SuperAbile






In Normativa e Diritti

Notizie


Ritorno in Bielorussia per Matrioska: dopo 3 anni la visita ai bambini di Begoml

Il progetto “Pinocchio nel paese delle meraviglie – VI edizione” prosegue la sua avventura alla ricerca dell’inclusione sociale, culturale e lavorativa di persone con disabilità intellettive, relazionali e psichiatriche, ritrovando dopo tre anni la possibilità di vivere uno scambio personale in terra bielorussa e riflettere sull’inclusione sociale e culturale negata: ecco i particolari di un’iniziativa promossa dalla Cooperativa Sociale Integrata Matrioska, con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura

30 novembre 2022

ROMA – Un ritorno in Bielorussia, dopo 33 mesi dalla precedenza esperienza, per visitare i bambini dell’Internato di Begoml e riprendere il filo di un progetto interrotto a lungo nei suoi scambi internazionali ma proseguito con altre forme e modalità a Roma. Una settimana di incontri in terra bielorussa fra persone con e senza disabilità, in un contesto reso ancor più difficile e complicato dalla guerra in Ucraina. L’esperienza è quella della Cooperativa Sociale Integrata Matrioska, costituita da persone italiane e straniere, con e senza disabilità intellettive e relazionali, che ha promosso la sesta edizione del progetto “Pinocchio nel paese delle meraviglie”, con il contributo e il patrocinio della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura.
 
Il viaggio, svoltosi la scorsa settimana dopo quasi tre anni dal precedente, di una delegazione della Cooperativa Matrioska è lungo quasi 12 ore, prima da Roma in aereo fino a Vilnius e poi in pullman, attraversando le frontiere terrestri della Lituania e della Bielorussia, con i controlli dei passaporti e dei bagagli a piedi sulla neve, nel freddo gelido della notte. Controlli lunghi ore, silenzi di attesa e sonno tirato, fino all’arrivo e all’incontro con i bambini dell’Internato di Begoml: una settimana di sorrisi e abbracci ritrovati, di sguardi increduli dopo la lunga attesa e di cose non dette, in un paese in cui si vive un clima irreale di sospensione e attesa.
 
La sesta edizione del progetto “Pinocchio nel paese delle meraviglie”dopo le precedenti annualità dal 2017 al 2021, realizzate con il contributo della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – MiC Ministero della Cultura – vuole consolidare i risultati raggiunti con le precedenti edizioni, in cui è stata costantemente proposta una riflessione “provocatoria” sulla reale inclusione sociale, culturale e lavorativa di persone con disabilità intellettiva o cognitiva, disagio psichiatrico e disagio sociale (legato anche alla provenienza etnica e pregresse situazioni di abbandono infantile), con l’ascolto delle nuove povertà del post-Covid, della fuga dalla guerra e del trauma di un perenne dormiveglia che preclude il ritorno al tempo precedente.
 
In questo particolare momento storico, sociale e politico caratterizzato dalla pandemia e dall’emergenza Ucraina, il percorso progettuale ipotizzato pone, al centro dell’animazione di Comunità ipotizzata, azioni interculturali che coinvolgeranno persone in fuga dall’Ucraina, persone bielorusse con disabilità in Italia e in Bielorussia, persone di altre etnie presenti sul territorio di Roma Capitale, al fine di supportare soprattutto le persone più fragili (persone italiane e straniere con disabilità, innanzitutto con disabilità intellettivo-relazionali e/o disagio psichiatrico; persone italiane e straniere in temporanea situazione di difficoltà economica e/o di inserimento socio-culturale e/o vittime di discriminazione; persone anziane in situazione di solitudine esistenziale) nella narrazione del proprio vissuto personale, delle storie di vita e delle proprie emozioni.
 
Il percorso progettuale annuale era stato avviato come occasione di ritorno alla vita ordinaria, dopo due anni di pandemia, prima rinchiusi nelle stanze del lockdown in attesa del bacio del vero amore del Principe Vaccino, poi con dolori e lutti vicini, fino alle riaperture in uno strano risveglio, simile più al dormiveglia di prima mattina, quando i fantasmi della notte e le prime luci dell’aurora si confondono e non lasciano spazio alla speranza e alla fantasia.
 
Ecco che allora il gruppo di base del progetto, costituito da giovani videomakers bielorussi con disabilità (che nel 2006 hanno fondato la Cooperativa Sociale Integrata Matrioska), ha vissuto tutto il 2020 e il 2021 rinchiuso in una “stanza delle stanze” sul palcoscenico del proprio Teatro San Gaspare, a Roma, quasi immobilizzati dalla situazione contingente e dall’impossibilità di volare fino in Bielorussia, con poche uscite all’esterno e molte accoglienze di altre persone italiane e straniere nell’artificioso e artificiale mondo creato dentro una sala cinematografica, eletta a perenne set.
 
In tal senso, era stata avviata una approfondita ricognizione del lavoro realizzato nelle cinque edizioni precedenti e della notevole quantità di materiali videofotografici archiviati e non ancora utilizzati, dagli incontri in Italia con persone di varie etnie e Comunità straniere o con personalità di riferimento in ambito sociale o culturale, alle varie performance teatrali durante l’annuale Festival promosso presso il teatrino dell’Internato di Begoml in Bielorussia, per finire alle riprese di momenti ludici, scambi in amicizia e cibo, visite di case-famiglia, internati e manicomi in Bielorussia.
 
L’ipotesi progettuale era il recupero della memoria, il ripristino dell’ordinarietà delle abitudini quotidiane (anche nella loro stereotipia, talora “utile” per gli equilibri di persone fragili), la rimodulazione delle immagini video del passato (quelle già montate nei film precedenti e quelle temporaneamente archiviate), alla ricerca di una favola da inventare ex-novo, mescolando e contaminando contenuti e temi affrontati in cinque anni di viaggio: da Alice che attraversa lo specchio della presunta follia a Peter Pan che non vuole essere bambino per sempre, da Cipollino che lotta contro il dittatore Re Pomodoro a Cenerentola che sfugge al sopruso grazie alla fantasia, fino alla più recente Bella Addormentata nel Bosco, costretta a vivere in un mondo sospeso, in attesa del bacio del vero amore.
 
Il lavoro avviato nei primi due mesi di attività del 2022, all’improvviso, è entrato successivamente in una nuova dimensione. L’elaborazione del lutto che si stava tentando con il lavoro avviato si è resa ancora più necessaria con l’emergenza Ucraina.
 
I giovani videomakers bielorussi con disabilità della Cooperativa Sociale Integrata Matrioska stanno vivendo infatti un nuovo trauma con la guerra in Ucraina, sentendosi anche “nemici” involontari di un popolo con cui hanno sempre condiviso ideali, percorsi spirituali e approfondimenti filosofici. Hanno amici ucraini anche a Roma, ma si sentono malvisti in quanto alleati del paese che ha invaso l’Ucraina.
 
E poi ci sono gli amici in Bielorussia, le decine di ragazzi con disabilità che vivono nelle Case-famiglia dell’Associazione Volontari “Il Cavallo Bianco”, i bambini degli Internati “speciali” e gli adulti che soggiornano nei manicomi, con cui ci si era vicendevolmente e reciprocamente promesso a fine dicembre 2021 – all’interno dell’evento finale on-line del progetto – che ci si sarebbe riabbracciati, che si sarebbe rifatto il tradizionale Festival Teatrale annuale, che si sarebbe di nuovo mangiato insieme in grandi tavolate.

Il percorso progettuale 2022

Il nuovo progetto assume una enorme rilevanza dal punto di vista culturale  e sociale e può apportare benefici diretti a coloro che lo stanno realizzando in prima persona (i giovani videomakers bielorussi con disabilità della Cooperativa Matrioska), aiutandoli a superare la difficile situazione psicologica in cui si trovano; può essere utile alle persone ucraine in fuga dalla guerra come occasione di reciprocità a Roma con il “nemico” bielorusso e, attraverso un’animazione interculturale, può contribuire alla verbalizzazione del vissuto e alla costruzione comune di orizzonti di Pace, soprattutto per i più giovani e i bambini.
 
Come nelle precedenti edizioni, obiettivo principale del progetto è la realizzazione di un film-documentario di un viaggio di un anno, dalla Bielorussia all’Italia, ma anche un viaggio tra le etnie presenti a Roma, soprattutto la Comunità del Bangladesh, con le decine di donne e bambini, che partecipano da oltre un anno al Centro Diurno “Il fagiolo magico” dell’Associazione Volontari Il Cavallo Bianco, partner principale del progetto; soprattutto le donne moldave badanti a Roma di AssoMoldave; soprattutto tra i profughi ucraini accolti dalla Caritas Diocesana di Roma e da Roma Capitale.
 
L’innovatività che sottende a tutte le azioni previste dal progetto è nel fatto che tutte le attività prevedono il coinvolgimento come operatori di persone con e senza disabilità, italiane e straniere extracomunitarie (soprattutto di nazionalità bielorussa – ex bambini accolti da minori nei “progetti Chernobyl”, oggi stabilmente in Italia e soci lavoratori della Cooperativa Sociale Matrioska), secondo metodologie di reale e concreta inclusione sociale e culturale, che costituisca modello e stimolo per il Territorio e la Comunità.
 
Gli stessi soci svantaggiati della Cooperativa, attraverso l’iniziativa progettuale, da soggetti di intervento e formazione si trasformano definitivamente in agenti di promozione sociale e facilitatori/mediatori socio-interculturali.
 
Stavolta sono “nemici” bielorussi che incontrano persone ucraine in fuga, coinvolgendo con loro donne bengalesi e moldave, persone con disabilità fisiche, intellettivo-relazionali e sensoriali. Il progetto è promosso da una rete del Terzo Settore, che trova il suo fulcro nella disponibilità di una Parrocchia di utilizzare il proprio Teatro per la sperimentazione di un Centro di produzione teatrale e cinematografica Integrato, che garantisca, attraverso attività laboratoriali espressive e creative, l'inclusione sociale e culturale di persone adulte con disabilità (italiane e straniere), con particolare attenzione a coloro che presentano maggiore fragilità psichica, mentale ed emotiva.
 
Per saperne di più si può consultare il sito internet dedicato al progetto e finalizzato allo sviluppo di attività di animazione transnazionale e scambi interculturali, in collegamento con i social di progetto Facebook e YouTube.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati