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I contesti regionali. Il Sud. L'immigrazione in Molise: dati economici ed accoglienza (2 parte)

Dossier Statistico Immigrazione 2017: presentazione dei dati statistici nel Rapporto Immigrazione 2017 per il Molise.

23 agosto 2018

Inserimento occupazionale dei cittadini stranieri

In base ai dati emessi dall'Inail emerge che in Molise risultano assicurati all'Ente 8.849 cittadini nati all'estero (6.585 in provincia di Campobasso e 2.264 in provincia di Isernia).
Nello specifico si osserva che gli uomini rappresentano il 58,8% dei nati all'estero occupati in regione (5.207 unità), le donne il 41,2% (3.642 unità).
Tuttavia la percentuale di occupazione femminile risulta superiore a quella  relativa al Sud Italia, che si attesta al 38,7%, ma inferiore al dato percentuale nazionale, pari al 45%.
La maggior parte  degli occupati nati all'estero (46%) lavora nei servizi, mentre risulta minoritaria la percentuale di impiegati nell'industria (26,6%) e nell'agricoltura (18,1%).
Infine per quanto attiene il settore agricolo da notare che l'assenza di variazioni percentuali registrate, fa supporre di un'importante evasione in questo comparto, settore che registra la maggior parte di imprese attive sul territorio, un terzo del totale.
Per quanto concerne invece le dinamiche occupazionali si osserva che il numero dei nati all'estero il cui rapporto di lavoro è cessato, è superiore a quello degli assunti (-177), valore in aumento rispetto all'anno precedente.
I nuovi assunti invece trovano impiego soprattutto nel settore agricolo (40,4% del totale), un dato molto più elevato rispetto al Sud Italia (32,4%), a conferma del buon andamento del settore un dato estrapolato da Unioncamere Molise in crescita con 80 nuove imprese agricole nel 2016.
Mentre i nuovi assunti nel settore dei servizi è del 34,1% e residuale il dato relativo ai nuovi assunti nell'industria (7,8%).
 Per quanto riguarda le imprese a gestione immigrata, in regione la variazione percentuale tra il 2015 e il 2016 è pari al 2,5%: si conferma dunque la tendenza positiva dell'ultimo quinquennio, che vede un aumento percentuale complessivo del 12,2%.
Le imprese straniere  rappresentano il 5,9% del totale delle imprese attive nel territorio molisano e sono maggiormente concentrate in provincia di Campobasso.
Il 35,6% di queste imprese è a conduzione femminile, un dato in controtendenza sia rispetto alla percentuale relativa al Sud Italia (21,5%) che al dato nazionale (23,6%).

Accoglienza ed integrazione dei rifugiati e richiedenti asilo in regione

Negli ultimi anni la regione ha raggiunto la percentuale più elevata di accoglienza tra le regioni italiane, superiori all'1% rispetto alla popolazione residente.
Anche in questa regione purtroppo a seguito di orientamenti veicolati dai massa media, l'approccio dell'opinione pubblica è mutato, diventando più palpabile e diffuso il senso di disagio e moltiplicandosi le reazioni critiche degli amministratori locali.
I dati relativi al numero dei titolari di permessi di soggiorno a termine e dei richiedenti asilo  o titolari di una qualche forma di protezione per l'anno 2016 sono il 51,8% del totale.
Nella fattispecie il Molise è coinvolto nella gestione dell'emergenza con 15 progetti Sprar attivati nei comuni che ospitano 526 beneficiari, di cui 39 minori (dati Anci, aprile 2017).

Più complessa è invece la determinazione dei numeri dell' "accoglienza straordinaria" in strutture individuate dalle prefetture attraverso affidamento pubblico.
I numeri dell'accoglienza attraverso il sistema Sprar sono più alti rispetto a quelli di regioni più popolose, un dato che fa riflettere riguardo la volontà delle municipalità molisane di avviare percorsi di integrazione.
La crescita del numero dei centri di accoglienza dei progetti Sprar e parallelamente dei migranti in regione ha posto delle domande agli amministratori sul quali siano le giuste modalità di accoglienza, sull'impatto sociale di questa e sulla possibilità di integrazione.
A tal proposito nello specifico caso molisano si osserva che per diverse aree del paese, soprattutto per quelle interne, si sta affermando l'idea che l'integrazione e l'accoglienza possano portare sviluppo e risolvere alcune delle problematiche strutturali presenti, come lo spopolamento e l'invecchiamento della popolazione.
Ovviamente la composizione demografica della regione, il sistema economico e lo spopolamento sono problematiche "storiche", che necessitano di una strategia  volta al lungo periodo.
Non mancano però buone pratiche che uniscono i processi di sviluppo locale con l'accoglienza, un esempio in tal senso è quello rappresentato dal Comune di Castel Del Giudice, in provincia di Isernia, un esempio di buona pratica a  livello nazionale.
Questo comune è stato definito un modello di rinascita dei piccoli borghi, infatti il piccolo comune è noto per le numerose iniziative volte allo sviluppo della comunità, come ad esempio il recupero di Borgo Tufi attraverso l'iniziativa dell'albergo diffuso.
In tale contesto il progetto Sprar approvato nel maggio del 2017 si è rivolto a quattro giovani famiglie (14 persone), ospitate in quattro appartamenti dislocati nel paese.
Si è lavorato già prima del progetto attraverso un percorso di integrazione rivolto ad una conoscenza reciproca con gli abitanti di questo Comune.
Inoltre sono state realizzate delle attività come stage e tirocini formativi, rivolti proprio all'inclusione nel tessuto economico e nelle attività di sviluppo del territorio descritte, promuovendo la loro integrazione sul lungo periodo, che non considera i beneficiari dello Sprar come "ospiti" ma cittadini come portatori di valore aggiunto alla comunità.
Queste attività di tirocinio formativo sono svolte presso la Comunità Artemisia, nata con l'obiettivo di promuovere l'inclusione lavorativa sia dei giovani al di sotto dei 35 anni di età residenti a Castel Del Giudice, sia dei beneficiari del progetto Sprar.
Questa Comunità è la prima cooperativa di comunità agricola e le attività lavorative riguardano in primo luogo la lavorazione dei terreni incolti, che saranno adibiti alla coltivazione di frutti di bosco e di piante aromatiche e officinali.
E' stato allestito inoltre un laboratorio per la produzione di marmellate, composte e succhi di frutta ed una vecchia stalla è stata trasformata in fattoria didattica.
Ci si augura che anche altri comuni in regione seguano l'esempio di Castel Del Giudice, affinché  il Molise, per le sue caratteristiche strutturali, possa diventare un laboratorio di integrazione e co-sviluppo.

(Fonte:Dossier Statistico Immigrazione 2017)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

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