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Palermo, i candidati sindaco si confrontano sulla disabilità

Fra le richieste più urgenti per le persone con disabilità c'è ancora l'applicazione piena della legge 328 che prevede l'avvio dei progetti individualizzati a garanzia di qualità della vita e della piena inclusione sociale

18 maggio 2022

PALERMO - Le persone con disabilità come possono riuscire a vivere una vita “normale” a Palermo? Con quali difficoltà a tutti coloro che hanno una disabilità fisica o psichica, vengono riconosciuti gli stessi diritti degli altri cittadini? Diversi sono stati, ieri mattina, presso la Real Fonderia Oretea, gli interventi dei rappresentanti di associazioni di persone con disabilità che vivono in prima persona o come familiari il tema. A rispondere sono stati i candidati sindaco di Palermo. Fra le richieste più urgenti per le persone con disabilità c'è ancora l'applicazione piena della legge 328 che prevede l'avvio dei progetti individualizzati a garanzia di qualità della vita e della piena inclusione sociale.

L'incontro, moderato da Alessandra De Caro, è stato introdotto da Antonella Balistreri della Fondazione Villa delle Ginestre. "Il prossimo avvicendamento elettorale impone che si affronti con i candidati sindaco una trattazione della materia inerente la disabilità con progettualità, coesione e sviluppo di comunità - sottolinea Antonella Balistreri -. La disabilità sappiamo bene c'è perchè esiste tutti i giorni per chi la vive o chi ne è stato toccato in prima persona nella sua storia. La disabilità vorrei che venisse cancellata dal vocabolario ma sarà mai possibile? Il futuro sindaco dovrà programmare opere e servizi significativi ponendosi delle domande concrete. Bisogna, infatti, cominciare a pensare ad azioni concrete che diano risposte che vanno bene non solo per chi è con disabilità ma per tutti".

“Il concetto di inclusione sociale ci deve spingere ad utilizzare gli strumenti  per mettere a sistema tutti gli aspetti che garantiscano la partecipazione sociale ampia della persona con disabilità - ha detto l'eurodeputata Francesca Donato in collegamento da Bruxelles – in riferimento all'applicazione delle leggi vigenti. Importante è capire le competenze delle regioni e quelle dei comuni per capire come operare in sinergia per l'attuazione dei piani di accessibilità urbana. Bisogna anche investire i fondi europei dedicati a questo tema".

“È certamente un tema delicato e difficile da affrontare - ha riferito la candidata Rita Barbera -. Palermo è ancora una città non accogliente perché di fatto respinge i bisogni di chi è con disabilità. C'è purtroppo ancora molta frustrazione in chi vive la disabilità a causa delle tante difficoltà che esistono. Quello che dobbiamo difendere è la normalità di giovani con disabilità che devono riuscire a vivere come tutti gli altri coetanei. Va quindi restituita la normalità di una vita quotidiana a partire dai trasporti e da tanti altri servizi".
 
"Quello che va ricordato è la persona con i suoi valori essenziali importanti. Partiamo dalla persona - continua l'architetto candidato Ciro Lomonte -. Non siamo cose, non siamo oggetti ma persone che meritano la giusta centralità sul piano del rispetto dei diritti. Il comune dovrà occuparsi adeguatamente del tema, attuando misure adeguate affinchè la persona con disabilità possa svolgere una vita ' normale'".


"E' dal 2007 che, stando  dentro il consiglio comunale, seguo questo tema - sottolinea Fabrizio Ferrandelli -. Che qualcosa non ha funzionato è chiaro a tutti perché la macchina comunale si è inceppata. Abbiamo adesso l'occasione per riportare il tema nella sua giusta centralità soprattutto in chiave partecipativa. Penso per esempio alla realizzazione dei Social Point cioè dei punti di accesso unico che lavoreranno ad ampio raggio su tanti temi. C'è bisogno di un metodo per sapere cosa realizzare insieme, al di la dei fondi disponibili, proprio in applicazione della legge 328".
 
"Non ci sono persone disabili ma è tutta la città disabile in questo momento - afferma l'architetto Franco Miceli -. Siamo davanti ad un contesto ambientale che non consente e spesso non rispetta una vita uguale a quella degli altri cittadini. Il problema è allora quello di costruire un ‘dopo’ senza il rischio di cadere in una vuota retorica. Penso che si debba iniziare a lavorare concretamente ma per farlo occorre ascoltare tutte le realtà di persone che vivono il problema per capire come migliorare il sistema e come si devono applicare bene le norme. La città deve essere dentro un progetto partecipativo realizzato con la forza e l'impegno delle persone con disabilità e le associazioni che le rappresentano. La prima cosa su cui puntare è quindi una programmazione decisa e partecipata con tutti i rappresentanti che indichi le priorità da portare avanti". Era assente per altri impegni il candidato Roberto Lagalla che per l'occasione è stato sostituito dalla sua delegata Antonella Tirrito.

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