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Caregiver e lavoro, si cambia: l'assistenza si può “condividere”

La novità è spiegata dall'Inps in una comunicazione appena pubblicata: per “conciliare attività lavorativa e vita privata per genitori e prestatori di assistenza” e assicurare “condivisione delle responsabilità di cura tra uomini e donna”, scompare il referente unico della legge 104

30 settembre 2022

ROMA – Cambia poco, ma cambia tutto: i congedi per l'assistenza dei familiari con disabilità, previsti dlala legge 104, si potrnano ora condividere, o meglio dividere tra più “referenti”. E' quanto previsto dal decreto legislativo 105/2022, entrato in vigore a metà agosto e illustrato, nella sua portata quasi rivoluzionaria, dall'Inps in una comunicazione dedicata.

In attuazione della direttiva Ue 2019/1158, “al fine di conciliare l’attività lavorativa e la vita privata per i genitori e i prestatori di assistenza, nonché di conseguire la condivisione delle responsabilità di cura tra uomini e donne e la parità di genere in ambito lavorativo e familiare”, viene di fatto corretta la legge 104/92, così come quanto previsto, in materia di congedo straordinario, dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

In estrema sintesi, viene meno il “referente unico dell’assistenza”, in base a cui al quale non poteva essere riconosciuta a più di un lavoratore dipendente la possibilità di fruire dei giorni di permesso per l’assistenza alla stessa persona in situazione di disabilità grave. Facevano eccezione i genitori di figli con disabilità, a cui è sempre stata riconosciuta la particolarità del ruolo svolto. Ora, fermo restando il limite complessivo di tre giorni di congedo per l’assistenza al familiare disabile, tale diritto può essere riconosciuto, su richiesta, a più soggetti tra quelli aventi diritto, che possono fruirne in via alternativa tra loro. In questo modo, il carico dell'assistenza può essere diviso tra più familiari, favorendo una migliore conciliazione tra vita personale, professionale e familiare.

Non solo: il diritto al congedo straordinario per assistenza, previsto dal Dl 51/2021, viene esteso dal coniuge al “convivente di fatto”, anche nel caso in cui la convivenza, qualora normativamente prevista, sia stata instaurata successivamente alla richiesta di congedo.

Si allarga, insomma, la platea di chi può fruire dei permessi e dei congedi per l'assistenza a un familiare con grave disabilità: congedi e permessi che, più che un beneficio, sono un diritto non solo per i lavoratori caregiver, ma prima ancora per le persone con disabilità che necessitano di assistenza continuativa.

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