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Familiari in ospedale. La Regione Emilia Romagna raccoglie l’appello dei vescovi

A rispondere è l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini. “Assolutamente convinti e consapevoli dell'importanza di poter avere accanto i familiari e gli affetti più cari di quanti sono ricoverati negli ospedali o sono degenti nelle strutture sociosanitarie”

15 luglio 2022

ROMA - Chiamata in causa direttamente, la Regione raccoglie l'appello lanciato dai vescovi dell'Emilia-Romagna, che chiede di garantire "rapidamente" l'accesso negli ospedali e nelle strutture socio-sanitarie ai familiari di anziani e malati ricoverati. "Condividiamo senz'altro l'appello della Consulta regionale della Pastorale della Salute della Conferenza episcopale dell'Emilia-Romagna- risponde l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini- perché siamo assolutamente convinti e consapevoli dell'importanza di poter avere accanto i familiari e gli affetti più cari di quanti sono ricoverati negli ospedali o sono degenti nelle strutture sociosanitarie. La vicinanza dei propri cari e il calore umano hanno un valore essenziale per chi soffre, anche terapeutico. E il prezzo imposto da questa pandemia, anche in termini di distanziamento fisico, è stato più alto proprio per i degenti e i loro familiari".

Per questo, spiega Donini, "le decisioni regionali assunte nelle ultime settimane vanno proprio in questa direzione". In particolare, precisa l'assessore, "un atto assunto nei giorni scorsi, per quanto riguarda l'ambito ospedaliero, prevede il pieno accesso dei familiari nei reparti non Covid, regolamentato da comportamenti che assicurino la sicurezza sanitaria. E anche per i reparti Covid, le direzioni sanitarie sono tenute a individuare modalità che permettano le visite e la permanenza di fianco ai propri cari".

Così come negli ospedali, continua l'assessore regionale alla Sanità, "anche nelle strutture socio-sanitarie si è andati nella stessa direzione, adottando le linee guida ministeriali che hanno assicurato maggiore flessibilità per le visite, con l'obiettivo di consentire alle familiari visite più frequenti e permanenze più prolungate, nella consapevolezza che sono proprio i familiari a tenere al benessere e alla salute dei propri cari". Per Donini, infine, è "estremamente apprezzabile la disponibilità manifestata dalle Diocesi e dai cappellani ospedalieri a collaborare con le aziende sanitarie, gli operatori della sanità e tutte le associazioni per contribuire a migliorare questi aspetti negli ospedali e in tutte le strutture socio-sanitarie di ricovero".

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