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I contesti regionali. Il Centro. L’immigrazione in Umbria (1a parte)

Dossier Statistico Immigrazione 2017: presentazione dei dati statistici nel Rapporto Immigrazione 2017 per l’Umbria.

31 luglio 2018

L’integrazione in Umbria

L’Umbria  è una regione con una forte tradizione solidaristica, ove la vivacità della società civile e del Terzo settore, la “presenza” delle istituzioni pubbliche locali, hanno dato vita ad un modello di accoglienza diffusa che ha retto allo stress dei nuovi e continui arrivi.
Tale impegno collettivo fondato sulla sussidiarietà e sul rispetto della diversità ha reso il terreno più fertile alla mescolanza delle varie culture, rendendola un’opportunità anziché un problema.
Infine i fondi europei hanno ulteriormente contribuito a rendere possibile un modello molto innovativo, ricco di sperimentazioni.

La presenza immigrata in regione

In base ai dati Istat la presenza dei migranti in Umbria ha fatto registrare per il terzo anno consecutivo una diminuzione (-1%).
Il totale degli stranieri residenti è sceso a 95.935 rispetto ai 96.875 dell’anno precedente (-940), rappresentando nel 2016 il 10,8% di tutti i residenti in regione.
L’Umbria ad ogni modo continua ad essere una regione con un’incidenza di migranti superiore alla media nazionale (8,3%) e a quella del Centro Italia (10,7%).
Anche in questa regione si assiste ad una diminuzione del numero dei residenti stranieri dovuta principalmente al processo di acquisizione della cittadinanza italiana avviata da molti di essi (+3.888), aumentate del 4,5% rispetto all’anno passato.
Ciò conferma come l’immigrazione in Umbria sia ormai da tempo, un fenomeno strutturale.
Per quanto attiene il saldo migratorio si osserva che sebbene la regione sia ancora attrattiva per i nuovi migranti che giungono in Italia (3.730 iscritti dall’estero,  contro 1.022 cancellati verso l’estero), ha perso la sua capacità catalizzatrice nei confronti delle altre regioni italiane:infatti il saldo migratorio interno è negativo (-282).
In breve: sono più i cittadini stranieri che dall’Umbria decidono di spostarsi in altre regioni italiane che non quelli che compiono il percorso inverso.
Altro aspetto quello collegato al tasso di natalità (11,2%) che anche in questo caso è più basso rispetto a quello delle regioni del Centro (12,1%) e a quello nazionale (13,8%) e i nuovi nati di cittadinanza straniera (1.075) sono in lieve calo rispetto al 2015.
L’intersecarsi tra crisi economica locale e diminuzione delle nascite dimostra che vi è un legame tra i due fenomeni, mentre la dinamica migratoria dimostra come questa regione sia accogliente ma contemporaneamente quanto la situazione economica locale colpisca soprattutto le fasce più deboli e vulnerabili della popolazione.
Per quanto concerne i paesi di provenienza in Umbria prevale la comunità romena (26.216 residenti), seguita dall’Albania (13.924) e dal Marocco (9.515).
Completano le prime dieci posizioni della graduatoria i cittadini provenienti da Ucraina (4.918), Macedonia (3.936), Ecuador (3.187), Moldavia (2.720), Cina (2.568), Polonia (2.304) e Filippine (1.859).
Il 67,7% dei 60.829 stranieri non comunitari presenti in Umbria sono titolari di un permesso di soggiorno di lungo periodo (41.181).
Il 10,6% dei permessi a termine è per protezione internazionale, mentre il 33,7% per lavoro, infine con percentuali superiori alla media nazionale riconfermando così il lungo processo di stabilizzazione della presenza straniera in regione, il 46,6% dei permessi a termine è costituito da motivi legati alla famiglia (media nazionale 39,4%) e il 6,3% da motivi di studio (Italia 3,4%).
Il 22,3% dei titolari di un  permesso di soggiorno sono minorenni; il 49,2% sono nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 44 anni; il 23,7% tra i 45 e i 64 anni e infine, solo il 4,8% è rappresentato da ultra sessantacinquenni.
Il 41,4% dei titolari di un permesso di soggiorno sono giovani sotto i 30, molti dei quali nati in Italia, figli del “ricongiungimento”, protagonisti di percorsi di vita spesso complessi che rappresentano quella seconda generazione “ponte”, che sta costruendo il passaggio tra primo-migranti e le generazioni successive.
E’ dunque opportuno creare strategie d’inclusione, incoraggiare l’appartenenza e la convivenza tra i due mondi, capaci di elaborare progetti di vita dinamici e in larga misura autonomi rispetto all’appartenenza originaria.
Si tratta di giovani che spesso hanno sperimentato su di sé  il peso del retroterra familiare, le differenze di genere, a volte il disagio nell’esperienza scolastica, ma anche il difficile percorso di costruzione dell’identità nella società ospitante.
Risulta doveroso quindi riconoscere a questi giovani una piena cittadinanza, per un arricchimento reciproco e di convivenza civile.
Non a caso l’Umbria ha dato un segnale concreto con l’approvazione della legge regionale 1/2016 sulle politiche giovanili, con la quale è stato esteso ai sedicenni e agli stranieri il diritto di voto ai referendum consultivi regionali, nonché il diritto di promuovere petizioni e di prendere parte alle consultazioni.
Questo panorama così complesso ha prodotto nuovi bisogni ai quali la regione ha cercato di rispondere attraverso l’impegno delle istituzioni pubbliche, degli enti del Terzo settore e della società civile, attraverso un approccio multiforme e multidimensionale, in diversi ambiti di intervento.
A tal proposito grazie alla disponibilità dei fondi europei (Fami) e mediante il coinvolgimento in partenariato diretto delle istituzioni scolastiche, dei comuni, degli organismi del  privato sociale e dell’associazionismo, sono stati attivati dalla Regione Umbria progetti e interventi per la qualificazione e l’aggiornamento degli operatori dei servizi pubblici; per il rafforzamento della formazione linguistica e civica dei cittadini adulti migranti; per il contrasto ai fenomeni di razzismo e di xenofobia ma anche per la promozione della partecipazione attiva dei migranti, attraverso la valorizzazione dell’associazionismo, per favorire l’integrazione e rimuovere le discriminazioni e ogni forma di sfruttamento e infine per il contrasto delle rappresentazioni strumentali a favore di un’informazione corretta e consapevole sull’immigrazione.

(Fonte:Dossier Statistico Immigrazione 2017)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

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