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I contesti regionali: la Calabria

Dossier Statistico Immigrazione 2016: “Analisi dei contesti regionali italiani”, i trend economici, occupazionali e socio-culturali collegati al fenomeno migratorio in Calabria.

19 settembre 2017

LA CALABRIA

I cittadini stranieri residenti al 1° gennaio 2016 in Calabria sono stati 97 mila e hanno rappresentato il 4,9% dell’intera popolazione residente.
Tra il 2014 e il 2015 sono aumentati del 6,1% (passando da 91.354 a 96.889) un incremento superiore alla media nazionale (0,2%).
Tale aumento è dovuto a due fattori dipendenti dall’andamento demografico in regione, vale a dire il tasso di crescita naturale pari al 9,6‰ e al tasso migratorio con l’estero pari all’82,8‰.
Le maggiori concentrazioni di migranti sono  nelle province di Cosenza (31.790), Reggio Calabria (30.257) e Catanzaro (17.163), mentre in numeri ridotti a Crotone (10.356) e Vibo Valentia (7.323).
L’incidenza femminile sul complesso della popolazione straniera residente è pari al 54,4% con una spiccata presenza in provincia di Cosenza (54,4%) e Vibo Valentia (53,8%).
Per quanto attiene invece la presenza straniera suddivisa per fasce d’età si osserva che i giovani di età compresa tra 0 e 14 anni erano al 1° gennaio 2016 il 14,8% della popolazione straniera residente in Calabria, e dal 2006  al 2015 sono aumentati in termini assoluti di 9.720 unità, registrando un tasso di crescita pari a 35,8‰.
Al contrario la popolazione di giovanissimi italiani nello periodo storico preso a riferimento (2006-2015) sono diminuiti di 44.227 unità.
Questo fenomeno  è stato implicato al decremento delle nascite che si sta verificando tutt’ora in questa regione, infatti al 1° gennaio 2006 il tasso di natalità era pari a 9,2‰, mentre al 1° gennaio 2016 era diminuito all’8.3‰ (dati Istat).
Proseguendo nell’analisi si osserva che oltre il 70% dei residenti stranieri ha un’età inferiore ai 44 anni (solo il 51% della popolazione italiana si colloca all’interno di questa fascia d’età).
Gli ultra 65 enni stranieri (2.532) rimangono invece una quota molto ridotta (2,6%),al contrario di quanto avviene in regione per la popolazione autoctona in cui l’indice di vecchiaia è aumentato passando dal 103,6% (2002) al 150,8% (2015).
Per quanto attiene la suddivisione dei residenti stranieri per aree di provenienza sono Europa, Africa e Asia i principali tre continenti a rappresentare i principali paesi d’origine.
All’interno di essi i paesi di provenienza maggioritari ancora una volta risultano essere la Romania con 33.137 residenti, il Marocco (la più antica collettività d’insediamento in Calabria) con 14.058, l’Ucraina con 6.458, la Bulgaria con 6.274 e l’India con 4.315.
Per quanto riguarda l’emissione dei permessi di soggiorno al 31 dicembre 2015 i titolari di permesso di soggiorno sono stati circa 51  mila (dati Ministero dell’Interno) dei quali oltre la metà in possesso di un permesso a lungo termine (57,9% dei permessi Ce per lungo soggiornanti rispetto alla media nazionale del 38% circa).
Di questi il picco massimo è nel crotonese 879,1%) e uno minimo nella provincia di Cosenza (38,2%).

La religione praticata
Sul versante religioso si osserva che tra gli stranieri residenti in Calabria la fede maggiormente professata è quella cristiana per il 61,2% del totale; tra questi gli ortodossi (42,4%) prevalgono sui cattolici (13,7%) e sui protestanti (4%) e gli  altri cristiani (1,2%).
Mentre i musulmani rappresentano il 28,2% del totale, con un lieve incremento dell’1% rispetto all’anno precedente.

Denunce penali
In base al rapporto stilato dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria al 31 dicembre 2014 i detenuti complessivamente presenti all’interno delle strutture carcerarie calabresi sono stati complessivamente 39.989 di cui appena il 15,7% sono stati stranieri (media nazionale del 31,4%).

Occupati stranieri e mercato del lavoro
Così come per molte regioni italiana anche questa regione ha registrato una leggera ripresa economica, in seguito alla lunga recessione avvenuta tra il 2007 e il 2013.
I settori in ripresa dal 2015 sono stati il commercio che ha beneficiato della ripresa dei consumi delle famiglie e il turismo con un moderato incremento delle presenze; per quanto riguarda invece il settore dei trasporti prosegue ancora il declino dei traffici a Gioia Tauro.
Altro settore incoraggiante per quanto attiene la sua ripresa è quello del terziario innovativo, affiancato ad un’attività industriale che al contrario ha ristagnato.
La domanda estera di prodotti calabresi è salita, il settore delle costruzioni precedentemente in calo  ha ripreso la sua risalita e anche l’agricoltura è ritornata a crescere.

Lavoro dipendente
In base ai dati forniti dall’archivio dell’Inail gli occupati stranieri nel 2105 sono stati 56.483 in crescita rispetto all’anno precedente di circa 600 unità.
Anche il saldo tra assunzioni e cessazioni (ossia la differenza tra le persone assunte durante l’anno e quelle il cui lavoro è cessato), risulta in lieve aumento, mostrando che lungo un anno è stata maggiore la quota di manodopera immigrata assorbita dal mercato occupazionale, che quelli espulsi.
Per quanto attiene invece le lavoratrici, esse rappresentano il 42,8% degli stranieri occupati in regione (45,9% in Italia), in modo particolare presenti in provincia di Vibo Valentia ove si registra la quota più elevata (50,5%), mentre a Crotone quella più bassa (42,2%).
Dal punto di vista delle aree di provenienza si osserva che, il 70,5% dei lavoratori stranieri sono nati in Europa (di cui il 61,1% in uno dei nuovi 13 paesi Ue), il 12,5% in Africa (di cui il 60,5% proveniente dall’Africa settentrionale), il 9,5% in Asia (di cui il 64,6% originario dell’area centro-meridionale), il 5,9% in America e lo 0,8% in Oceania.
Di questi la nazionalità predominante ancora una volta si conferma quella romena, la più numerosa, con 17.868 occupati, circa un terzo del totale,seguiti dai seguenti paesi: Germania (4.879 occupati, per la quasi totalità nati in quel paese), Bulgaria (4.305), Marocco (3.470), Svizzera (2.725 anche questi nati quasi totalmente in questo paese), Ucraina (2.566) e India (2.241).
Nel corso del 2015 sono stati assunti 35.912 lavoratori stranieri in totale e hanno interessato soprattutto la manodopera maschile (il 58,1%) andando ad interessare il settore dei servizi (40,6%), seguito da quello agricolo (35,1%) e da quello industriale (12,1%).
In tale contesto però va considerato che il 12,2% delle assunzioni viene inserito nella voce “settore non attribuito”, il quale spesso coincide con quello agricolo o dell’assistenza familiare.
I lavoratori immigrati rivestono per la maggior parte delle loro attività lavorative il settore dei servizi (50% dei nati all’estero), segue l’agricoltura come secondo settore d’impiego (24,4%, superiore alla media nazionale dell’8,5%), con un’incidenza maggiore nel cosentino (26,9%).
A seguire nell’analisi troviamo l’industria la quale occupa il terzo posto (16,7%), mentre resta il 9,8% degli occupati per cui il settore sembra non attribuito, ma che come già precedentemente accennato, si possono collocare tra il primo settore  e l’assistenza familiare.
Per quanto attiene invece la loro collocazione all’interno delle diverse categorie industriali si osserva che, l’86,9% di essi è inserito all’interno di micro imprese con un massimo di nove addetti, l’8,4% in piccole imprese da massimo 49 addetti, il 2,4% nelle medie imprese (fino a 249 addetti) e il 2,3% nelle grandi aziende (almeno 250 addetti).

Imprenditoria immigrata
Per quanto concerne invece l’aspetto collegato alla gestione di imprese da parte di titolari nati all’estero, ne emerge che le imprese registrate negli elenchi camerali della Regione Calabria a fine 2015 sono state 13.758, vale a dire il 7,6% del tessuto produttivo regionale.
Queste imprese sono soprattutto concentrate in provincia di Cosenza (31,8%) e nella provincia di Reggio Calabria (31,5%), infine un quarto degli imprenditori immigrati sono costituiti da donne (25,6%).

Invio di denaro all’estero
Nel 2015 l’invio di rimesse da parte di cittadini stranieri dalla Calabria verso i loro paesi di origine è stata di 95.141 mila euro, un volume in uscita in aumento già dal 2012.
Tale aumento ha interessato soprattutto la provincia di Catanzaro (+1.337 mila euro9 e la provincia di Cosenza (+1.125 mila euro).

Pensioni per i migranti
I beneficiari non comunitari i quali hanno usufruito di pensioni previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti in Calabria sono risultati 375 nel 2015 e negli ultimi tre anni sono aumentati di 63 nuove unità.
In realtà però così come avviene in molti altri contesti regionali l’incidenza dei titolari non comunitari 8per l’81,9% dei casi donne), sul totale delle pensioni erogate è stata minima (0,1%).
Dal punto di vista invece dell’erogazione di pensioni assistenziali (non su base contributiva), i beneficiari i quali ne hanno usufruito sono stati 875 nel 2015, in aumento rispetto ai due anni precedenti (+248), ma la loro incidenza è risultata essere ancora esigua (in prevalenza donne:51,9%), con lo 0,5% delle erogazioni fornite ai migranti rispetto a tutto il territorio regionale.

Residenti calabresi all’estero
Per quanto concerne l’aspetto collegato agli espatri, si osserva che a fine 2015 i cittadini della Calabria registrati presso l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero sono stati 393.118 (+10.986 rispetto al 2014).
Le principali aree di destinazione sono state l’Europa (la Germania soprattutto con 73.216 residenti) e l’America (con l’Argentina principale paese di arrivo con 95.457 iscritti all’Aire).
Le province con i maggiori iscritti sono Cosenza (163.011) e Reggio Calabria (89.315).
 
 
Immigrazione in Calabria: fare un’accoglienza organizzata da professionisti
Il continuo persistere in questa regione di flussi migratori in arrivo non programmata, richiede l’intervento di alte professionalità ma anche un forte coordinamento da parte delle istituzioni coinvolte in tali azioni.
In tale contesto la Commissione Nazionale per il diritto di asilo di Crotone rappresenta in tal senso, uno dei maggiori punti di incidenza per quanto riguarda la valutazione delle domande per la protezione internazionale.
Si tratta dunque di territori che sono al centro della questione collegata alla gestione degli sbarchi, in cui ricordiamo che solo nel 2015 le persone giunte nelle coste calabresi sono state 28.973 (156 sbarchi) e nel 2016 (al 31 luglio) sono già sbarcati 10.841 migranti, senza andare a considerare i più recenti arrivi del 2017.
Per quanto concerne invece il sistema Sprar presente sul territorio, risulta che dal 2003 al 2009 la Calabria è cresciuta del 57,1% per numero di Enti Locali coinvolti, e del 58,6% per numero di posti da 3 a 7 e da 58 a 140.
Infine dal Rapporto 2010 sull’attivazione dei progetti in loco emerge che  per il triennio 2014/2016 la Calabria si è aggiudicata 57 progetti (un totale di 985 posti), per la gestione dei quali sono stati assegnati dal Ministero dell’Interno oltre 37 milioni di euro.
I progetti Sprar rappresentano un’occasione di crescita del tessuto locale, dal punto di vista occupazionale e di ripresa dei consumi.
Per questo motivo è stato necessario ridurre le speculazioni puntando all’efficienza degli interventi; in base a tale criterio bisogna ricordare che una persona solo per il fatto di essere fuggita dalla propria terra, non necessariamente è disposta ad accettare qualsiasi ipotesi di futuro che gli venga propinata.
Inoltre sempre secondo tale criterio altro elemento di cui tenere conto sta nel fatto che lo sviluppo di un territorio, soprattutto se si tratta di aree rurali interne (come molti comuni Sprar), non può dipendere da una strategia globale, basata sull’effettiva sostenibilità delle azioni che si intendono mettere in campo.
Prendendo dunque in considerazione tali premesse si può affermare che, se si avvia un virtuoso utilizzo degli strumenti normativi a finanziari a disposizione, per sviluppare e consolidare una comunità di professionisti, in grado di interpretare le necessità degli utenti e le opportunità offerte dal territorio interagendo con le istituzioni, anche questa regione può diventare un esempio di “best practices” in solidarietà, l’unica possibile soluzione per dare vita ad una forma per arginare futuri disastri e non peggiorare ulteriormente le situazioni.
 
(Fonte: Dossier Statistico Immigrazione 2016)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

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