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In Normativa e Diritti


QUOTA 100

L’ultima proroga per il trattamento denominato QUOTA 100 è stata fino al 31dicembre 2021. Infatti, questo beneficio si è concluso al termine della fase esperimentale, cioè 31dicembre 2021.

10 maggio 2022

Premessa
Sebbene questo trattamento pensionistico non riguardi in modo particolare i lavoratori invalidi, offre sempre un’alternativa di anticipare il pensionamento per coloro che hanno raggiunto i requisiti di età anagrafica e anzianità contributiva.

Il beneficio
Con il decreto legge n. 4/2019 sono state date le relative disposizioni che consentono ai lavoratori, con almeno 62 anni e 38 anni di contributi, di accedere al pensionamento prima di quanto lo sarebbe con i normali trattamenti pensionistici: pensione anticipata e di vecchiaia. La misura ha avuto, però, carattere sperimentale, cioè per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2021.

Cristallizzazione
Chi raggiunge i requisiti entro il 31/12/2021 acquisisce il diritto ad andare in pensione anche successivamente a tale data (31/12/2021) cristallizzando, cioè, il diritto a pensione.

Questo significa che una volta raggiunti i requisiti che danno diritto alla pensione, l’accesso al pensionamento si “cristallizza” e di conseguenza l’interessato può farne domanda in qualsiasi momento, anche nel caso in cui il beneficio venisse cancellato.

Dall’altra parte è stato lo stesso decreto n. 4/2019 che confermava la possibilità di presentazione di domanda in qualsiasi momento, anche al termine del periodo di validità di questa forma di pensionamento. L’importante è raggiungere i requisiti di accesso entro il 31 dicembre 2021.

In ogni caso l’età anagrafica con cui è possibile andare in pensione non può essere inferiore ai 62 anni, allo stesso modo che il requisito contributivo che non può essere inferiore ai 38 anni.

Per questo motivo, la prima finestra utile per accedere a Quota 100 è quella in cui si raggiungono i 38 anni di contributi (o anche di più) e il compimento dei 62 anni di età.

Ai fini del conseguimento della pensione Quota 100 è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente.

Natura della prestazione
In via sperimentale, per  il  triennio  2019-2021, gli  iscritti all'assicurazione generale obbligatoria e alle  forme  esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall'INPS, nonché alla gestione separata, possono conseguire il diritto  alla  pensione anticipata (c.d. “quota 100”), al raggiungimento di un'età anagrafica di almeno 62 anni e con un'anzianità contributiva minima di 38 anni

Il requisito di età anagrafica non è adeguato agli incrementi  alla  speranza di vita. Inoltre, non sono previste penalità sulle regole di calcolo della pensione (come succede per esempio con l’Opzione donna). Pertanto, nel caso si abbia 18 anni di contributi al 1995 la pensione potrà essere calcolata con il sistema retributivo fino al 2011.

Quindi, i destinatari sono:
  • lavoratori iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) – che comprende il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD)
  • le gestioni speciali per i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri) – e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, gestite dall’INPS,
  • nonché ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata.
Sono esclusi da questo trattamento pensionistico: il personale appartenente alle Forze armate, il personale delle forze di Polizia e di Polizia penitenziaria, il personale operativo del corpo nazionale dei Vigili del fuoco e il personale della Guardia di finanza, per i quali continuano ad applicarsi i requisiti previdenziali più favorevoli previsti dal Dlgs 165/97.

CALCOLO CON IL SISTEMA RETRIBUTIVO
Con il metodo retributivo il trattamento pensionistico si basa su 2 quote. La prima quota (Quota A) è calcolata sulle anzianità maturate al 31/12/1992 e si basa sulla media degli:
  • ultimi 5 anni (260 settimane) delle retribuzioni utili percepite dall'interessato se lavoratore dipendente;
  • ultimi 10 anni (520 settimane) per i lavoratori autonomi;
  • dell'ultimo anno se del pubblico impiego.
La seconda quota (Quota B) è determinata sulle anzianità contributive dal 1° gennaio 1993 fino al 31 dicembre 1995 oppure al 31 dicembre 2011 e si basa sulla media degli:
  • ultimi 10 anni delle retribuzioni utili percepite dall'interessato se lavoratore dipendente (privato o pubblico);
  • degli ultimi 15 anni per i lavoratori autonomi.
Se il lavoratore aveva meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992 la media delle retribuzioni per determinare la Quota B si amplia e ricomprende l'intero periodo lavorato successivo al 31 dicembre 1992 sino al pensionamento effettivo.

Finestre
Per la decorrenza della pensione con la “quota 100” è previsto il sistema delle finestre mobili a partire dalla data di maturazione dei requisiti, e sono diverse secondo si tratti di dipendenti privati o pubblici:
  • 3 mesi per i privati
  • 6 mesi per i pubblici
Settore privato - Lavoratori dipendenti e autonomi
  • che hanno maturato i prescritti requisiti entro il 31 dicembre, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal 1° aprile;
  • che maturano i prescritti requisiti a decorrere dal 1° gennaio, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 3 mesi dalla maturazione dei requisiti (cosiddetta “finestra”) (Messaggio Inps 395/2019). 
I lavoratori dipendenti dalle pubbliche amministrazioni (articolo 1, comma 2, decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165):
  • che hanno maturato i prescritti requisiti entro il 29 gennaio conseguono il diritto alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico dal 1° agosto;
  • che perfezionano i prescritti requisiti dal 30 gennaio conseguono il diritto alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico trascorsi 6 mesi dalla maturazione dei requisiti (“finestra”) e comunque non prima del 1° agosto
Il personale del comparto scuola e AFAM (Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica) consegue il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico rispettivamente dal 1° settembre e dal 1° novembre dell’anno di maturazione dei prescritti requisiti.

CONTRIBUZIONE UTILE
Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato, (obbligatoria, volontaria, da riscatto, figurativa) fermo restando, per i dipendenti del settore privato, il contestuale perfezionamento del requisito di almeno 35 anni di contribuzione escludendo i periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti (circolare Inps 11/2019).

In altre parole, i dipendenti privati debbono raggiungere obbligatoriamente un minimo di 35 anni di contribuzione senza considerare i periodi figurativi derivanti da altre forme contributivi come per esempio disoccupazione indennizzata e malattia.

Cumulo dei periodi assicurativi
Ai fini del conseguimento del diritto alla pensione Quota 100, gli iscritti a due o più gestioni previdenziali, hanno facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti versati o accreditati presso l’AGO, le forme sostitutive ed esclusive della medesima, gestite dall’INPS, nonché la Gestione Separata.

La titolarità di una pensione diretta a carico di una delle predette forme di assicurazione obbligatoria preclude la possibilità di cumulo dei periodi assicurativi.

La circolare Inps 11/2019, in materia di cumulo dei periodi assicurativi, precisa quanto segue:

1.2 Cumulo dei periodi assicurativi (articolo 14, comma 2)

Per la determinazione del sistema di calcolo, l’accertamento dell’anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 1995 deve essere effettuato considerando l'anzianità contributiva complessivamente maturata nelle diverse gestioni interessate dal cumulo in argomento. Nel determinare l’anzianità contributiva posseduta dall’assicurato, ciascuna gestione tiene conto delle regole del proprio ordinamento vigenti alla data di presentazione della domanda di pensione.

Nel caso in cui tra le gestioni interessate al cumulo ve ne sia almeno una che prevede il requisito contributivo dei 35 anni al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, il predetto requisito deve essere verificato tenendo conto dell’anzianità contributiva complessivamente maturata nelle gestioni interessate al cumulo.

Incumulabilità della pensione con i redditi da lavoro
La pensione Quota 100 non è cumulabile con i redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa, anche all’estero, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro lordi annui.

Si rammenta, al riguardo, che per lavoro autonomo occasionale s’intende il compimento di un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione e senza alcun coordinamento con il committente (cioè chi ordina ad altri l'esecuzione di un lavoro, di una prestazione). L’esercizio dell’attività, quindi, deve essere del tutto occasionale, senza i requisiti dell’abitualità e della professionalità. (cfr. la circolare n. 9 del 2004).

Tale incumulabilità si applica per il periodo che intercorre tra la data di decorrenza della pensione e la data di maturazione del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia. Il requisito dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia viene adeguata agli incrementi della speranza di vita.

Il divieto scatta, però, a condizione che tali redditi siano riconducibili ad attività lavorativa svolta nell’arco temporale sopra indicato. Sono, dunque, esclusi eventuali redditi erogati in tale periodo, se riferiti ad attività lavorative prestate in data antecedente (prima del pensionamento con quota 100) o successiva (dopo la maturazione dell'età per la pensione di vecchiaia) a quella del divieto.

I redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa svolta, anche all’estero, successivamente alla decorrenza della pensione e fino alla data di perfezionamento della pensione di vecchiaia prevista nella gestione a carico della quale è stata liquidata la “pensione quota 100”, comportano la sospensione dell’erogazione del trattamento pensionistico nell’anno di produzione dei predetti redditi.

Nel caso di redditi prodotti nei mesi dell’anno precedenti il perfezionamento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia, l’erogazione del trattamento pensionistico è sospesa nel predetto periodo.

La produzione di redditi derivanti da attività lavorativa diversa da quella autonoma occasionale, oppure la produzione di redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale oltre il limite dei 5.000 euro lordi annui comporta la sospensione dell’erogazione del trattamento pensionistico nell’anno di produzione dei predetti redditi e l’eventuale recupero delle rate di pensione indebitamente corrisposte.

La Circolare INPS 9 agosto 2019, n. 117 fornisce chiarimenti sull’incumulabilità della pensione Quota 100 con i redditi da lavoro e sulla valutazione dei periodi di lavoro svolto all’estero ai fini del conseguimento della stessa. Vengono, inoltre, forniti chiarimenti in merito alla decorrenza della prestazione.

Per conseguire la pensione anticipata con Quota 100 è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, ma non la cessazione dell’attività di lavoro autonomo.

Pertanto, in caso di svolgimento di attività di lavoro autonomo, fermo restando l’obbligo del versamento dei contributi obbligatori presso la relativa gestione, i redditi eventualmente percepiti contano, ai fini della incumulabilità della pensione Quota 100, secondo i criteri e nei limiti indicati nella circolare.

Obbligo di comunicazione
I titolari di pensione devono dare immediata comunicazione all’INPS dello svolgimento di qualsiasi attività lavorativa diversa da quella autonoma occasionale dalla quale derivi un reddito inferiore a 5.000 Euro lordi annui. L’Istituto provvede alla sospensione del trattamento pensionistico secondo i criteri sopra esposti.

I titolari del trattamento pensionistico che svolgano attività lavorativa autonoma occasionale da cui derivino, anche in via presuntiva, redditi superiori al limite di 5.000 Euro lordi annui, sono tenuti a darne immediata comunicazione all’INPS che provvede alla sospensione del trattamento pensionistico secondo i criteri sopra esposti.
 
IL meccanismo (quota 100) – Finestre ulteriori precisazioni
Il ripristino delle finestre riporta alla luce una serie di questioni. In primo luogo durante il periodo di differimento si può continuare a lavorare ma non è necessario farlo atteso che si è perfezionato il requisito contributivo e anagrafico richiesto.

Chiaramente chi è ancora al lavoro avrà tutto interesse a restarci per non incorrere in un periodo di vuoto economico tra la cessazione dal servizio e la decorrenza della pensione. Chi sta versando i contributi volontari può arrestare il versamento della contribuzione al raggiungimento dei 38 anni di contributi (nel caso della quota 100) o ai requisiti per la pensione anticipata ed attendere l'apertura della finestra. Il periodo di slittamento, in altri termini, non deve essere necessariamente coperto da contribuzione volontaria.

Quindi, nel periodo intercorrente tra il raggiungimento del diritto alla pensione e la decorrenza della stessa è facoltà del lavoratore cessare o continuare l’attività lavorativa.

Se si decide di continuare a lavorare nel periodo della finestra mobile, gli stipendi che si percepiscono nei mesi di lavoro non obbligatorio possono contribuire ad aumentare l’importo della pensione finale incidendo più o meno rispetto a mesi di lavoro effettuati e retribuzione percepita.
 
Riferimenti normativi e Inps
  • LEGGE 30 dicembre 2020, n. 178: Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023 (GU n.322 del 30-12-2020 - Suppl. Ordinario n. 46). Entrata in vigore del provvedimento: 01/01/2021
  • Circolare Inps del 29/01/2019, n. 10: Assegni straordinari dei Fondi di solidarietà di cui al decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, e prestazioni di accompagnamento alla pensione di cui all’articolo 4, commi da 1 a 7-ter, della legge 28 giugno 2012, n. 92. Pensione anticipata e pensione anticipata “quota 100” di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4.
  • Circolare Inps del 29/01/2019, n. 11: Decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. Nuove disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze della pensione anticipata. Pensione quota 100, pensione di cui all’articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, pensione c.d. opzione donna e pensione lavoratori c.d. precoci. Monitoraggio delle domande di pensione.
  • Circolare INPS 9 agosto 2019, n. 117Pensione quota 100” ai sensi dell’articolo 14 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26. Chiarimenti in materia di incumulabilità della pensione con i redditi da lavoro e di valutazione dei periodi di lavoro svolto all’estero ai fini del conseguimento della stessa.
  • Messaggio Inps del 29-01-2019, n. 395: Decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. Modalità di presentazione delle domande di pensione anticipata.
 

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Immagine tratta da pixabay.com 

di Gabriela Maucci

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