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Puglia, 7 aree e 34 obiettivi per il V Piano delle politiche sociali 2022-2024

Per il triennio messi in campo 1,1 miliardi. L'assessora regionale al Welfare Rosa Barone presenta il provvedimento. "Nasce da un percorso di ascolto e partecipazione

14 aprile 2022

ROMA - "Questo piano nasce da un percorso di ascolto e partecipazione, declinato secondo i princìpi di sussidiarietà, cooperazione e responsabilità condivisa tra i diversi livelli istituzionali e gli stakeholder, riconoscendo agli stessi un ruolo determinante nell'organizzazione e nella gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Ho voluto condividere questo percorso con gli altri assessori, per definire tematiche e progetti integrati, che possano migliorare concretamente la qualità della vita dei pugliesi. Non a caso l'immagine che abbiamo scelto per rappresentarlo è quella del Puzzle, un insieme di pezzi, di incastri, dove ognuno è protagonista con il proprio ruolo e compito". Sono queste le parole dell'assessora al Welfare della Regione Puglia Rosa Barone per presentare il V Piano regionale delle Politiche sociali 2022 - 2024, approvato in Giunta nelle scorse settimane.

Con lei questa mattina a presentare il Piano il presidente Michele Emiliano, la direttrice del Dipartimento regionale al Welfare Valentina Romano, la dirigente di sezione Laura Liddo e il delegato dell'Anci Puglia al Welfare Pasquale Chieco. Sono intervenuti anche Pasquale Ferrante del Coordinamento Forum Terzo Settore e Filomena Principale in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil. I lavori sono stati introdotti dalla sottosegretaria al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Rossella Accoto.

Il Piano individua sette aree strategiche, strutturate in 34 obiettivi che si attueranno in altrettanti interventi per obiettivo. Le sette aree strategiche di attenzione e intervento sono: accesso e presa in carico; famiglie e minori; invecchiamento attivo; persone con disabilità e persone non autosufficienti; persone in condizioni povertà; donne e minori vittime di maltrattamento e violenza; pari opportunità. Le parole chiave sono: "ripartire", "valorizzare", "includere".

Oltre 1,1 miliardi di euro sono stati messi in campo per il triennio, a cui si aggiungeranno le risorse del Pnrr e i fondi europei. I principi guida del Piano sono: prossimità; promozione della coesione sociale; universalismo e protezione. Il Piano agisce in stretta connessione con altri documenti strategici regionali come l'Agenda di Genere.

Gli assi portanti della nuova "agenda del welfare integrato" sono la presa in carico integrata tra servizi del welfare e servizi per la salute, la stretta connessione tra servizi per l'inclusione e interventi per il lavoro, l'intreccio tra servizi socioeducativi per l'infanzia e interventi per la formazione e l'istruzione e la contaminazione con le politiche migratorie, le politiche culturali e quelle giovanili, le azioni per l'abitare sostenibile e inclusivo, le azioni per l'inclusione e l'integrazione di persone provenienti da area penale e azioni e interventi in materia di agricoltura sociale.

"Soprattutto in un periodo storico come questo il nostro Paese ha bisogno di sentire parlare di una rinascita culturale basata su politiche di equità e di inclusione sociale". Così ha Accoto che ha ricordato: "Il lavoro che stiamo portando avanti a livello nazionale necessariamente si lega ai piani delle singole Regioni. Il Programma nazionale per la lotta alla povertà e per l'inclusione sociale è l'architrave che sorregge l'impianto della nuova programmazione 2021-2027 e avrà una dotazione finanziaria di oltre 4 miliardi. È stato costruito partendo dalla necessità del miglioramento della capacità amministrativa degli ambiti territoriali sociali, delle Regioni e dell'Autorità di gestione con interventi per aumentare la loro capacità tecnica, manageriale e di monitoraggio".

"Nel futuro - ha spiegato - si lavorerà prioritariamente su child guarantee, sul miglioramento dei servizi sociali territoriali, sugli interventi per le persone in condizione di estrema indigenza, italiani e stranieri, sul contrasto alla disoccupazione giovanile e sul rafforzamento delle parti sociali e degli stakeholders. La pandemia ancora in corso e il conflitto in Ucraina sono eventi di portata globale che dovremo tenere in conto nel nostro lavoro di rafforzamento della struttura sociale del Paese: in questo momento storico è assolutamente necessario un aumento della nostra capacità di stimolare la coesione e la solidarietà rafforzando tutti gli interventi in ambito sociale oltre alla misura cardine di questo impianto che è il Reddito di Cittadinanza".

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