SuperAbile






In Normativa e Diritti


I contesti regionali: la Campania

Dossier Statistico Immigrazione 2016: “Analisi dei contesti regionali italiani”, i trend economici, occupazionali e socio-culturali collegati al fenomeno migratorio in Campania.

31 agosto 2017

LA CAMPANIA

Introduzione
Tra il 2014 e il 2015 il numero di stranieri residenti è aumentato passando da 217.503 a 232.214, ossia 13.680 persone in più, pari ad un aumento del 6,8%.
Nonostante ciò però c’è da osservare che a fine 2015 l’impatto sulla popolazione complessiva della regione è stato del 4%, percentuale nettamente inferiore a quella nazionale (8,3%).
La crescita è stata superiore alla media nazionale (+0,2%) e si è registrata in tutte le province (+9,3% a Benevento, +8,3% a Napoli e +5% nelle province di Avellino, Salerno e Caserta).
Il dinamismo ravvisato a livello demografico risulta caratterizzato da due principali fattori: primo tra tutti il saldo positivo tra le iscrizioni anagrafiche da e per l’estero (+17.870); in tal senso le iscrizioni dall’estero rappresentano il motivo più ricorrente di registrazione per le persone immigrate e incidono per il 56,7% su tutte le iscrizioni anagrafiche dell’anno.
La seconda motivazione riguarda il saldo naturale che risulta positivo (+2.054), dato dalla differenza tra i 2.352 nuovi nati (4,6% delle nascite in regione), e i deceduti sempre stranieri (298).
Altro dato importante è quello riguardante l’aumento delle acquisizioni di cittadinanza italiana, che ha condotto alla cancellazione dal registro anagrafico delle persone straniere, a favore di 2.630 “nuovi “italiani, 821 in più rispetto al 2014 (1.809).
Infine ultimo ma non meno importante fattore risulta quello relativo al numero di stranieri cancellati (4.181) perché irreperibili o perché non hanno provveduto a rinnovare  la dichiarazione di dimora abituale, a seguito della scadenza del permesso di soggiorno.
Per quanto concerne invece l’aspetto collegato alla presenza straniera per fasce d’età, si osserva che oltre il 70% dei residenti stranieri in regione ha un’età inferiore ai 44 anni, inoltre i minori sono 35.143 vale a dire il 15,1% del totale presente in tutta la Campania (21,2% in Italia).
Mentre gli ultra 65 enni (5.663) rimangono una quota molto ridotta (2,4%), in base a queste stime si osserva anche che, oltre l’80% della popolazione immigrata in regione è in età lavorativa, con una maggiore concentrazioni tra le classi d’età comprese tra i 30 e i 44 anni (38,1%), seguita da quelle 45-64(27%) e 18-29 (17,9%).

Appartenenza religiosa e permessi di soggiorno
Per quanto attiene l’appartenenza religiosa si osserva che, la maggior parte dei migranti in regione praticano la fede cristiana (il 55,1%, di cui 34,3% ortodossi, 13,3% cattolici, 3,7% protestanti e 0,8% altre forme di cristianesimo), mentre il 19,5% rimangono i praticanti di fede musulmana.
Tra le principali motivazioni per le richieste dei permessi di soggiorno invece emerge che, i titolari di permesso di soggiorno sono in totale 173 mila (fonte: Ministero dell’Interno), dei quali il 47,2% lungo soggiornanti (media nazionale del 62% circa).
Il picco maggiore è quello registrato nelle province di Avellino (54,4%) e Salerno (56,6%), a seguire in quella di Caserta (41,5%).
I principali motivi di rilascio per l’ottenimento dei permessi di soggiorno sono di natura lavorativa (55,7 permessi su 100), familiari (25,6 su 100), asilo/umanitari (11 su 100) e infine per studio (7,7 su cento).
Ancora più in dettaglio si osserva che nel 2015 i permessi rilasciati per la prima volta durante l’anno sono stati soprattutto per ragioni familiari (46,3%), minore la richiesta per motivi di lavoro (7,5%) e per studio (2,5%), mentre il 27% è stato rilasciato per motivi  di asilo/umanitari (media nazionale 27,3%).

Principali collettività e ripartizione di genere
Oltre la metà degli stranieri residenti in Campania risulta concentrata nella sola provincia di Napoli (117.825), seguita da Salerno (50.998) e Caserta (43.439) e in coda da Avellino (12.449) e Benevento (7.503).
Per quanto concerne le maggiori incidenze percentuali si trovano nelle province di Caserta (4,7%) e di Salerno (4,6%), rispetto a quelle di Napoli (3,8%), Avellino (2,9%) e Benevento (2,7%).
Mentre dal punto di vista della ripartizione in base all’appartenenza al genere, si osserva che le donne straniere presenti sul territorio campano sono 122.292.
In particolare, quindici collettività superano le mille presenze femminili, tra queste vi sono l’Ucraina (32.057), la Romania (23.157), la Polonia (7.330), lo Sri Lanka (7.111), la Cina (6.195), il Marocco (6.100), la Bulgaria (5.110), la Russia (3.364), l’Albania (2.993), le Filippine (2.476), la Nigeria (2.282), l’India (2056), il Brasile (1.667), la Repubblica Dominicana (1.252), la Moldova (1.115).
Proseguendo nell’analisi si evince anche che, il valore percentuale della presenza femminile nel dato regionale (52,7% -1,6% rispetto al 2014) non si discosta da quello nazionale (52,6%), mentre nel dettaglio provinciale si riscontra una situazione diversa,  con valori superiori anche di otto punti percentuali, come nel caso di Avellino (60,1%) che risulta essere la provincia più spiccatamente “rosa”, seguita da quelle di Benevento (58,4%), Salerno (53,1%), Napoli (52,3%) e infine Caserta (49,9%).
Per quanto concerne invece l’appartenenza ai diversi gruppi nazionali si osserva che tra le cinque collettività ove si osserva una prevalenza femminile, si posizionano l’ucraina (75,6%), la romena (58,6%), la srilankese (46%), la cinese (44,3%) e la marocchina (30,3%), collettività tra le quali risulta maggiore la presenza femminile compresa tra il 30 e il 70%.
Proseguendo nell’analisi poi  vi sono collettività immigrate di minori entità, ma anch’esse caratterizzate da una forte presenza di donne superiore all’80% e provenienti soprattutto dall’Est Europa tra queste quella bielorussa (87,8%), la Federazione Russa (86,9%), l’Estonia (85,2%), l’Ungheria (83,7%), la Slovacchia (80,2%).
Ma una prevalenza in termini di presenza femminile è rinvenibile anche tra le nazionalità di provenienza asiatica come il Kirghizistan (80,6%), la Georgia (84,5%), il Kazakhstan (86,8%), l’Azerbaigian (88,9%), la Corea del Sud (80,6%), la Thailandia (86,2%) e l’Indonesia (96,6%).
Infine i gruppi nazionali di più antico insediamento non presentano un elevato valore percentuale dal punto di vista della presenza di donne al loro interno.
Sempre analizzando la compagine femminile si evince che, analizzando le donne straniere presenti sul territorio campano per classi d’età, il 68,4% (83.684) è collocato nelle fasce di età da lavoro (30-44 e 45-64), a riprova della forte presenza femminile proveniente dai paesi dell’Est europeo inserite nel settore dei servizi domestici e di cura alla persona.

Aree di provenienza
I dati Istat a fine 2015 indicano  l’Europa come il continente più rappresentato con 119.593 residenti, di cui 57.667 provenienti dall’Europa centro-orientale e 61.703 provenienti dall’area comunitaria, mentre 223 sono provenienti da altri paesi, (175 dalla Svizzera).
Nell’ordine seguono l’Asia (55.637), l’Africa (47.066), l’America (9.809) e l’Oceania (88), in più si registrano 21 apolidi.
Ancora una volta così come per il 2014 si riconfermano come principali nazionalità anche per il 2015 l’Ucraina (42.403), la Romania (39.547), il Marocco (20.158), lo Sri Lanka (15.454) e la Cina (13.972), tra le principali nazionalità presenti in Campania.

A seguire la Polonia (9.706), che mantiene la sesta posizione, l’India (7.155), la Bulgaria (7.081), il Bangladesh (7.065) e ultima in classifica l’Albania (6.866).
Infine si osserva che circa il 50% degli ucraini e l’80% dei cinesi risiede in provincia di Napoli, mentre la quasi totalità degli srilankesi si concentra  nella sola città di Napoli, mentre i marocchini e i romeni sono distribuiti tra le province  di Salerno, Napoli e Caserta.

Lavoro e immigrazione
Anche per questa regione il periodo di lunga crisi economica sembra terminata con il 2015, infatti il prodotto regionale in termini reali è lievemente aumentato (+0,3%), sostenuto oltre che dalla ripresa della domanda estera (+2,8%), anche da un aumento degli investimenti (stime Prometeia).
La produzione industriale è tornata  a crescere (+0,6%), ma ciò è stato per ora possibile solo nell’ambito delle imprese di maggiori dimensioni e solo in alcuni comparti di attività, in particolare per la tecnologia e il settore agro-alimentare.
Anche la produzione del settore edile è ritornata a crescere (+6%), grazie soprattutto alla produzione di opere pubbliche (+6%), sono aumentate inoltre anche le compravendite di unità residenziali del 5,6% (dati Omi).

Altro settore in ripresa è stato quello del comparto alimentare (un quarto del totale regionale) verso i paesi Ue (+5,6%), grazie soprattutto al recupero dei prodotti lattiero-caseari.
Il miglioramento nell’andamento dei consumi delle famiglie, ha comportato un miglioramento delle condizioni economiche delle imprese attive nei servizi.
La ripresa economica in Campania si è riflessa sul mercato del lavoro, l’occupazione infatti ha ripreso a ricrescere (+1%), il tasso di occupazione della popolazione nell’età compresa tra i 15 e i 64 anni è aumentato (+0,4%) arrivando al 39,6%.
Per le fascia d’età compresa tra i 15 e i 29 anni è diminuito il tasso di disoccupazione anche se rimane ancora elevato (41,9%), inoltre in calo anche quei giovani ricompresi in questa fascia d’età che non studiano né lavorano, ultimo ma non meno importante vi è stata una contrazione del tasso di disoccupazione di lunga durata.

I lavoratori stranieri nel mercato del lavoro campano
Le persone straniere occupate sono state pari al 54%, una percentuale superiore a quella osservata per i residenti italiani (39%); questo fenomeno si spiega perché i migranti risultano maggiormente occupati nei settori e nelle mansioni a bassa qualifica professionale, rifiutati dagli autoctoni perché precari e poco pagati.

Il lavoro dipendente
In base alle stime Inail i cittadini nati all’estero occupati a fine 2015 sono stati 132.929, in tale compagine le donne rappresentano il 39% di tutti i lavoratori occupati in regione (45,9% in Italia), con le province di Avellino e Benevento che registrano una media al di sopra della media regionale, e quella di Napoli con una quota più bassa di partecipazione femminile (37,4%).
Per quanto attiene le aree di provenienza il 57% degli occupati immigrati è originario dell’Europa (il 24,1% di uno dei nuovi 13 paesi Ue; il 18,3% in Europa centro-orientale; il 9,1% in un paese Ue; il 5,4% in altri paesi europei).
Proseguendo nell’analisi si osserva che il 19,7% proviene dall’Asia, il 14,4% dall’Africa (il 10% da quella settentrionale), il 7,5% dall’America e lo 0,4% dall’Oceania.

Dal punto di vista della ripartizione per gruppi nazionali si osserva che i romeni sono tra i più numerosi (23.672 occupati, il 17,8% del totale), seguiti dagli ucraini (11,7%), dai marocchini (6,9%), dai cinesi (4,7%), dai bengalesi (4%), dagli srilankesi (3,5%), dagli indiani (3,3%), dagli albanesi (3,3%), dai polacchi (3,1%) e dai bulgari (2,5%).
Nel corso del 2015 sono stati assunti 70.128 lavoratori nati all’estero, di cui il 56,6% sono alla prima esperienza lavorativa.
Tali assunzioni sono avvenute in modo specifico nell’ambito dei servizi (50,8%);a seguire in quello agricolo (19,3% del totale e 15,8% tra i nuovi assunti) e poi nell’industria (18,3% del totale e 16% tra i neo assunti).
Interessante però notare così come per altri casi regionali che l’11,6% delle assunzioni ha riguardato la voce “settore non attribuito”, che spesso coincide con quello agricolo o dell’assistenza familiare.
In tale contesto va ricordato che i servizi accolgono il 58,1% degli occupati nati all’estero (quota quasi uguale a quella nazionale), tale valore aumenta in provincia di Napoli, fino a raggiungere il 69,4% mentre resta al di sotto del 50% in tutte le restanti province.
L’industria invece risulta il secondo settore di impiego (22,5% in linea con il dato nazionale), con una punta massima ad Avellino (36,3%).
Infine l’agricoltura rappresenta il 12,1% degli occupati immigrati un valore che aumenta nei territori prettamente agricoli, come nel caso di Caserta e Salerno con valori del 22% nel primo caso e del 21% nel secondo di tutti i lavoratori immigrati presenti in regione.
Per quanto concerne invece l’impiego di manodopera straniera presso le imprese, si osserva che l’80,2% dei nati all’estero è occupato in micro imprese con un massimo di 9 addetti, il 12,1% in piccole imprese fino a 49 addetti, il 3,7% nelle medie imprese fino a 249 addetti ed infine il 4% nelle grandi aziende con un numero superiore ai 250 addetti.
A fine anno il saldo tra assunzioni e cessazioni (la differenza tre le persone fisiche assunte durante l’anno e quelle il cui lavoro è cessato) per i nati all’estero è risultato in positivo (+3.080) dopo una leggera ripresa del 2014 e la forte contrazione che aveva caratterizzato il 2013.
Ancora una volta nel settore “non attribuito” si è registrato un forte andamento positivo (+3.255), da intendersi come lavoro domestico o agricolo, permangono invece con valori ancora negativi i saldi nei servizi (-204) e sia nell’industria (-143).
Va infine segnalato che l’occupazione maschile (+2.724) ha avuto un andamento migliore rispetto a quello femminile (+356).

Imprenditoria immigrata
Le imprese gestite dai titolari nati all’estero sono state 37.721, il 6,6% del tessuto produttivo locale, concentrate nella provincia di Napoli (46,9%),  in quelle di Caserta (23,6%) e di Salerno (18,9%).
Nel 7,4% dei casi si tratta di imprese artigianali, con una specificità nelle province di Avellino (20,7%) e Benevento (10,7%).
Anche per la Campania vale il medesimo discorso fatto per le altre realtà regionali, ove le imprese gestite dagli autoctoni ha subito una crescita molto modesta (+0,5%).
Nel corso del 2015 l’aumento delle attività imprenditoriali a gestione immigrata invece è stato consistente (+12,8%) e di molto superiore a il dato registrato a livello nazionale (+5%).
L’incremento maggiore si è avuto nella provincia di Napoli (+22,9%), inoltre si osserva che, andando ad analizzare la variazione percentuale dal 2011 al 2015 le attività condotte dai nati all’estero, sono aumentate di circa il 50%, valore che sale a circa il 92% nella sola provincia di Napoli.
Sempre per quanto concerne l’attività auto imprenditoriale circa il 24% delle aziende condotte da lavoratori immigrati è guidato da donne, e la loro quota cresce in maniera considerevole nelle province di Avellino (34,8%), Benevento (41%) e Caserta (26,9%).

Rimesse in patria e pensioni
Nel 2015 le rimesse verso l’estero da parte dei residenti stranieri in Campania sono state circa 299 milioni di euro (il 5,7% del totale nazionale), in leggero calo rispetto al 2014 (-2,7%).
Più in dettaglio il 62,9% è stato inviato dalla provincia di Napoli e quasi la metà dei soldi spediti è stata destinata a soli cinque paesi la Romania (15,6%), il Bangladesh (9,8%), l’Ucraina (8,6%), la Cina (8,1%) e l’India (6,9%).
Per quanto attiene invece l’erogazione di una copertura previdenziale per invalidità, vecchiaia e superstiti (Ivs), queste sono state 1.129 di cui i tre quarti emesse in favore di donne.
Inoltre nell’ultimo anno i pensionati non comunitari sono aumentati di 108 unità, ma ciononostante il loro numero continua ad incidere per una quota minima (0,1%) sul totale di tutte le pensioni erogate in regione (comprensivo di tutti i cittadini comunitari, inclusi gli italiani).
Infine le prestazioni assistenziali sempre per lo stesso anno preso in esame sono state 490.429 in totale, fra cui i titolari non comunitari che ne beneficiano i quali sono stati 1.986 (lo 0,4% sul totale).

Gli emigrati campani all’estero
I cittadini  della Campania registrati nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) sono stati 475.629.
In modo specifico Salerno risulta la provincia  con più iscritti (129.770), seguita da Napoli (126.946), Avellino (105.993), Caserta (59.865) e Benevento (53.055).
Il 39,6% dei residenti all’estero vive in America, di cui il 28,7% nell’America centro-meridionale /12,3% in Argentina, il 6,2% in Venezuela, il 4,7% in Brasile e il 3% in Uruguay) e il 10,9% in America settentrionale (il 2,9% in Canada e il 7,9% negli Stati Uniti); il 56% vive in Europa in particolare in Germania (17,3%), Svizzera (16,5%), Regno Unito (8,8%), Francia (5,1%), Belgio (3,1%) e Spagna (2,6%).
Infine nell’ultimo anno il totale degli iscritti campani all’Aire ha superato le 14 mila unità, di questi gli espatriati in senso stretto sono stati circa la metà (6.827) e ha lasciare la regione sono stati soprattutto le fasce d’età più giovani: il 35,6%(2.428) compresi tra i 30 e i 44 anni, mentre il 26,4% (1.805) tra i 18 e i 29 anni.

(Fonte: Dossier Statistico Immigrazione 2016)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati