentre nelle scuole secondarie di II grado gli iscritti con cittadinanza straniera risultavano essere 285 ( il 5,2% di tutti gli iscritti alle superiori).
Evidente inoltre in tale fenomeno la presenza di un forte squilibrio fra coloro i quali frequentavano i licei (il 30,5% a fronte di una media del 45,1%) e quelli invece iscritti ad una scuola professionale (31,2% contro il 23,9%) o ad un istituto tecnico (38,2% contro il 31%).
Si tratta di dati che confermano ancora attualmente, il rischio delle seconde generazioni di un'integrazione "verso il basso", ma anche per quanto concerne le scelte operate, a monte di un certo indirizzo di studio, le quali influenzeranno per sempre il destino lavorativo, sempre penalizzante, di questi giovani nuovi italiani.
Rispetto al tema dei minori stranieri non accompagnati invece (18.303 a livello nazionale), la Valle d'Aosta si colloca all'ultimo posto tra le regioni italiane per numero di presenze (4 nel 2017, 3 nel 2016, 5 nel 2015), con una sola struttura di accoglienza.
Si tratta di numeri veramente esigui nell'ambio dell'accoglienza, se pensiamo che in altre regioni altrettanto piccole, i numeri sono molto elevati come nel caso dell'Umbria che ne ha accolti 30, le province autonome di Trento e Bolzano 52 e 106 rispettivamente, il Molise (sempre più piccola regione) 120 e la Basilicata 231.
Al momento dell'entrata in vigore della legge n.47 del 7/04/2017 (cosìdetta legge Zampa), relativa alle misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati, la Valle d'Aosta era tra le regioni ancora prive di un Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza.
In seguito al fine di dare applicazione all'art.11 della legge, il quale stabilisce l'istituzione della figura del "tutor volontario per msna", la cui selezione viene proprio demandata al Garante regionale, la Regione ha siglato una Convenzione di cooperazione con il Consiglio regionale del Piemonte.
In conseguenza di tale cooperazione nei primi sei mesi del 2018, 11 valdostani si sono iscritti al percorso formativo propedeutico, mentre uno è stato nominato tutore.

(Fonte:Dossier Statistico Immigrazione 2018)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

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