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I contesti regionali. Il Centro. L’immigrazione in Umbria (2a parte)

Dossier Statistico Immigrazione 2017: presentazione dei dati statistici nel Rapporto Immigrazione 2017 per l’Umbria.

2 agosto 2018

L’accoglienza per i richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale

L’accoglienza realizzata in Umbria verso i richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale si svolge attraverso l’applicazione di un “modello diffuso di accoglienza”, che in regione si considera possa essere la modalità più appropriata, contenendo il giusto equilibrio per un progetto di convivenza sostenibile.
Si tratta di un modello efficace in quanto ha come scopo prioritario quello di inserire nel tessuto sociale le persone nel vissuto quotidiano, di costruire con loro una relazione umana di conoscenza, di coinvolgimento nella cultura e nelle regole del nostro paese e di valorizzare i loro talenti anche attraverso lo svolgimento di lavori utili per la comunità.
In base ai dati più recenti sull’accoglienza dei migranti in Umbria (marzo 2017), si osserva che sono in tutto 3.027 le presenze ossia il 2% del totale nazionale.
Di essi solo 423 sono accolti in progetti Sprar, attivando per la maggiore il sistema di accoglienza presso centri Cas (Centri di accoglienza straordinaria), una modalità divenuta ormai primaria per l’inserimento dei richiedenti asilo anche nel contesto dell’accoglienza umbra.
Per quanto attiene invece l’accoglienza ordinaria questa riesce ad assorbire solo il 14% della domanda, tra prima e seconda accoglienza.
I comuni umbri coinvolti nel sistema di accoglienza sono ancora pochi: l’accoglienza straordinaria (Cas) in provincia di Perugia vede 32 comuni su 59, mentre in provincia di Terni sono 16 comuni su 33 (dati al gennaio 2017).
Anche se in tale scenario qualcosa si sta muovendo, poiché se osserviamo i dati numerici emerge che il numero di posti disponibili e di beneficiari del programma Sprar sia in crescita, con dei ritmi che appaiono tuttavia, troppo lenti rispetto alla domanda proveniente dai tanti richiedenti asilo che giungono sul nostro territorio.
Cosi’ dal 2014 ad oggi nuovi Comuni hanno aderito alla rete Sprar attivando progetti di accoglienza: dai soli 7 progetti del 2014 a 15 progetti e 11 comuni coinvolti, di cui solo 3 sono progetti rivolti a minori stranieri non accompagnati.
Un numero di centri Sprar ancora insufficiente a coprire la quota di migranti assegnata all’Umbria (1,8%),  anche se il sistema Sprar è riconosciuto da tutti come una buona pratica, garantendo un coordinamento proficuo tra Stato centrale e Enti locali, pone attenzione alla distribuzione territoriale dei migranti, garantisce un supporto all’inserimento sociale molto importante per prevenire i conflitti con la popolazione locale.
Il sistema Sprar inoltre si prende cura anche di categorie vulnerabili con servizi dedicati, garantisce un accompagnamento di qualità per l’integrazione e l’inclusione sociale ed economica e previene situazioni di conflitto con la popolazione locale.
 
Occupazione e impresa
In base ai dati Inail nel 2016 gli occupati nati all’estero sono risultati 44.933, di questi il 22,7% sono provenienti dalla Romania, il 14,2% dall’Albania e il 7,8% dal Marocco, mentre il 16,8% quelli di nascita estera i lavoratori occupati in regione.
Le assunzioni nell’anno sono state 16.003 di cui 2.353 per la prima volta in Italia (nuovi assunti).
Mentre le cessazioni (ossia le persone il cui rapporto di lavoro è cessato) sono risultate 17.009, determinando un saldo occupazionale negativo pari a 1.006 unità.

Il 57,7% dei lavoratori nati all’estero occupati in regione sono maschi, mentre per quanto riguarda i settori economici si osserva che il 12,2% di essi è impiegato in agricoltura, il 32,7% nell’industria e il 48,5% nei servizi.
Nella fattispecie è il settore dei servizi quello a registrare il dato peggiore (-10%), rispetto a quello dell’industria  di quasi 10 punti in più e anche quello relativo all’agricoltura è sopra la media italiana di 4,2 punti percentuali.

La stragrande maggioranza  degli occupati nati all’estero è impiegata in micro imprese sotto i dieci dipendenti per il 73,7%, un dato in linea con quello nazionale.
Infine per quanto riguarda i dati sull’imprenditoria straniera si osserva che in base ai dati camerali del 2016 le imprese straniere in Umbria sono 8.277 ossia l’8,7% del totale delle imprese presenti in regione, un dato inferiore alla media che si registra nel resto del paese (9,4%).
Anche in questa regione infine, le imprese immigrate sono aumentate del 2,3% un dato però inferiore alla media nazionale (3,7%).

Anche in tal caso le imprese a gestione straniera hanno comunque conosciuto un aumento più netto rispetto a quelle italiane che sono cresciute solo dello 0,2%.

(Fonte:Dossier Statistico Immigrazione 2017)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

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