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I contesti regionali: il Molise

Dossier Statistico Immigrazione 2016: “Analisi dei contesti regionali italiani”, i trend economici, occupazionali e socio-culturali collegati al fenomeno migratorio in Molise.

12 settembre 2017

 
IL MOLISE
L’economia della regione nel Rapporto della Banca d’Italia

Anche per il 2015 il Molise ha mostrato segni di ripresa dell’economia e dell’occupazione, già presenti nell’anno precedente.
Il Pil è cresciuto dello 0,3%, il fatturato dell’industria è aumentato dello 0,5%, ma nonostante tali segnali di ricrescita territoriale, la Regione ha ottenuto dal Governo il riconoscimento di un’area di crisi complessa, che richiederà nel corso dei successivi anni, interventi mirati di riconversione e di riqualificazione produttiva.
In tale contesto non si ferma il prolungamento della condizione di contrazione del settore edilizio (-2,7% dopo un -8,5% nel 2014), mentre il trend dei servizi rimane stazionario, ad accezione del turismo.
L’occupazione è cresciuta dell’1,4% rispetto alla media nazionale dello 0,8% e tale aumento ha riguardato in modo particolare i giovani e la componente maschile.
Anche il tasso di occupazione è migliorato dello 0,9% restando comunque al di sotto di quello nazionale, di circa 7 punti percentuali mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 14,3% (11,9% in Italia).
Purtroppo però persiste ancora alto il livello della disoccupazione di lunga durata, che pur diminuendo, rappresenta oltre i due terzi di quella totale.
In totale la mancanza di oltre 10.000 posti di lavoro rispetto al 2008 dipinge il Molise come la regione dopo quella calabra,  con il più alto rapporto di unità di lavori irregolari (in nero) rispetto al totale (25%).
Nel periodo 2005-2014 dunque la ricchezza netta delle famiglie molisane è aumentata nel complesso del 19,6%; la ricchezza procapite, tuttavia, non supera il 70% della popolazione che non arriva a percepire il 40% del reddito regionale e l’Istat ha evidenziato a tal proposito,  come il Molise rappresenti tra le regioni quella con il più marcato divario sociale (+2,2% tra le regioni italiane della povertà relativa tra le famiglie).
In tale contesto di grandi difficoltà economica pur in una lieve ripresa, gli iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) nel 2015 sono risultati 84.704, con un’incidenza sulla popolazione residente del 27,1%, la più alta tra le regioni italiane.
Per quanto concerne invece la mobilità temporanea per ricerca di lavoro, tale porta ad espatriare dalla regione non meno di 3.000 persone l’anno, soprattutto tra i giovani.
In base alle previsioni statistiche dell’Istat persistendo  questo andamento alla metà del secolo la popolazione molisana si ridurrebbe a 250/260.000 unità.
Una dimensione difficilmente compatibile con una prospettiva di sviluppo autogestito e con la stessa difesa dell’autonomia regionale.

Caratteristiche dei migranti in regione

Nel 2015 si è registrato un aumento della popolazione straniera dell’11,4% passando da 10.800 residenti stranieri a 12.034, il 3,9% della popolazione regionale nel suo complesso (in linea con la media del Sud, al 4% e ben distanti da quella nazionale pari all’8,3%).
Le persone straniere residenti in provincia di Isernia sono 3.202 mentre quelli nella provincia di Campobasso sono 8.832, con una particolare concentrazione nell’area basso molisana.
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale all’interno delle due province, tale vede una più elevata concentrazione nei nuclei urbani  come avviene ad Isernia, Venafro e Agnone da un lato, e a Termoli, Campobasso, Campomarino e Montenero di Bisaccia dall’altro.
Ma oltre alle città una spiccata forza attrattiva la mostrano località economicamente più dinamiche come quelle del Basso Molise, al contrario i paesi dell’interno i quali soffrono di un maggior grado di impoverimento confermano tutta la loro debolezza in termini di capacità attrattiva.
Per quanto concerne gli arrivi in questa regione si osserva che tali risultano in realtà molto più consistenti rispetto a quanti se ne vanno, anche se come sta avvenendo in molti altri contesti regionali, anche in questo caso le cancellazioni dalle anagrafi comunali della regione in realtà indicano una forte presenza in termini di cittadini stranieri, i quali hanno richiesto e ottenuto la cittadinanza italiana (274), così da essere stati successivamente cancellati dalle anagrafi dei residenti stranieri presenti sul territorio.
E’ in tale frangente significativo il calo ( dal 56% al 51,3%) avvenuto in un solo anno della componente femminile, ma parallelamente si possono rilevare anche un forte grado di radicamento (la classe d’età maggiormente presente è compresa nella fascia d’età tra i 0 e  i17 anni che ne rappresenta il 17% del totale) e un evidente processo di inserimento (la classe di lavoro dai 18 ai 29 anni è di oltre 6 punti percentuali più alta della media rilevata nel Sud Italia e di circa 8 punti di quella nazionale: 25,4% in regione, 19,3% Sud e 17,8% Italia).
Dal punto di vista dei gruppi nazionali maggiormente presenti in Molise quello europeo è largamente prevalente con il 60,6% delle presenze e con particolare riferimento all’area dei 13 nuovi paesi Ue ( il 42% del totale complessivo con 4.159 romeni la comunità più consistente e 538 polacchi).
Per quanto attiene invece le provenienze extra europee osserviamo che il 21,7% è originario del continente africano, soprattutto provenienti dal Nord Africa (58,3%), e la comunità marocchina ne rappresenta la sua maggiore esponente con 1.253 presenze posizionata al secondo posto.
Dall’Asia invece proviene il 13,2% della popolazione straniera residente in questa regione che in cifre si traduce in 1.583 presenze  soprattutto provenienti dall’area centro-meridionale: India (558, ossia il 4,6%) e Pakistan (294, il 2,4%).
Contenuta infine la presenza cinese con 282 unità pari al 2,3% delle presenze asiatiche.
Infine tra la popolazione americana residente in regione questa è quasi per il totale di provenienza Latino americana (394 pari al 3,3%).

Lavoro e occupazione

In regione la pratica del lavoro nero, del sottosalario, della precarietà occupazionale e dell’iniziale marginalizzazione sociale è molto diffusa come già in precedenza riscontrato.
Ma in tale condizione di enorme difficoltà economica ed occupazionali, la solidarietà e l’aiuto reciproco tra i migranti residenti nella regione attenuano tali condizioni inoltre vanno a compensare anche altri importanti aspetti collegati all’accesso alle cure sanitarie e il sostegno integrativo previsto per il lavoro bracciantile, inoltre la possibilità di accesso ai vari gradi di scolarizzazione da parte dei minori.
Per quanto riguarda il versante collegato al lavoro regolare si osserva che, a causa del cospicuo  numero di rientri di famiglie emigrate in patria, è molto difficile ricostruire una attendibilità della situazione di lavoro regolare dei residenti immigrati in regione, questo perché  i dati sulle comunicazioni obbligatorie registrate dall’Inail fanno riferimento esclusivamente al luogo di nascita a prescindere dalla sua cittadinanza.
In sostanza dalle rilevazioni Inail emerge che meno dei due terzi del totale (compresi tra i 5.500 e i 6.000) sono riferibili a stranieri residenti in Molise.
Pertanto da un lato l’area del lavoro regolare  arriva al 60% mentre si può ipotizzare che sia presente oltre ad una diffusa disoccupazione anche un’ampia sacca di persone in situazione di lavoro nero.
Tra le province Campobasso rappresenta quella ove la situazione di lavoro irregolare è maggiormente presente (11,5% delle presenze occupate in nero).
Per quanto attiene le specificità riguardanti i vari settori di occupazione di maggiore inserimento di manodopera straniera, i servizi risulta quello che convoglia un maggior numero di occupati con il 45,6% degli occupati immigrati, rispetto a coloro che lavorano nell’industria (26,6%) e nell’agricoltura (17,4%), un dato relativo quest’ultimo in quanto in tale settore il sospetto di pratica di lavoro nero è forte e più esteso certamente che negli altri settori.
Sempre in base alle stime dell’Inail si osserva che il numero delle persone uscite dal lavoro è stato superiore al numero di quelle assunte (-106).
In tale contesto il settore che ne ha risentito di più nell’anno finora preso in esame è stato quello dei servizi, al contrario in quello agricolo si evidenzia qualche segnale di miglioramento, soprattutto se si osservano le nuove assunzioni, ossia coloro i quali per la prima volta sono stati assunti con una forma contrattuale in regola (272).
Dl punto di vista invece dell’imprenditoria immigrata si osserva che anche in questa regione i titolari stranieri d’imprese hanno visto crescere le loro attività, con la presenza sul territorio di 2.048 imprese, di cui oltre un terzo intestate a donne.
Nel 2015 esse sono cresciute del 3,6% rispetto all’anno precedente, a fronte del  +0,2% valore registrato per la esigua crescita di quelle italiane.

Pensioni e rimesse

Per quanto riguarda l’emissione a cittadini non comunitari da parte dell’Inps nell’ultimo triennio di pensioni d’invalidità, vecchiaia e superstiti si è registrata una crescita in termini di erogazione soprattutto rivolta alla compagine femminile.
I beneficiari  non comunitari comunque rappresentano ancora un numero esiguo di quanti ottengono queste forme di assistenza sociale.
Dal punto di vista penale le denunce pendenti a carico di persone straniere sono state 649, ossia il 13,9% del totale attribuito ad autore noto, un punto percentuale in meno rispetto al resto delle regioni del Sud e oltre il 17 in meno rispetto alla situazione nazionale.
Mentre sul versante dei risparmi inviati in patria si osserva che non vi è stata una crescita in termini di invio di denaro all’estero negli ultimi quattro anni.
L’entità dei flussi di denaro verso i paesi d’origine dei migranti è cresciuta fino al 2011 dai 6.293.000 di euro fino ad allora inviati (fino al 2005) per arrivare a 10.758.000 di euro (+71% al 2011).
Negli anni successivi questo volume si è ridotto di circa 1,5 milioni di euro, nello specifico nel 2015 sono stati inviati 9.432.000 euro dal Molise.

Le principali aree di destinazione sono state prevalentemente europea (55,5% del totale inviato), a seguire l’Asia (18,2%), l’Africa (14%) e l’America (12,2%).

Emergenza e accoglienza

Il Molise rappresenta sempre più un valido esempio in termini di accoglienza per i rifugiati e richiedenti asilo e per quanti coloro giungono a vario titolo in Italia.
Nel corso del 2016 le persone accolte sono passate da 1.400 a circa 2.606 (10 agosto 2016).
I Centri Sprar distribuiti sul territorio sono oltre venti e ospitano circa un quinto  dei richiedenti asilo dando fino ad ora, buona prova dal punto di vista del rapporto con la popolazione locale, sia per impegno adottato da parte delle amministrazioni che per la migliore gestibilità di piccoli gruppi di migranti.
Prosegue inoltre l’ondata di arrivi d’emergenza distribuiti in un numero crescente di comuni, ove in alcuni casi sporadici si sono verificati casi di rifiuto, poi rientrati.
Il panorama della presenza migrante in questa regione è diventato molto articolato, organizzati in nuclei di residenti regolari non inferiori a 10 unità, e presenti in 74 comuni della provincia di Campobasso e in 43 nella provincia di Isernia, per un totale di 117 su 136.
Ad essi si aggiungono i gruppi Sprar e quelli accolti all’interno dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria).

(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)
(Fonte: Dossier Statistico Immigrazione 2016)

di Antonietta Mastrangelo

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