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I contesti regionali: la Valle d'Aosta

Dossier Statistico Immigrazione 2016: “Analisi dei contesti regionali italiani”, i trend economici, occupazionali e socio-culturali collegati al fenomeno migratorio in Valle d'Aosta.

18 luglio 2017

LA VALLE D’AOSTA

Il quadro rappresentato dalla Valle d’Aosta rappresenta una situazione di problematicità e di cambiamento, di difficoltà sociali ma anche economiche sia a livello regionale, sia per quanto concerne l’aspetto relativo al fenomeno migratorio, che dal 2015 conferma una riduzione della presenza straniera in questa regione.
In base ai dati forniti dall’Istat i residenti di origine straniera alla fine dell’anno risultavano 8.480, ossia il 6,7% della popolazione regionale, quasi quattro punti percentuali in meno rispetto alle regioni limitrofi (10,6% nelle regioni del Nord-Ovest, 8,3% a livello nazionale).
Interessante il dato che mostra come fino al 31 dicembre del 2014 i residenti stranieri erano 9.075 e il 7,1% della popolazione; si tratta di una riduzione del 6,6% (-0,6% nelle regioni del Nord-Ovest, +0,2% a livello nazionale), in continuità con il trend negativo cominciato l’anno scorso, quando il calo aveva coinvolto 258 persone(-2,8%).
Questo fenomeno ha riguardato tutte le collettività a partire dai romeni (2.554 presenze nel 2015, il 30,1% di tutti gli stranieri residenti, mentre nel 2014 erano 2.601), che in ogni caso permangono la collettività più numerosa, ai marocchini (1.819 persone, il 21,5%, vale a dire 2045 nel 2014) e agli albanesi (869, il 10,2%, mentre nel 2014 erano 994).
In alcuni casi la riduzione è stata molto evidente come quella registrata tra la collettività tunisina che ha perso al suo interno 70 presenze (379 nel 2014, 309 nel 2015) e per i cinesi (265 nel 2015, 263 nel 2014), ma questo fenomeno non esclude anche altre nazionalità dell’Ue a 15, come i francesi ad esempio che passano da 232 a 228 unità.
I cittadini di origine europea risultano ancora la quota maggioritaria della presenza straniera (57,6%), rispetto a quelli provenienti dalle altre regioni del mondo come l’Africa del Nord (26,5%), l’America centro-meridionale (6,8%) o l’Asia (6,3%).
Inoltre si conferma il processo di femminilizzazione del fenomeno migratorio, che vede accresciuta ulteriormente la percentuale delle donne rispetto agli uomini.

A riprova di ciò le persone di sesso femminile di origine straniera erano al 31/12/2015 il 57,8% di tutti gli stranieri residenti presenti in regione, un valore superiore sia al dato delle regioni del Nord-Ovest (52%), sia a quello nazionale (52,6%), raggiungendo percentuali anche superiori al 70% nel caso di numerose nazionalità.
Si osserva anche che questa diminuzione della presenza straniera in regione ha contribuito a modificare la struttura generazionale dei migranti (138 i nuovi nati da genitori stranieri nel 2015, 150 nel 2014), che in tal caso vede diminuire la presenza di minori stranieri (19,1%, 20,9% nel 2014).
Al contrario aumenta la presenza di ultra sessantacinquenni (4,6%, 3,9% nel 2014), un dato questo il quale incide in modo particolare sulla componente femminile, che risulta quella con maggior numero di adulti e anziani.
Infatti le ultra sessantacinquenni sono il 5,2% delle donne straniere e il 6,5% di tutti i residenti immigrati in quella fascia d’età, inoltre rappresentano il 67% di tutte le persone straniere nella fascia d’età compresa tra i 45 e i 64 anni.

Inserimento scolastico
Per quanto concerne l’ambito scolastico si osserva che la diminuzione del numero di persone straniere ha influito a sua volta, sul numero degli iscritti nelle scuole di diverso ordine e grado.
Secondo  i dati dell’Assessorato istruzione e cultura della Regione, gli studenti provenienti da famiglie non italiane nell’anno scolastico 2015/2016 sono stati 1.382 (1.533 nel 2014/2015, ove già si era riscontrata una contrazione del 3,6%), 315 sono stati iscritti alla scuola dell’infanzia (379 nell’anno scolastico precedente), 495 alla scuola elementare (523 nell’a.s. 2014/2015), 256 alle scuole secondarie di primo grado (284 nell’a.s. 2014/2015) e 316 a quelle secondarie di secondo grado (317 a.s. 2014/2015).

L’appartenenza religiosa
Anche per la Valle d’Aosta la principale religione professata dai credenti stranieri è il cristianesimo, con il 54,6% di appartenenti tra tutti gli stranieri residenti (in linea con il dato nazionale che è del 53,8%), a sua volte suddiviso tra cattolici (16,5%, 18,1% a livello nazionale), ortodossi (33,5%, 30,7% a livello nazionale), protestanti (4,4% stesso dato a livello nazionale).
Mentre i musulmani rappresentano il 36,7% delle persone immigrate, percentuale superiore rispetto al dato nazionale che si ferma al 32%.
Per quanto concerne invece i trasferimenti all’estero si osserva che, nel 2015 i cittadini valdostani che si sono trasferiti all’estero sono stati 5.554 e i principali paesi di destinazione sono stati la Svizzera (30,8%)e la Francia (25,9%) a cui si aggiungono le altre nazioni del Nord Europa e la Spagna, un afflusso consistente dunque, rinvenuto in vari stati europei, al punto che i valdostani iscritti all’Aire nel nostro continente risultano quasi il 78% di tutti gli originari della Valle residenti all’estero alla fine del 2015.

Migranti e mondo del lavoro
L’economia regionale nel Rapporto della Banca d’Italia
Secondo le stime stilate nel Rapporto di Banca d’Italia nel corso del 2015, l’attività economica  nella regione ha registrato un lieve miglioramento (Pil +0,8%), grazie al comparto dei servizi e nella fattispecie al settore turistico, mentre in misura minore a quello commerciale e delle Amministrazioni Pubbliche.
Mentre per quanto ha riguardato l’attività industriale, si è osservato un indebolimento dal punto di vista produttivo, riflettendo anche le difficoltà della domanda interna ed estera con ricadute negative anche relative all’accumulazione di capitale.
Stesso discorso per quanto attiene il comparto delle costruzioni, anche se in misura più contenuta rispetto all’anno precedente.
In ambito agricolo invece si registra un aumento del valore aggiunto, nonostante il numero delle imprese attive secondo i dati InfoCamere/Movimpresa sia in diminuzione (-1,7%).
Nonostante le difficoltà economiche la Valle d’Aosta si differenzia comunque positivamente rispetto al contesto nazionale e a riprova di ciò alcuni dati in cui si osserva che, dal 2007 al 2014 il prodotto interno lordo è calato del 2,6% in misura molto più contenuta rispetto alla media italiana (-9%).
Nel 2015 invece le condizioni del mercato del lavoro sono lievemente peggiorate, infatti in base alla Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat si evidenzia che, il numero di occupati è tornato a ridursi moderatamente (-0,5%), in controtendenza rispetto all’andamento medio nazionale e delle regioni del Nord-Ovest (+0,8%).
Questa riduzione ha riguardato soprattutto la componente maschile, a fronte di un aumento invece di quella femminile (-1,4% e +0,5% rispettivamente).
Inoltre si osserva anche che i lavoratori a tempo pieno sono diminuiti (-1,9%), mentre sono in aumento quelli impiegati a tempo parziale (+6,4%).
A livello generale il tasso di occupazione in regione è del 66,2% (quasi di due punti al di sopra della media regionale del Nord-Ovest), mentre quello di disoccupazione  dell’8,9%.
Inoltre si osserva come siano in leggero calo (-0,2%) i disoccupati di lunga durata, che rappresentano oltre il 41% dei disoccupati totali in regione, mentre continua ad aumentare (+0,4%) la popolazione tra i 15 e i 34 anni che non studia e non lavora (19,7%).
Per quanto concerne il mercato del lavoro straniero, in Valle d’Aosta risulta che gli occupati nati all’estero nel 2015 erano 6.767 (in calo rispetto all’anno passato), pari al 13% della popolazione occupata in regione (i dati Inail identificando i lavoratori stranieri sulla base del paese di nascita, comportano una leggera sovrastima per l’inclusione anche degli italiani nati all’estero).
Sempre in base a questa analisi si osserva che il 54,6% (3.695 persone) era di sesso maschile e occupato per il 62,9% nel terziario, seguito dall’industria (22%, 24% nel 2014) e infine nell’agricoltura (10%).
Ad esclusione degli occupati nati in un paese Ue a 15 (in gran maggioranza cittadini italiani successivamente rimpatriati), quelli nati all’estero erano 5.990 circa 160 unità in meno rispetto al 2014.
Sono segnali i quali indicano una certa sofferenza del mondo del lavoro straniero, confermata anche dal saldo occupazionale che rispetto al 2014, risulta ancora negativo (-311 unità).
Purtroppo in tale contesto sono le donne a subire in misura maggiore la contrazione lavorativa rispetto agli uomini (rispettivamente -166 e -145).
Il settore maggiormente colpito è stato quello dei servizi (-361), seguito dall’industria (-55),e l’agricoltura che ha segnato un modesto ridimensionamento (-1) rispetto all’anno precedente, che invece aveva conosciuto un valore positivo (+22).
Tra le collettività quella romena è stata la nazionalità più penalizzata (-93), seguita dalla marocchina (-58), nonostante ciò il calo dell’occupazione ha coinvolto tutti i gruppi anche quelli che potremmo definire più garantiti come quelli nati in Francia(-15) o in Germania (-11).
La principale nazionalità tra gli occupati risulta essere anche per quest’anno, sempre quella romena (1.976), pari a poco più del 29% di tutti gli occupati nati all’estero, segue quella marocchina con 1.009 occupati (circa il 15% del totale) e quella albanese con 597 occupati (8,8%).
Consistente anche il numero degli occupati dell’America Latina (562), pari all’8,3% del totale, con una forte presenza  (soprattutto donne) di domenicani, cubani, brasiliani e argentini.
L’Asia rappresenta invece il 4,8% di tutti gli occupati all’estero, in particolare la Cina con 147 occupati, rappresenta quasi il 50% di tutti gli iscritti all’Inail provenienti da quell’area geografica, seguita dai filippini, i nepalesi e i pachistani.
Per quanto concerne invece l’auto imprenditoria straniera si osserva che, nel 2015 si è registrata una riduzione del numero di imprese straniere, ossia di quelle gestite a titolo individuale o con una maggioranza di soci da cittadini nati all’estero (665;-3,8% rispetto al 2014, -2,4% quelle italiane nello stesso anno).
Per quanto attiene le attività condotte dagli imprenditori stranieri, queste rappresentano il 5,1% del totale delle imprese presenti sul territorio regionale, ossia meno della metà del dato riferito al Nord-Ovest (10,6%), ma anche nettamente inferiore a quello nazionale (9,1%).
In Valle d’Aosta un quarto delle imprese straniere è a conduzione femminile (25,4%), un valore superiore sia alla media del Nord-Ovest sia a quella nazionale (rispettivamente 20,9% e 23,3%).
Per quanto concerne invece l’aspetto collegato all’erogazione delle prestazioni assistenziali e previdenziali si osserva che, le pensioni previdenziali (invalidità, vecchiaia e superstiti) e assistenziali (che non presuppongono alcun versamento di contributi) erogate a cittadini non comunitari, sono aumentate nel corso dell’ultimo anno del 7,5%, raggiungendo le 143 unità (99 riferite alla prima categoria e 44 alla seconda) per un totale di 34.026 pensioni in pagamento in regione.
Infine l’ultimo dato riguarda l’invio di denaro all’estero, in cui si osserva che, la somma inviata ai paesi di origine nel 2015 risulta essere di 7.692.000 euro, superiore alla cifra inviata l’anno precedente, ma ancora lontana dal valore degli anni compresi tra il 2010 e il 2011, quando vennero superati i 9.000.000 di euro.
Anche in questo caso  i romeni si confermano la principale collettività in quanto a invio di denaro al proprio paese con 1.905.000 di euro inviati, pari al 24,8% della somma complessiva delle rimesse regionali, seguiti dai marocchini (1.149.000 di euro somma leggermente inferiore rispetto a quella inviata l’anno precedente), pari al 14,9% e dai domenicani (1.015.000 cifra leggermente superiore rispetto a quella dell’anno precedente), raggiungendo il 13,2% della somma totale inviata nella regione.

I richiedenti protezione internazionale: quale accoglienza
Questa regione si colloca come unica nel panorama italiano a non aver nessun Comune coinvolto nella gestione di un servizio Sprar e basa la sua attività volta all’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale sui Centri di accoglienza straordinaria (Cas).
Con l’ingresso di rifugiati giunti in Italia nel 2011, il Ministero dell’Interno inviò in quell’occasione una cinquantina di persone in Valle d’Aosta.
In quel frangente i servizi pubblici e la Protezione civile si sono fatti carico dell’accoglienza gestendone il flusso.
Nel 2014 invece è stato compito della Prefettura  della regione, ad offrire la possibilità per la creazione di posti destinati alla realizzazione di Cas affidati alla gestione del terzo settore.
Così dagli iniziali 60 posti si è passati per bandi successivi agli attuali 300; l’accordo di ripartizione è stato siglato tra Regioni e Governo e prevede l’accoglienza in regione di circa 500 richiedenti protezione internazionale.
Intanto l’accoglienza si sta articolando in Centri di piccola dimensione (da un minimo di 8 ad un massimo di 25 posti) e si stanno distribuendo nel territorio regionale, oltre che ad Aosta anche nelle immediate vicinanze al fondovalle.
Il modello preso a riferimento è quello dell’accoglienza diffusa, con l’interesse a sviluppare forti interazioni con il tessuto sociale dove i Centri vengono inseriti.

(Dossier Statistico Immigrazione 2016)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

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