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Conferenza nazionale, fischi e polemiche ma il dialogo continua

Concluso l'appuntamento di Torino, si tirano le somme. Dai gruppi di lavoro la definizione dei temi più urgenti, dal governo la rassicurazione di non prendere decisioni senza la partecipazione attiva delle associazioni. Pesa il nodo delle risorse e la sensazione del diffuso disinteresse della politica. Ma resta la volontà di collaborare

4 ottobre 2009

TORINO - Ieri la mano tesa del sottosegretario Roccella in un clima di reciproco rispetto e di sostanziale collaborazione. Oggi una bordata di fischi per il ministro Maurizio Sacconi, che manca l'appuntamento di Torino e interviene con un videomessaggio registrato che crea rabbia e malumore fra i partecipanti. La terza Conferenza nazionale sulle politiche della disabilità, organizzata dal ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, va in soffitta lasciando indicazioni poco univoche: da un lato c'è l'impegno del governo a intraprendere un percorso di massima condivisione con le associazioni delle persone disabili e dei loro familiari, dall'altro la sensazione che i percorsi da attuare si scontreranno con la cronica assenza di risorse, sulle quali l'atteggiamento di Sacconi e Roccella lascia poche speranze per il futuro. Il tutto in un clima in cui regna il timore - che per molti è già un dato di fatto - del diffuso disinteresse per le tematiche della disabilità, un disinteresse imputato non solo al ministro Sacconi e al dicastero del Welfare, ma alla politica nel suo complesso.

Il dibattito sviluppato a Torino ha rischiato più volte di fermarsi al mero livello filosofico, senza riuscire a scendere nei dettagli della vita concreta e della carenza di risorse. I lavori di gruppo e le relazioni sviluppate dall'assemblea plenaria hanno ugualmente condotto alla definizione di un'ampia visione d'insieme sui problemi più urgenti che coinvolgono la disabilità: un menu di lavoro che sarà il primo piatto per il Tavolo di lavoro che il ministro Sacconi ha promesso di seguire personalmente e che precederà di qualche mese l'avvio di quell'Osservatorio previsto dalla Convenzione Onu al quale spetterà il compito di vigilare sulle misure da prendere per il rispetto del documento delle Nazioni Unite recentemente entrato in vigore. Quell'Osservatorio, ha promesso Roccella, sarà composta da non più di 40 persone e per un terzo sarà composto da rappresentanti delle associazioni. Sarà in questa sede che si discuteranno tutte le misure da adottare, comprese quelle più delicate come l'eventuale revisione della legge 68/99 sul collocamento obbligatorio delle persone con disabilità, una ipotesi che già nei mesi scorsi aveva dato luogo a polemiche. "Nulla su di noi senza di noi", il motto delle associazioni: nulla si decida cioè su di noi senza darci ascolto, senza renderci compartecipi delle scelte. Un approccio che il governo ha dato ampie rassicurazioni di voler seguire.

Ma oltre questo, c'è l'intero e spinoso capitolo dei fondi. Perché le belle parole e le buone intenzioni non mancano, ma servono anche le risorse per poterle attuare. E da questo punto di vista, per il governo, sono note dolenti. Né Roccella il primo giorno, né Sacconi nel suo messaggio preregistrato, hanno potuto fornire la benché minima rassicurazione sulla tenuta della consistenza del Fondo delle politiche sociali, mentre appare scontato che il Fondo per la non autosufficienza, istituito nel 2007 con dotazione di 400 milioni di euro per tre anni (2007-2008-2009) non verrà rifinanziato. Il ministro, nel suo intervento, ha invitato a non guardare tutto questo ("ha un'importanza relativa") ma al modo in cui viene gestito il Fondo sanitario nazionale, laddove occorre razionalizzare e recuperare in efficienza, con eccellenze qualificate negli ospedali per il trattamento delle fasi acute e presa in carico della persona a livello territoriali con servizi decentrati. Parole che convincono le associazioni solo fino ad un certo punto: la crisi c'è per tutti, dicono, ma "il Fondo per le politiche sociali non è una virgola" e le risorse per la non autosufficienza devono comunque essere mantenute. Costi quel che costi. Altrimenti tutto il resto "è filosofia", "pura utopia". A questo governo le associazioni chiedono fatti concreti; loro sanno che "mostrarsi ostili" non paga, ma avvertono che se le promesse non saranno mantenute "il mondo della disabilità ha la forza organizzativa di esprimersi in modo diverso dal dialogo cordiale che abbiamo avuto finora".

La Conferenza finisce qua. Il primo incontro del novello Tavolo fra il ministero del Welfare e le associazioni è già fissato, l'ordine del giorno è costituito dai risultati di questa due giorni. Dopo la tempesta dei fischi a Sacconi, colpevolmente assente dall'appuntamento (già un mese fa la sua mancata presenza dalla prima bozza di programma era stata vivamente criticata da tutte le associazioni, consigliando agli organizzatori un dietrofront rivelatosi a cose fatte solo parziale), si riparte dunque con il dialogo istituzionale e il confronto sui provvedimenti. Sperando che il cielo si rassereni. (Stefano Caredda)

(4 ottobre 2009)

di g.augello

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