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I contesti regionali. il Sud. L’immigrazione in Campania: caratteristiche e dati demografici

Dossier Statistico Immigrazione 2017: presentazione dei dati statistici nel Rapporto Immigrazione 2017 per la Campania.

9 agosto 2018

L’immigrazione in Campania: caratteristiche e dati demografici

I residenti stranieri in Campania presenti a fine 2016 sono stati 243.694 e rappresentavano il 4,8% di tutti quelli regolarmente presenti in Italia, con un'incidenza del 4,2% sulla popolazione complessiva della regione (8,3% a livello nazionale).
Il 50,8% di essi risiede nella provincia di Napoli, il 21,7% nella provincia di Salerno, il 18,4% in quella di Caserta e infine solo il 5,6% e il 3,6% nelle province di Avellino e Benevento.
Per quanto riguarda poi la loro incidenza a livello provinciale tale possiede valori superiori nelle province di Caserta (4,9%) e Salerno (4,8%) rispetto alla provincia di Napoli.

Tra il 2015 e il 2016 vi è stato un incremento del numero di cittadini stranieri che sono passati da 232.214 residenti a 243.694 con un incremento di 11.480 persone, pari ad un aumento percentuale del 4,9%.
La crescita continua ad essere superiore alla media nazionale (+0,4%) e leggermente superiore a quella delle altre regioni del Sud (+4,4%).
Risultano nettamente superiori sia la differenza tra le iscrizioni anagrafiche da e per l'estero (+16.244 unità, le iscrizioni dall'estero rappresentano il 56,7% delle iscrizioni anagrafiche dell'anno), sia il saldo naturale (+2.094) ossia la differenza tra i nuovi nati (2.384) e i deceduti (290).
Per quanto concerne le acquisizioni di cittadinanza tali sono state 2.867, 237 in più rispetto al 2015; in regione dal 2008 al 2016 hanno acquisito la cittadinanza italiana 14.835 persone straniere.
La popolazione immigrata residente in regione è prevalentemente giovane, infatti l'82% di essi ha un'età compresa fra i 18 e i 64 anni, con una maggiore concentrazione nelle classi di età comprese fra i 30 e i 44 anni (37,6%), seguita da quelle nelle fasce comprese tra i 45 e i 64 (27,2%) e infine quelle comprese tra i 18 e i 29 anni d'età (17,2%).
I minori sono 37.050 (+1.907), il 15,2% del totale (20,6% in Italia), mentre gli ultra 65 enni (6.680) continuano ad incidere ma in misura più contenuta (2,7%).
Per quanto attiene la distribuzione in base alle aree di provenienza si osserva che l'Europa risulta essere al primo posto per numero di residenti (sono 122.037, di cui 57.795 provenienti dall'Europa centro-orientale e 64.010 provenienti da un paese comunitario).
A seguire troviamo collocati l'Asia (59.730), l'Africa (51.800), l'America (10.004) e l'Oceania (97).
I primi dieci gruppi nazionali maggiormente rappresentativi sono gli ucraini, che si confermano al primo posto con 42.845 residenti, i romeni (41.235), i marocchini (20.829), gli srilankesi (16.571), i cinesi (13.996), seguiti dai polacchi (9.740), i bangladesi (8.223), gli indiani (7.631), i bulgari (7.414) e gli albanesi (6.805).
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale di questi gruppi nazionali si ne emerge l'aspetto collegato alla concentrazione a seconda delle provenienze di essi, all'interno di determinati contesti territoriali.
Nella fattispecie si osserva che nella provincia di Napoli si concentra maggiormente la presenza asiatica, mentre nelle altre province la presenza africana e quella europea.
Ancora più in dettaglio si osserva che tra gli asiatici vi è la concentrazione di alcune specifiche nazionalità tra le quali la srilankese, la cinese, la bangladese, la pakistana e quella filippina, che da sole rappresentano più del 90% della presenza asiatica in provincia.
Mentre per quanto riguarda gli africani questi sono maggiormente concentrati nella provincia di Caserta (29,8%) ed un peso più contenuto a nel capoluogo campano (16,7%).
Se andiamo ad analizzare nei singoli casi relativi ad ogni collettività emerge che la quasi totalità degli srilankesi (96,1%), dei cinesi (79,8%) e oltre la metà degli ucraini (53,8%) risiede proprio nella provincia di Napoli, mentre nella provincia di Salerno si concentra il 45,3% dei marocchini ed il 38,2% dei romeni.
Dal punto di vista della ripartizione per generi si osserva che le donne immigrate sul territorio campano sono 125.645 e rappresentano circa la metà dei residenti stranieri.
La loro presenza pur continuando ad aumentare in termini assoluti, diminuisce però in termini d'incidenza, infatti erano il 52,7% dei migranti nel 2015 (-1,6% rispetto al 2014), mentre sono passate al 51,6% nel 2016 (-1,1% rispetto al 2015).
Tale riduzione della componente femminile è soprattutto evidente nelle province di Avellino e Benevento, quelle stesse che in passato invece, registravano valori alti nelle presenza di donne straniere.

Tra le collettività emerge inoltre che, la presenza femminile varia a seconda delle diverse tradizioni, delle catene migratorie e dei ruoli rivestiti dalla donna a seconda dei diversi contesti culturali.
A tal proposito infatti si osserva che tra i marocchini le donne rappresentano il 30,8% del totale, tra i cinesi il 44,9%, tra gli srilankesi il 46,7%, tra i romeni il 58,3% e tra gli ucraini il 75,1%.
A livello continentale l'incidenza della componente femminile è superiore tra i residenti stranieri che provengono dall'America (69,7%) e dall'Europa (67,1%), soprattutto se provenienti dall'Asia (38,1%) e dall'Africa (26,8%).
Andando al dettaglio sub continentale ne emerge un quadro più eterogeneo infatti si osserva che l'incidenza delle donne sul totale dei residenti africani aumenta quando provenienti dall'Africa centrale (39,3%) e dall'Africa orientale (56%), con valori che superano il 60%, il 70% e l'80% in alcuni gruppi nazionali (Eritrea, Etiopia, Kenya e il Gabon con oltre il 60% delle presenze femminili; Seychelles, Mozambico e Mauritius con oltre il 70%, infine Zambia con l'85,7%).
Quella delle donne sul totale degli asiatici invece, aumenta quando provenienti dall'Asia orientale (51,1%) e dall'Asia occidentale (67,9%).
Per quanto attiene la distribuzione femminile per fasce d'età si osserva che il 68,1% di esse (85.625) presenti sul territorio campano è concentrato nelle fasce d'età 30-44 anni e 45-64 anni, un dato indicatore del flusso per lavoro di un ampio gruppo di donne immigrate inserite nel settore dei servizi domestici e di cura alle famiglie.

I permessi di soggiorno

In base ai dati emessi dal Ministero dell'Interno a fine 2016 i titolari di permesso di soggiorno sono stati 166.994, dei quali 88.667 lungo soggiornanti (il 53,1%) e 78.327 (il 46,9%) con un permesso di soggiorno a termine.
Sulla base dei permessi di soggiorno la ripartizione di genere vede una prevalenza di uomini (il 51,6%) rispetto alle donne (48,4%).
Il 49,9% di questi sono stati rilasciati per motivi di lavoro, il 25,9% per motivi familiari, il 16,4% per motivi umanitari e di asilo e il 7,7% per altri motivi.
In particolare si evince che nel 2016 i permessi rilasciati per motivi umanitari e di asilo ( il 50,6% di cui circa nove su dieci per richiesta di asilo) hanno prevalso su quelli familiari (il 34,8%) e di lavoro (l'1,7%).
I permessi rilasciati per la prima volta per motivi umanitari e d'asilo hanno registrato poi un incremento di oltre il 50% in un anno.

In modo particolare nelle province di Avellino e Benevento la quota di questi permessi si pone molto al di sopra del dato medio regionale, raggiungendo rispettivamente l'86,6% e il 77,9% del totale, in quelle di Napoli e Caserta la quota è invece del 46% circa e a Salerno del 24%.
A tal proposito ricordiamo che a fine marzo del 2017 la Campania si poneva al secondo posto in Italia tra le regioni  per maggiore numero di migranti accolti (15.130, il 9% del totale nazionale), preceduta solo dalla Lombardia.
Sempre nello stesso periodo sono state 13.749 le strutture temporanee presenti a livello regionale e 1.381 i migranti inseriti nel sistema Sprar (dato aggiornato al 13/03/2017).
Infine sempre a fine marzo del 2017 in regione erano disponibili 1.731 posti nella rete Sprar, di cui 79 riservati a minori non accompagnati, dislocati nelle cinque province su 43 progetti
gestiti prevalentemente dai Comuni (ad eccezione di 200 posti ordinari gestiti dalla provincia di Caserta), 39 ordinari e 4 per minori non accompagnati.

Immigrazione e occupazione

In base ai dati forniti dagli archivi dell'Inail i cittadini nati all'estero che risultano occupati a fine 2016 sono 127.819, di cui 79.534 maschi e 48.285 femmine (inclusi anche gli italiani nati all'estero e rimpatriati e i cittadini stranieri che hanno in seguito acquisito la cittadinanza italiana).
Nel corso del 2016 sono stati assunti circa 60 mila nati all'estero (il 47% di quanti sono risultati occupati alla fine dello stesso anno), 11.599 dei quali al loro primo impiego in Italia (nuovi assunti).
Le assunzioni sono avvenute soprattutto nel settore dei servizi (51,5% gli assunti e 55,7% i nuovi assunti), seguito dall'agricoltura (20,2% e 15,1%) e dall'industria (16,5% e 15,1%); infine nell'11,8% dei casi (il 12% nel caso dei nuovi  assunti) il settore non risulta attribuito, ma spesso corrisponde con quello agricolo o con l'assistenza familiare.

Per quanto riguarda le aree di provenienza si osserva che oltre la metà dei lavoratori immigrati (55,2%) è nato in Europa, un quinto in Asia (20,6%), circa il 15% in Africa e poco più del 7,4% in America.
I nati in Romania restano i più numerosi (21.150, il 16,5% del totale), seguiti dai nati in Ucraina (11,4%), in Marocco (7%), in Bangladesh (5%), Cina (4,4%), SriLanka, India, Albania, Polonia (tutti intorno al 3%) e Bulgaria (2,4%).
Interessante anche il dato relativo alla presenza di oltre il 10% di nati all'estero occupati in Campania proveniente dalla Germania e dalla Svizzera: si tratta in tal caso di figli di emigrati italiani che sono rimpatriati in regione al seguito dei genitori o che hanno deciso di farlo successivamente.
La percentuale di incidenza dei lavoratori tedeschi e svizzeri sono particolarmente  elevate nelle province di Avellino (9% dei tedeschi di origine italiana rimpatriati per motivi lavorativi), Salerno (7,3%) e Benevento (7%) storici territori dell'emigrazione campana; gli svizzeri raggiungono  incidenze pari al 16,9% in provincia di Benevento e del 20,8% in quella di Avellino.
Per quanto concerne le nuove assunzioni si osserva che queste hanno riguardato soprattutto alcune collettività a cominciare da quella romena (per il 22,5% dei nati all'estero assunti in regione, il 32,9% di quelli assunti in provincia di Benevento), 5.863 marocchini (il 9,8% a livello regionale e il 21,2%), 4.949 ucraini (l'8,2%), 4.344 bangladesi (il 7,2% a livello regionale e il 14,5% in provincia di Napoli) e 2.792 indiani (il 4,6% e il 9,7% in provincia di Caserta).
Dal punto di vista dell'inserimento occupazionale si osserva che oltre la metà dei nati all'estero occupati in regione (58,6%) viene assorbito dal settore terziario.
La loro quota pari quasi a quella nazionale (58,4%), aumenta in provincia di Napoli fino a raggiungere il 68,9%.
Il settore industriale rappresenta il secondo settore d'impiego (il 22,6% in linea col dato nazionale), soprattutto nel beneventano i cui valori risultano essere più elevati (34,4%) e nell'avellinese (il 37,3%).
Nel settore agricolo lavora invece l'11,5% degli occupati immigrati, una percentuale che aumenta soprattutto in quei territori ove tale settore risulta particolarmente sviluppato come nelle province di Salerno e di Caserta dove raggiunge il 21%.
Il restante 7,3% attiene invece agli occupati con settore non attribuito.
Per quanto concerne invece la loro presenza all'interno delle imprese si osserva che l'80% di essi trova impiego all'interno di micro imprese, (fino a nove addetti), il cui dato arriva all'85,3% in provincia di Caserta, il 12% in piccole imprese (fino a 49 dipendenti), il 3,8% nelle medie imprese (fino a 249 addetti) e il 4,2% nelle grandi aziende (oltre 250 addetti).
A fine anno il saldo occupazionale, ossia la differenza tra persone fisiche assunte durante l'anno (60.127) e quelle il cui lavoro è cessato (59.312) si è presentato in positivo (+815).
Per quanto attiene poi i macro settori di riferimento ne emerge un risultato positivo registrato non solo per il settore agricolo (+232) ma anche per gli impieghi con settore non attribuito (+2.400), mentre quelli che restano con valori in negativo sono i saldi riferiti al settore dell'industria (-1.001) ed in quello dei servizi (-816).
In riferimento alla dimensione aziendale invece si osservano che i saldi occupazionali continuano a presentare un trend positivo per le micro imprese (+1.081) e meno per quelle grandi (+64).
Risultano in negativo invece, per le imprese piccole e di medie dimensioni (rispettivamente -252 e -78); nello specifico della ripartizione in base al genere il saldo continua ad essere positivo per l'occupazione maschile (+1.142) mentre è negativo per quella femminile (-327).
In tale contesto risulta importante aggiungere inoltre che, le donne rappresentano il 37,8% di tutti gli occupati stranieri presenti in questa regione (il 45% in Italia), con le province di Avellino e Benevento al di sopra della media (rispettivamente del 42,6% la prima e del 41,5% la seconda) e quella di Napoli che registra invece la quota più bassa di partecipazione femminile al mondo del lavoro (36,2%).

L'imprenditoria straniera

Per quanto concerne l'auto imprenditorialità straniera si osserva che le imprese a gestione immigrata rappresentano il 7,2% del tessuto produttivo regionale (9,4% il dato nazionale).
Dai dati estrapolati dagli archivi camerali della regione si contano 41.464 imprese immigrate, di cui quasi la metà risulta attiva nella provincia di Napoli (49,8%).
Le restanti sono ripartite fra le province di Caserta (22,1%) e di Salerno (18,1%) e in misura minore fra quelle di Avellino (6,2%) e Benevento (3,7%).
Nel 7% dei casi si tratta di imprese artigianali, con una specificità nelle province di Avellino (19,7%) e Benevento (18,7%).

Al contrario come riscontrato nella maggior parte dei contesti regionali, anche per la Campania la crescita delle realtà imprenditoriali autoctone rimane modesta (+1,2%), a fronte delle attività imprenditoriali straniere che continuano a crescere, essendo aumentate anche nel 2016 (+9,9%), anche se in misura minore rispetto all'anno precedente (+12,8).
Infine in linea con il dato nazionale si osserva che il 23,5% delle aziende a gestione immigrata sono condotte da donne, una quota particolarmente spiccata in provincia di Avellino (35,4%), di Benevento (46,6%) e di Caserta (26,9).

Partecipazione sociale e l'importanza della rappresentanza

Di fronte ad un regime di cittadinanza spesso preclusa all'accesso dei migranti, per quanto attiene la  sfera dei diritti politici, spesso la realtà associativa migrante e autoctona pro immigrati rappresenta un'alternativa all'esclusione, uno strumento democratico partecipativo, il segno di un riconoscimento della valenza della presenza straniera e di una sua possibile integrazione.
Così di fronte alle numerose richieste di partecipazione da parte dei migranti alla sfera pubblica, l'associazionismo autoctono a favore delle persone straniere, affiancato a quello svolto dagli stessi migranti svolge un ruolo importante di aiuto e sostegno.
Nella fattispecie si osserva come negli ultimi anni per quel che riguarda il tema del fenomeno migratorio gestito a livello locale sono attivi nel territorio dei nuovi attori sociali i quali hanno intrapreso un'azione di rivendicazione dei diritti per i migranti e di advocacy a loro sostegno.
Si tratta nel caso specifico, di alcune organizzazioni autonome e di costruzione dal basso di percorsi di mobilitazione e partecipazione politica allargata, fortemente radicata nel territorio, soprattutto maturate in contesti metropolitani come quello di Napoli.
In tale contesto si parte dall'occupazione di alcuni spazi abbandonati e in stato di degrado, "liberati" e restituiti alla cittadinanza per la libera fruizione di tutti.
In particolare sette di questi immobili di proprietà comunale, occupati da cittadini e associazioni, sono stati riconosciuti come "beni comuni emergenti e percepiti dalla cittadinanza quali ambienti di sviluppo civico".
Gli immobili in questione sono di origine pubblica che i residenti hanno trasformato da luoghi inagibili e fatiscenti, in luoghi capaci di sviluppare capitale sociale e relazionale, grazie all'uso collettivo con valore di beni comuni.
Si tratta di spazi molto diversi fra loro sia dal punto di vista della loro origine che per la loro storia, ma con un elemento in comune tra loro, ossia il fatto che in essi sono stati avviati percorsi di partecipazione democratica.
In alcuni di questi spazi sono stati attivati servizi di sostegno ai migranti, in forma totalmente gratuita e senza alcuna differenza o barriera d'accesso.

Uno di questi è l'ex Opg "Je so' Pazzo" in cui sono state attivate una serie di attività a favore dei migranti, gratuite e senza la richiesta dei documenti per la fruizione.
Attività come una scuola di italiano, uno sportello di supporto per i cittadini stranieri, per il disbrigo di pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno, di ricongiungimento familiare, di conversione di un permesso di soggiorno in scadenza; uno sportello medico popolare, per visite di medicina generale, per l'aiuto nell'accesso e nell'orientamento nei servizi offerti dalle strutture pubbliche ospedaliere.
Svolge inoltre attività di controllo dei Centri di accoglienza straordinaria (Cas), per verificare il reale stato delle strutture e le condizioni nelle quali i migranti vengono ospitati; se dai controlli emerge una irregolarità, tale viene poi denunciata fornendo aiuto e assistenza a chi si trova in queste strutture.

(Fonte:Dossier Statistico Immigrazione 2017)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

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