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"Taglio a non autosufficienti", protesta nella Regione Piemonte

Associazioni, sindacati e minoranze si sono trovate questa mattina davanti al Consiglio regionale del Piemonte contro il "taglio di 10 milioni in tre anni" per le cure domiciliari alle persone non autosufficienti

20 aprile 2022

ROMA - Associazioni, sindacati e minoranze si sono trovate questa mattina davanti al Consiglio regionale del Piemonte contro il "taglio di 10 milioni in tre anni" per le cure domiciliari alle persone non autosufficienti. Un taglio previsto nel bilancio sul quale oggi il Consiglio comincia la discussione, e che vedrà già cinque milioni in meno nel 2022 su questa posta, che passa da 50 a 45 milioni di stanziamento. Sui non autosufficienti nel 2019 erano stanziati 55 milioni.

"Abbiamo voluto sostenere questo flash mob a pochi minuti dall'inizio della discussione in aula del bilancio 2022", spiega il capogruppo del Pd Raffaele Gallo, che assicura: "Daremo battaglia". Sono tre le sedute previste da Palazzo Lascaris per chiudere il bilancio, l'ultima il 26, ma potrebbero non bastare specie se cominciasse l'ostruzionismo, parola che però le minoranze non pronunciano. "Questo taglio fa male perché è un taglio su persone bloccate in un letto che non possono venire a manifestare", protesta la consigliera Pd Monica Canalis.

Sono molte le sigle che hanno aderito alla protesta, come Arci, Acli e Gruppo Abele, Legacoop sociale. Sono 11.121 i piemontesi con i requisiti per accedere alle cure domiciliari attualmente in lista d'attesa, dichiara Raffaella Dispensa, presidente di Acli, e sono "anziani e malati psichiatrici, persone che hanno bisogno di cure, ma i servizi sono inferiori ai bisogni". Davanti a palazzo Lascaris ci sono anche Cgil, Cisl e Uil: "Mentre il Governo dice che le cure domiciliari sono centrali, il Piemonte taglia i fondi", lamenta Francesco Lo Grasso della Uil.

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